Modificata la legge regionale sulla caccia: «risolta la situazione di stallo ripartendo dalle istanze del mondo venatorio», ha sottolineato Laurent Viérin

comunicato stampa
Laurent Viérin

Nella seduta di martedì 9 maggio, il Consiglio Valle ha approvato con 29 voti favorevoli e un voto contrario, quello del "Movimento cinque stelle", il disegno di legge che contiene disposizioni urgenti in materia di caccia, modificando la norma regionale numero 64 del 1994 sulla tutela e la gestione della fauna selvatica e la disciplina dell'attività venatoria. Il provvedimento si compone di cinque articoli ed è stato presentato dalla Giunta regionale il 28 aprile scorso.
Il presidente della terza Commissione, il consigliere dell'Union Valdôtaine Progressiste Alessandro Nogara, relatore del disegno di legge, ha sottolineato «con questo testo si intende assicurare il legame cacciatore-territorio prevedendo che i capi prelevabili in una determinata circoscrizione venatoria siano assegnati ai cacciatori appartenenti alla stessa, facendo salva comunque la possibilità per il Comitato regionale per la gestione venatoria di derogare a questo principio nell'ottica di ottenere un'equità di prelievo per tutti i cacciatori della Valle d'Aosta. Viene, inoltre, introdotto il riconoscimento in capo al Comitato caccia di una maggior autonomia gestionale. Queste modifiche consentiranno di superare l'impasse del commissariamento del Comitato caccia, che durava da ormai un anno».

Il consigliere del Partito Democratico Paolo Cretier ha osservato «nel testo di legge si ravvisa un'ingerenza della politica, che va a ledere l'autonomia del Comitato caccia. E' giusto che la Giunta regionale dia indirizzi, ma queste sono interferenze reali e chiaramente scritte nell'articolato. Avremmo preferito che l'autonomia del Comitato fosse scritta in maniera inconfutabile. Non rinneghiamo il nostro voto favorevole espresso in Commissione perché ci interessa il ripristino comitato, la salvaguardia del rapporto cacciatore-territorio e soprattutto, come detto, l'autonomia del Comitato».

Il consigliere Giuseppe Isabellon dell'Union Valdôtaine ha evidenziato «l'esigenza di rendere operativo il settore dell'attività venatoria, prima di tutto ricostituendo i suoi organismi. Nella caccia si intersecano vari aspetti, tra cui il rapporto con gli agricoltori. In effetti, va approfondito il supporto del mondo venatorio per la gestione della presenza impattante di alcune specie, tra cui il lupo. Il lavoro da fare incomincia da domani: bisogna dare gli indirizzi e prestare attenzione in particolare al rapporto corretto tra il numero di capi presenti sul territorio e le interferenze con l'agricoltura e l'allevamento. I numeri sono importanti: la maggior parte delle discussioni emerse è legata proprio ai numeri dei censimenti, che non si basano su tavole divine immodificabili; si potrebbe pensare a una diversa organizzazione, ad esempio creando un albo di cacciatori disponibili a partecipare quali garanti ai censimenti, anche in circoscrizioni diverse dalla propria».

Il consigliere Elso Gerandin del gruppo misto ha ricordato le vicissitudini che hanno creato le condizioni per il commissariamento «c'era condivisione sul territorio, la politica avrebbe dovuto unirsi a questo percorso e non suscitare tensioni. C'è stata un'entrata a gamba tesa da parte della politica, che non ha rispettato due anni di lavoro e di accordi».
Il consigliere dell'UV Augusto Rollandin ha aggiunto «oggi, dopo visioni differenti, è positivo trovare una forma più snella per fornire risposte efficaci; è un passo avanti importante».

L'assessore all'agricoltura, Laurent Viérin, ha precisato «per sbloccare questa situazione di stallo, siamo ripartiti dalle istanze del mondo venatorio, che oggi ritroviamo in questa legge. La prima preoccupazione è stata quella di ritrovare armonia, in un'ottica di concertazione e non di sostituzione impropria da parte della politica di un organo autonomo. Per i prossimi anni, ci dobbiamo mettere in moto in sinergia con il Comitato caccia, di cui, attraverso questa legge, rafforziamo le funzioni. Il risultato più importante è che si ripristini la codificazione tra il comitato e l'Amministrazione regionale, ritrovando la dovuta serenità. Ribadiamo la volontà di collaborare con il Comitato caccia, di cui rispettiamo l'autonomia e con cui vogliamo lavorare proficuamente, in particolare a partire dal 28 maggio, quando sarà formalmente ricostituito dopo le previste elezioni».
Il consigliere Roberto Cognetta ha espresso il voto negativo «in quanto il "Movimento cinque stelle" è assolutamente contrario alla caccia».

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