Respinta, in Consiglio Valle, la proposta dei "grillini" sul rendere noti i vitalizi, ma c'è l'impegno per una nuova legge

comunicato stampa
Roberto Cognetta in Consiglio Valle

Nell'ambito della trattazione della proposta di legge del "Movimento cinque stelle" in materia di trasparenza degli assegni vitalizi dei consiglieri regionali, l'Assemblea valdostana ha approvato, giovedì 23 novembre, un ordine del giorno sottoscritto dai capigruppo di maggioranza, che impegna l'Ufficio di Presidenza ed i capigruppo a presentare entro il 31 dicembre una legge di revisione del sistema dell'Istituto del Vitalizio che prevede due punti: l'abolizione dell'attuale sistema previdenziale dei consiglieri e la pubblicità dei vitalizi o delle somme percepite dai consiglieri.
Il testo è stato adottato con ventuno voti a favore (Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Partito Democratico ed "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano") e tredici astensioni (Alpe, "Area Civica - Stella Alpina - Pour notre Vallée", "Movimento cinque stelle" e Gruppo misto), dopo aver provveduto ad una votazione disgiunta dei due punti del dispositivo: il primo è stato approvato all'unanimità, il secondo ha ottenuto i ventuno voti a favore della maggioranza ed i tredici voti di astensione della minoranza.
Il Consiglio ha inoltre respinto, con venti voti contrari (Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Partito Democratico ed "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano"), tredici a favore (Alpe, "Area Civica - Stella Alpina - Pour notre Vallée", "Movimento cinque stelle" e Gruppo misto) ed un astensione del consigliere Paolo Contoz, la proposta di legge del "Movimento cinque stelle".

«Rendere noto chi percepisce il vitalizio e quanto incassa». La proposta di legge, depositata dal "Movimento cinque stelle" e composta di due articoli, è stata illustrata in Aula dal consigliere Roberto Cognetta. «Scopo di questa iniziativa è quello di rendere noto chi percepisce somme a titolo di assegno vitalizio e a quanto ammontino tali somme. Vorrei, infatti, che si facesse un passo avanti nella trasparenza della gestione dei fondi pubblici, uniformandoci così a quanto già fanno le altre Regioni che pubblicano gli elenchi degli assegni vitalizi sui siti Internet dei Consigli regionali. Io ritengo che, per migliorare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, sia doveroso approvare una legge che renda accessibile e trasparente i nominativi di coloro che hanno percepito o percepiscono l'assegno vitalizio, o che abbiano ottenuto la restituzione dei contributi versati ai fini dell'assegno vitalizio. In Commissione il provvedimento non ha avuto parere positivo, ma oggi voglio capire quale sia la volontà politica: sarebbe un passo importante per fare chiarezza e dare lustro alla nostra Istituzione».

«Questione affrontata con intento punitivo dai Robespierre moderni». Il capogruppo di Alpe, Albert Chatrian, ha annunciato il voto favorevole «ad un provvedimento semplice, chiaro, che crea le condizioni per pubblicare ciò che è stato, è e sarà il sistema retributivo e previdenziale di chi dedica una parte della propria vita alla politica, alla comunità, il suo impegno, le sue competenze, il suo tempo per costruire una società diversa, con pari opportunità, in grado di affrontare le sfide per il futuro. E' opportuno rendere trasparente l'utilizzo del denaro pubblico, in ogni caso».
Il capogruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste, Nello Fabbri, ha invece espresso parere negativo: «Non siamo contrari alla pubblicazione sul sito delle cifre attribuite in passato, si tratta di trasparenza. Non è per ipocrisia però che come gruppo e movimento, coscienti dell'importanza dell'argomento e con opinioni contrastanti, abbiamo ritenuto opportuno inglobare in una nuova legge che regola il sistema previdenziale dei consiglieri. Volutamente, ho specificato "sistema previdenziale", perché di questo si tratta sin dal 2003, come peraltro per tutti coloro che hanno un contratto di lavoro. E' un sistema, però, che ha bisogno di un ripensamento, che lo renda più attinente all'attualità. Non sarà un processo facile, ci sono diverse sensibilità, tutte lecite e degne di considerazione. Ci impegniamo affinché questi passaggi siano rapidi e per questo chiediamo la collaborazione di tutti i colleghi per dare una risposta definitiva a questa tematica. Ci impegniamo a trovare una sintesi che soddisfi il senso di equità per risolvere una questione spinosa, affrontata troppo spesso con intento punitivo dai tanti Robespierre moderni».

«Con la scusa degli approfondimenti si impedisce la conoscenza». Il consigliere del gruppo misto Alberto Bertin, nell'annunciare il voto favorevole, ha parlato di «atto dovuto per dare maggiore trasparenza alle attività dell'amministrazione e rendere conoscibile a tutti la spesa pubblica. Un atto quindi che renderà più chiare le informazioni, che invece ora escono in modo incontrollato. Un provvedimento sul quale non si può votare contro».
Il consigliere segretario Carlo Norbiato ("Area Civica - Stella Alpina - Pour notre Vallée") si è detto «basito dall'esito del voto in Commissione, quando i consiglieri di maggioranza hanno respinto questa proposta di legge. Incredulo per la posizione di totale chiusura sulla ormai non rinviabile necessità di dare trasparenza alla gestione dei fondi pubblici. Con la classica scusa degli approfondimenti si impedisce la conoscenza e si rinviano decisioni importanti: così facendo i cittadini sono sempre più lontani dalla politica e la nostra credibilità fa passi da gigante verso lo zero. Il nostro voto sarà a favore».

«Personalmente sono contrario ai vitalizi» Per la consigliera Chantal Certan (Alpe), «questa proposta di legge è dovuta, proprio perché rientra nel solco della trasparenza tanto sbandierata da molti che oggi non sostengono questo testo. Già da domani la maggioranza potrà presentare un altro disegno di legge, anche più performante, ma nulla vieta di votare oggi questo atto che chiede semplicemente di pubblicare quanto viene percepito da chi si occupa della res publica, di legiferare, di spendere denaro pubblico. Non c'è niente da nascondere, non viene lesa nessuna privacy. Sappiamo che dal 2003 il sistema è cambiato e che dal 2005 l'indennità dei consiglieri è diminuita sensibilmente, è tutto certificato. E' un'altra occasione persa soprattutto per l'Union Valdôtaine Progressiste, che sembrava lanciata nei grandi cambiamenti e invece si rivela tra i più grandi movimenti conservatori. Gli atti devono essere pubblici. Sono perplessa da questo comportamento».
Il consigliere dell'Union Valdôtaine Paolo Contoz ha affermato: «La gente vuole sapere ed è giusto che sia così. Personalmente, sono contrario ai vitalizi. Sono contento che all'interno della maggioranza attuale si lavori ad un disegno di legge che chiarisca definitivamente questa situazione. Per questo, in attesa di questo nuovo provvedimento, oggi mi astengo»
Per il consigliere del gruppo misto Elso Gerandin «la trasparenza nulla ha a che fare con il sistema previdenziale che si vuole rivedere. La trasparenza dovrebbe essere insita in tutto ciò che facciamo. Non comprendo quindi perché si è restii a pubblicare questi dati: una pubblicazione che contribuirebbe anche a chiarirne la lettura. Capisco che la maggioranza stia lavorando ad una norma più complessiva, sulla quale sono d'accordo, ma non vorrei che questo Consiglio fosse solo un pensatoio: il nostro compito è quello di approvare leggi concrete».

«In maggioranza c'è la massima volontà di garantire la trasparenza». L'assessore alla sanità, Luigi Bertschy, ha sottolineato: «L'Union Valdôtaine Progressiste è abituata al confronto in ogni situazione: al momento la maggioranza non ha una posizione univoca su questo argomento; se non si troverà, l'Union Valdôtaine Progressiste presenterà in tempi brevi una sua proposta e vedremo sia come andrà il voto sia chi resterà basito. In maggioranza c'è la massima volontà di garantire la trasparenza, ma vogliamo un approccio complessivo».
Per il consigliere di "Area Civica - Stella Alpina - Pour notre Vallée" Pierluigi Marquis, «questa è un'iniziativa che dovrebbe essere condivisa a livello trasversale, dalla maggioranza e dalla minoranza. E' una proposta semplice che prevede la pubblicazione degli assegni vitalizi: si tratta di fondi che sono stati percepiti sulla base di leggi in vigore e non c'è nulla di cui vergognarsi. Il cambiamento si affronta anche con i piccoli passi, non bisogna resistere, ed è giusto portare a conoscenza della comunità quanto si spende per i consiglieri regionali in carica e per gli ex. L'approvazione di questa proposta farebbe fare un piccolo passo avanti nell'attesa di una riforma più organica e faccio un appello al presidente del Consiglio affinché sensibilizzi il Consiglio su questo tema: se oggi la norma sarà respinta, non ci resterà che confidare in una maggiore propensione alla trasparenza di chi sarà chiamato a subentrare al suo posto».

«L'obiettivo di questa legge è di tipo elettoralistico». L'assessore alle attività produttive, Jean-Pierre Guichardaz (Partito Democratico), ha osservato: «Sono entrato in quest'Aula di prima nomina nel 2013 con un regime previdenziale totalmente uguale a quello dei dipendenti pubblici. Non ho alcun motivo di non di ostacolare la conoscenza dei cittadini e la trasparenza. Non ho interesse a nascondere il mio regime previdenziale. Peraltro, fino al 2012, il sistema previdenziale era diverso, tanto che nella precedente Legislatura si versava di più in termini percentuali, ma il Consiglio raddoppiava i contributi che oggi noi versiamo a carico dell'Assemblea. Se parliamo dei vitalizi parliamo del passato. Oggi il regime previdenziale è uguale a quello di ogni lavoratore. Oggi parliamo di dare in pasto all'opinione pubblica dati che sono un segreto di Pulcinella: si trovano ovunque, su giornali online o cartacei. Sono dati scomposti, che tuttavia fanno riferimento al passato. Non siamo contrari alla pubblicazione, ma l'obiettivo di questa legge è di tipo elettoralistico e ha poco senso. Invito comunque i colleghi che invocano la trasparenza ad essere conseguenti al voto di oggi e pubblicare i dati che si riferiscono alla loro situazione. Potrebbero fare un'autodichiarazione. Vogliamo piuttosto elaborare un disegno organico, che ricomprenda anche quanto maturato da chi oggi percepisce diverse pensioni, compreso il maturato economico dei consiglieri di questa Legislatura e di quelli delle precedenti».
Il consigliere del gruppo misto Andrea Padovani ha osservato: «Il momento politico è particolare: i cittadini ci chiedono maggiore trasparenza sui costi della politica e non capisco, quindi, i colleghi che si dicono a favore, ma continuano a ritardarne la sua applicazione. Speravo che i colleghi con i quali mi ero candidato nel 2013 si sarebbero distinti nel voto rispetto al voto della maggioranza, invece ho scoperto che la visione differente ce l'ha solo il consigliere Contoz. Il mio voto sarà favorevole perché ritengo che non ci sia nulla di male nel pubblicare questi dati».

«Non sono un fautore del regime del Terrore della Rivoluzione francese». Il consigliere Roberto Cognetta ha voluto specificare: «Stiamo parlando di dati ulteriori non ancora pubblicati. Non sono un fautore del regime del Terrore della Rivoluzione francese, da un punto di vista personale sono il più garantista di tutti. Stiamo parlando unicamente della pubblicazione, ho già presentato una proposta di legge che modifica la gestione del sistema. Oggi chi ha un lavoro e continua a pagare i contributi, vedrà aggiunta la pensione da consigliere. Rinnovo l'invito a fare un piccolo sforzo per uniformarci alle altre Regioni, non faremmo nulla di straordinario. Non è questione di singole persone, ma dell'intero Consiglio: facciamo una discussione seria, superiamo le politiche dello steccato, facciamo un ragionamento globale. Smentisco anche che sia questione di cercare voti. L'ultima riunione del Consiglio sarà a marzo: vi chiedo di voler chiudere la faccenda entro quel termine. Non assicuro comunque il mio voto al disegno di legge della maggioranza, ne valuterò i contenuti».
Il capogruppo del Partito Democratico, Paolo Cretier, ha detto: «Non siamo assolutamente contrari a questa proposta di legge, però ci sono due iniziative in materia di assegni vitalizi: abbiamo quindi assunto l'impegno di lavorare ad una proposta organica e in questo senso procederemo. E' una necessità perché ormai siamo tutti alla gogna mediatica, ma cerchiamo una condivisione. Nel dichiarare il voto contrario, ribadisco il nostro impegno a lavorare su questo tema»

«Non vogliamo discutere a spizzichi e bocconi sulla materia». Il capogruppo dell'Union Valdôtaine, Ego Perron, ha osservato: «Se c'è un gruppo che non ha mai nascosto la propria opinione su questo tema è l'Union Valdôtaine. Abbiamo anche operato in accordo con la Stella Alpina, è singolare che oggi rimproveri ad altri il cambio di opinione. Questa dichiarazione di voto ribadisce il comportamento dei nostri consiglieri all'interno della prima Commissione: il nostro voto è contrario. Se ci sarà la necessità di tornare sull'argomento, valuteremo le proposte complessive, contribuiremo al dibattito. Ma non vogliamo discutere a spizzichi e bocconi sulla materia».
La vice presidente del Consiglio Patrizia Morelli (Alpe) ha invitato ad una riflessione: «La ratio della proposta di legge è molto chiara: i fondi pubblici vanno gestiti in maniera trasparente. Si tratta di dati che attengono a persone che hanno ricoperto cariche pubbliche, esattamente come noi in questo momento. Assumersi la responsabilità delle decisioni prese nel tempo e nel tempo modificate significa non rendersi ridicoli. Le decisioni vanno contestualizzate nel momento storico in cui vengono assunte. Sono stupita dall'atteggiamento di chiusura di certe forze politiche, indipendentemente siano di maggioranza o di opposizione»

«Ci impegniamo per una proposta entro la fine della Legislatura». Il vice capogruppo di "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano", André Lanièce, ha ricordato «i numerosi provvedimenti su questo tema presentati dalla maggioranza che hanno portato in passato a risparmi importanti ma che sembrano non essere mai sufficienti. Osservo poi che siamo stati fra le prime Regioni in Italia a passare al sistema contributivo. C'è quindi sempre stata la disponibilità a proporre e a fare e abbiamo dimostrato che non siamo solo un pensatoio, come detto da qualcuno. In questi sette mesi di governo Marquis sulla materia non è stato fatto nulla, quindi a due mesi dalla nuova maggioranza, lasciateci un minimo di tempo per lavorare ad una nostra proposta sul sistema previdenziale, che includa, nell'ottica della trasparenza, anche la pubblicazione delle somme percepite dagli ex consiglieri. Oggi, quindi, votiamo contro, ma ci impegniamo politicamente a portare tale proposta all'attenzione del Consiglio entro la fine della Legislatura».
Il capogruppo dell'Union Valdôtaine Progressiste Nello Fabbri ha quindi ribadito «l'impegno dell'Union Valdôtaine Progressiste a proporre una iniziativa legislativa entro la fine dell'anno» e ha annunciato il deposito da parte dell'Union Valdôtaine Progressiste di un ordine del giorno e poi sottoscritto dai capigruppo di maggioranza per rafforzare tale impegno.

«Oggi dobbiamo garantire la trasparenza, lo dobbiamo alla comunità». Il consigliere Claudio Restano ("Area Civica - Stella Alpina - Pour notre Vallée") ha dichiarato: «Non ho mai nascosto la mia opinione, che è sempre stata leggermente diversa da quella dell'Union Valdôtaine, ma ho fatto gioco di squadra e, in un contesto consiliare di diciotto a diciassette, ho sempre seguito le indicazioni del gruppo. Bisogna avere il coraggio di parlare e di scegliere. E' corretto difendere quanto fatto in passato, altrettanto importante pensare al futuro, ma è oggi che dobbiamo garantire la trasparenza, lo dobbiamo alla comunità. Votando questa proposta possiamo dare un segnale di cambiamento, senza rinnegare il passato, senza populismi. Ciò non toglie che apporteremo il nostro contributo alla proposta dell'Union Valdôtaine Progressiste. Chiedo ai colleghi di dimostrare di avere coraggio al momento del voto di questa legge»
Per il consigliere di Alpe Fabrizio Roscio, «il dibattito è poco interessante perché, purtroppo, l'aspetto formale supera l'aspetto sostanziale: i dati di cui stiamo parlando sono già pubblici perché sono stati dati in pasto alla stampa. Pubblicarli sul sito istituzionale significherebbe distogliere quell'attenzione morbosa che c'è adesso su questo tema. La proposta del collega Cognetta è semplice, ma si trovano sempre delle scuse quando non si vuole votare qualcosa: se viene tacciata di populismo ora che siamo ancora lontani dalle elezioni, a maggior ragione sarà ancora più populista quella della maggioranza che arriverà a ridosso. Il rifiuto di approvarla è anacronistico, retrogrado e anche un po' ipocrita».

«Vogliamo una legge nuova in poco tempo». L'ordine del giorno è stato illustrato dall'assessore Bertschy: «La nostra intenzione è quella di coinvolgere anche gli altri gruppi consiliari, senza giochi di maggioranza o di minoranza. Noi vogliamo che su questo Istituto si faccia chiarezza una volta per tutte: il movimento dell'Union Valdôtaine Progressiste ha le idee chiare su questa tema, ma vogliamo che in poco tempo sia approvata una legge in merito. Saremmo anche la prima Regione d'Italia a dare un segnale di ripartenza, anche per costruire un nuovo percorso di vicinanza ai cittadini e ai loro problemi».
La consigliera di Alpe Chantal Certan ha osservato che «c'è grande confusione su questo tema nella maggioranza. Proponiamo di togliere la parte dell'impegnativa relativa alla pubblicità dei vitalizi, in quanto questa è già specificata nella legge del collega Cognetta che noi voteremo. La gravità di questo ennesimo emendamento indica la spaccatura della maggioranza ma anche il timore di certi consiglieri di pubblicare, e non solo pubblicizzare, la loro situazione economica».
L'assessore Bertschy (Union Valdôtaine Progressiste) ha replicato che «la nostra proposta di ordine del giorno è per una legge organica che preveda anche la pubblicità dei vitalizi. Quindi, per noi rimane valida l'impegnativa come depositata».
Il consigliere del "Movimento cinque stelle" Cognetta ha quindi richiesto il voto disgiunto sui due punti contenuti nell'impegnativa dell'ordine del giorno.

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