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Dal 31 dicembre ha chiuso il "Servizio migranti" di Aosta. Organizzata una petizione on line per farlo riaprire: "è una struttura necessaria e professionale"

redazione 12vda
L'ingresso del 'Servizio migranti'

Mancano circa duecento firme per raggiungere il totale di mille, alla petizione contro la chiusura del "Servizio migranti" al numero 23 di via Avondo, ad Aosta, organizzata sul sito change.org dalla giornalista Silvia Berruto. A richiamare l'attenzione è Daria Pulz, insegnante e giornalista, direttrice dell'Istituto storico della Resistenza, che in passato ha lavorato per due anni presso la struttura ed ha diretto "Métissage", il periodico del Servizio che poi, dopo aver cambiato direttore, ha concluso le pubblicazioni: "il servizio migranti è una buona pratica - si legge nella petizione - alias "Centro comunale immigrati extracomunitari", nasce nel 1991 per rispondere ai bisogni dei primi migranti giunti in Valle d'Aosta. All'inizio era sito in via Antica Zecca e si occupava principalmente di distribuzione di buoni pasto, accoglienza notturna e consulenze per l'ottenimento dei permessi di soggiorno ed attualmente è coordinato dal Comune di Aosta e finanziato dalla Regione e dal "Consiglio permanente degli Enti locali- Cpel". Il rifinanziamento del servizio, con delibera di proroga della convenzione da parte del "Cpel", su proposta del Comune di Aosta, si sarebbe arenato in Regione quando la Giunta, alcune settimane fa, non ha approvato l'ultimo atto per dare continuità al servizio".

"E' un servizio riconosciuto ed un apprezzato punto di riferimento per migranti, operatori sociali e per l'intera comunità valdostana - continua la petizione - svolge il suo mandato in sinergia con altre figure e agenzie sociali territoriali in un lavoro professionale di rete che vede la collaborazione, efficace ed efficiente, tra il servizio e la Questura, la Prefettura, l'Ufficio cittadinanza, la Casa circondariale di Aosta, gli Assessorati comunali e regionali, i sindacati, i patronati, la Sovrintendenza agli studi, le scuole, l'Usl, le assistenti sociali. Il servizio offre consulenze in materia di immigrazione, orientamento nella ricerca del lavoro e compilazione del curriculum vitæ, orientamento ai servizi presenti sul territorio, simulazioni del test di italiano per il permesso di soggiorno, supporto per la compilazione di modulistica burocratica, laboratori di italiano per l'ottenimento delle patenti, uno spazio di incontro e socializzazione, una postazione Internet con "Skype", il servizio ricezione posta, fax ed e-mail, il servizio deposito bagagli e visite guidate alla città di Aosta".
"Fondamentale per i migranti è, dal maggio scorso, il supporto per la compilazione e per l'invio della domanda di cittadinanza italiana che si effettua, ormai, solo in modo telematico - si puntualizza ancora nella richiesta - il servizio offre le sue competenze anche per progetti di ritorno volontario assistito in collaborazione con l'Organizzazione internazionale delle migrazioni. I dati di contesto restituiscono l'evidenza di un servizio necessario e insostituibile".

I numeri forniti evidenziano "che gli stranieri presenti in Valle d'Aosta nel 2014 erano 9.075, il 7,1 per cento della popolazione residente, che si attestava su 128.298 unità. La città di Aosta è il Comune che ospita il maggior numero di stranieri nella regione con tremila residenti. E' una popolazione sostanzialmente giovane. Giovani sono anche i cittadini italiani in uscita dalla Valle d'Aosta, dieci residenti ogni mille sono "migrati" all'estero o verso altre regioni. Per i giovani nella fascia d'età tra 25 e 34 anni l'incidenza è aumentata dallo 0,7 ogni mille abitanti del triennio 2005-2007, al 4,2 nel triennio 2011-2013 a causa della crescente disoccupazione. Al servizio sono stati registrati 6.400 passaggi nel 2014, con una media di 520 passaggi al mese nei primi dieci mesi del 2015. A questo si devono aggiungere 1.500 consulenze ad Enti pubblici e privati. Da tre anni gli operatori effettuano interventi culturali nelle scuole valdostane, di ogni ordine e grado, per illustrare i fenomeni migratori: 1.600 sono gli studenti che hanno ricevuto questa acculturazione nel corso del 2014".

"Chiudere il servizio significa perdere professionalità acquisite e consolidate - conclude la petizione - il "sapere", il "saper essere" ed il "saper fare", di quattro operatori e di tre mediatrici culturali, con immediate e deleterie ripercussioni sulla vita dei migranti e su tutta la filiera lavorativa che sovrintende, dalla "presa in carico" alle risposte, ai bisogni e ai problemi degli stranieri che giungono in Valle. La Valle d'Aosta non può, e non deve, dimenticare le sue radici di comunità, costituita, in diverse fasi storiche, da emigrati e da immigrati. Il "Servizio migranti" ha saputo gestire i fenomeni migratori con capacità di analisi e di intervento tanto professionali che la comunità valdostana non ha lamentato particolari disagi e ha provveduto, anzi, ad avviare e a consolidare percorsi di accoglienza e di inserimento degli stranieri nella collettività. E' urgente far riconsiderare la chiusura del servizio attivando un "gruppo di pressione" con cittadini che manifestino dissenso e opposizione per la cancellazione del Servizio che dal 2 gennaio sarà formalmente chiuso in via definitiva. I migranti vagheranno, considerate le informazioni attualmente a disposizione, senza un servizio di supporto e senza riferimenti precisi, alla ricerca di Enti ed operatori portatori di risposte ai loro bisogni, alla ricerca di un servizio attivo e professionale".

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