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Il Comune di La Salle boccia il progetto di un'abitazione: l'Ordine degli architetti si infuria

comunicato stampa
Il 'rendering' del progetto scartato dal Comune di La Salle

L'Ordine degli architetti pianificatori paesaggisti conservatori della Valle d'Aosta ha inviato, venerdì 10 marzo, una lettera aperta al sindaco del Comune di La Salle, Loris Salice. L'Ordine professionale è intervenuto a seguito della bocciatura, da parte dell'Amministrazione comunale, del progetto edilizio per la costruzione di un edificio con destinazione abitazione permanente e principale presentato dall'architetto Domenico Mazza. Il «no» al progetto, secondo l'Ordine, è dovuto a un fraintendimento su quella che è l'evoluzione della cultura architettonica alpina.

Dai documenti analizzati vi sono osservazioni, più volte espresse, nelle quali il Comune evidenzia che "l'intervento risulta poco inserito nel contesto storico-paesaggistico circostante in quanto propone una composizione formale e architettonica non rispondente alla tradizione edificatoria locale, risultando, in contrasto con quanto definito dal Regolamento edilizio vigente che in sintesi prevede che i nuovi fabbricati si armonizzino con il contesto attuale".
Esaminato il progetto e verificate le comunicazioni intercorse tra l'ufficio tecnico e l'architetto Mazza, le procedure dell'Amministrazione comunale sembrano non tener conto di un'architettura contemporanea che reinterpreta la tradizione. «L'architettura - sottolinea Sergio Togni, presidente dell'Ordine degli architetti della Valle d'Aosta, a nome di tutto il Consiglio - consiste nella capacità di accogliere e amalgamare il passato con il presente nell'ambito di un progetto volto al futuro. Riteniamo che ciò non possa avvenire in maniera rigida, per tipologie e schemi tradizionali, perché ciò porterebbe ad un regresso culturale con un'architettura che non fa più parte del presente».
Evidenziando anche alcuni dubbi sull'iter procedurale utilizzato dal Comune, l'Ordine degli architetti valdostani «spera che resti un caso isolato - dice Sergio Togni - e ribadisce che è nostra intenzione di tutelare e garantire che anche in Valle d'Aosta possa essere espressa, nel rispetto della storia e tradizione, una autentica e continua evoluzione culturale architettonica».

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