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Il sindaco di Morgex commenta la "bandiera verde": «al di là di premi o critiche noi continuiamo nella direzione di mantenere un territorio vivibile»

Angelo Musumarra
Lorenzo Graziola, sindaco di Morgex

«Agiamo con un minimo di attenzione verso l'ambiente e stiamo, testardamente ed in modo molto umile e poco risonante, portando avanti le nostre scelte che vanno in varie direzioni». Così Lorenzo Graziola, sindaco di Morgex, commenta a 12vda l'assegnazione, da parte dell'associazione "Legambiente" del Piemonte e della Valle d'Aosta, della "bandiera verde" al Comune della Valdigne perché "ha saputo impiegare al meglio i fondi europei, con una politica di sviluppo del territorio basata su sostenibilità, valorizzazione dei beni culturali e dei saperi tradizionali".

«Da un lato c'è l'attenzione verso il risparmio energetico - precisa il primo cittadino di Morgex - abbiamo infatti dedicato sforzi ed iniziative, utilizzando dei fondi europei in questa direzione, coprendo i tetti della scuola con i pannelli solari, dando informazioni sul risparmio energetico e sul "non spreco" alimentare ed acquistando sia delle biciclette elettriche per favorire l'uso e la conoscenza del nostro territorio e dei nostri vigneti, sia acquistando un mezzo elettrico per la pulizia del paese, eventualità abbastanza anomala in un contesto come il nostro, dato che non ne conosco altri in Valle se non Aosta. Inoltre abbiamo anche realizzato il "catasto solare" in Comune, anche questo credo che sia il primo in Valle, che dà la possibilità di sapere se il proprio tetto può essere utilizzato per l'installazione di impianti di carattere fotovoltaico».

Non mancano iniziative legate anche alla produzione agricola: «un'attività un po' sottaciuta, ma secondo me altrettanto importante dal punto di vista dello sviluppo sostenibile - continua Graziola - è la valorizzazione dei prodotti locali quelli che adesso si chiamano, banalmente, a "chilometri zero". Abbiamo infatti istituito un "marché agricole" di prossimità, che valorizza i nostri contadini e le loro produzioni e, con un progetto europeo, abbiamo valorizzato anche l'antica coltivazione cerealicola. Infatti, in passato, anche il nostro paese si affidava in modo preminente alle coltivazioni di frumento e di segale, che erano all'ordine del giorno perché servivano per il sostentamento. Questa non è nostalgia, ma rappresenta una nuova possibilità utilizzando anche tipologie di coltivazione antica, ma con metodi moderni e consoni ai tempi che stiamo vivendo. Alla fine non è che abbiamo fatto chissà quali cose, ma sono piccoli accorgimenti che possono anche cambiare la nostra vita».

In un momento il cui l'Unione europea viene vista più come un ostacolo che come un vantaggio, il merito dell'Amministrazione comunale di Morgex è stato anche quello di aver saputo creare dei vantaggi tangibili con l'utilizzo di fondi comunitari: «i progetti europei, che spesso sono fumosi, in questo caso hanno avuto delle ricadute sul territorio - conferma Lorenzo Graziola - e sono soddisfatto di questo risultato. Al di là da chi mi premia o chi mi critica, noi continuiamo in questa direzione, pensiamo che il territorio debba essere vivibile, che lo sviluppo debba essere sostenibile. Da un lato bisogna lavorare tutti per un risparmio energetico, perché al di là delle innovazioni, è l'energia "non spesa" a fare la differenza e quindi dobbiamo anche far sì che la gente impari a non consumare energia. Dall'altro la valorizzazione della produzione locale va nel senso del mantenimento di una tradizione che noi non vogliamo misconoscere ma, con l'innovazione si possono effettuare scelte positive. In questo senso si inserisce il progetto della coltura cerealicola che è l'ultimo che abbiamo messo in campo ma che ci ha dato soddisfazioni perché ha visto tornare a questo tipo di coltivazione il quintuplo dei metri quadrati che vi erano solo alcuni anni or sono».

"Legambiente" ha invece assegnato la "bandiera nera" ad Aurelio Marguerettaz, assessore regionale al turismo, sport commercio e trasporti "per aver scelto e praticato un'offerta turistica massificata e insostenibile, e per una politica della mobilità incentrata sull'uso dell'auto privata", «il cui carisma - hanno evidenziato i responsabili dell'associazione - non sarà certo scalfito per così poco»

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