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Nessun valdostano coinvolto negli attentati a Bruxelles: cordoglio per le vittime, ma scarsa partecipazione al presidio di Aosta

redazione 12vda
Le bandiere a mezz'asta al Municipio di Aosta

C'è preoccupazione anche in Valle d'Aosta dopo gli attentati di Bruxelles avvenuti nella mattinata di martedì 22 marzo, dove due terroristi, alle otto del mattino, si sono fatti esplodere all'aeroporto di "Zaventem", provocando undici vittime. Un'ora dopo è toccato alla metro della capitale belga, dove un'altra esplosione, alla fermata di "Maelbeek", vicino ai palazzi che ospitano le Istituzioni europee, ha ucciso altre venti persone. Complessivamente, sono morte trentuno persone, mentre i feriti sono almeno 250, di cui tre italiani: fortunatamente nessun valdostano, della decina che lavorano a Bruxelles, è stato colpito direttamente.
Francesca Sergi, funzionario regionale a Bruxelles, quando si è verificato il primo attentato, si stava recando all'aeroporto per rientrare in Valle d'Aosta a causa di un grave lutto familiare, ed ha quindi dovuto ripiegare in un viaggio in auto: «io ero al lavoro ma fortunatamente non ho visto niente direttamente - ha raccontato a 12vda Gianluca Peinetti, dipendente della "Finaosta", la finanziaria regionale, distaccato a Bruxelles - dopo il secondo attacco, quando la situazione si è normalizzata sono tornato a casa, la città era piuttosto caotica ma adesso, nel pomeriggio c'è poca gente in giro, la situazione si è un po' normalizzata ed è più tranquilla».

L'aeroporto di "Zaventem" è chiuso al traffico, la riapertura, probabilmente parziale, è prevista per giovedì 24: «chi ha in programma di rientrare in Italia avrà qualche problema - ha aggiunto Peinetti - dalle foto che ho visto dell'aeroporto e da quanto mi hanno raccontato alcune persone che erano lì, una parte del "desk partenze" è stato distrutto e non so come possano farlo funzionare in tempi brevi e quindi potrebbero decidere di deviare i voli altrove, in Olanda o in Francia o Germania».
In città si cerca, invece, di tornare, per quanto possibile, alla normalità: «i mezzi di superficie funzionano, i tram e gli autobus ci sono - ha quindi rassicurato Gianluca Peinetti - ma la metro è chiusa, visto che è stata fatta saltare alla fermata di "Maelbeek", e rimane chiusa. Il nostro Ministero degli Esteri ci ha suggerito, con un messaggio, di evitare gli spostamenti non necessari ed anche le autorità del Belgio hanno consigliato di rimanere in casa o in ufficio, di non spostarsi se non strettamente necessario, ed ai genitori che hanno i figli a scuola, hanno chiesto di non presentarsi alle scuole prima dell'orario di chiusura. Bisognerà agire di buon senso».

Le vittime di Bruxelles sono state commemorate con un minuto di silenzio, martedì 22, da parte del Consiglio Valle ed anche del Consiglio comunale di Aosta: «questo è stato un attacco ai valori di libertà e democrazia che l'Europa incarna - ha commentato Marco Viérin, presidente dell'Assemblea regionale - condanno fermamente questi atti di un'inaudita violenza, rivolgendo un pensiero alle vittime ed ai loro famigliari. La nostra solidarietà va anche alla comunità belga, alle sue Istituzioni, in particolare alla Fédération Wallonie-Bruxelles, ben sapendo che è tutta l'Europa ad essere minacciata».

"Sono venuto a conoscenza con grande emozione degli orribili attentati che sono stati perpetrati a Bruxelles - ha scritto, mercoledì 23 marzo, il presidente della Regione, Augusto Rollandin ad Henri Monceau, rappresentante della delegazione Wallonie-Bruxelles a Ginevra ed a Pascale Delcomminette, amministratore generale della delegazione Wallonie-Bruxelles International Bruxelles - la capitale belga è stata nuovamente toccata dal terrorismo, ma sappiamo che la democrazia e la libertà sono i bersagli dei terroristi che odiano questi valori universali. Questa tragedia terribile ci ricorda, ancora una volta, l'importanza di unire le nostre forze nella difesa dei nostri principi fondamentali. A nome del Governo valdostano e mio personale, vi comunico il nostro cordoglio e vi assicuro la solidarietà di tutta la comunità valdostana".

"Un gruppo di cittadini" ha organizzato un presidio intitolato "Une lumière pour l'Europe" nel pomeriggio del 23 marzo, in Place des Franchises, ad Aosta "per esprimere il proprio sgomento per gli orribili attentati di Bruxelles - si legge in una nota diffusa dal Partito Democratico che annunciava l'iniziativa - e per esprimere piena solidarietà a tutti coloro che in questo momento, migranti fermi alle porte dell'Europa e vittime degli attentati, stanno soffrendo. L'Europa non ha più tempo e deve agire in fretta per salvare vite umane. Non è alzando muri di egoismo che porremo fine alla crisi dei rifugiati e alle vittime del terrorismo. Perché mentre si alzano muri donne, uomini e soprattutto bambini continuano a morire". Alla manifestazione, organizzata nella giornata di "lutto nazionale" decisa dal Governo nazionale, nella quale sono state disposte le bandiere a mezz'asta in tutti gli edifici pubblici, hanno partecipato una ventina persone, per la maggior parte consiglieri comunali di Aosta, insieme ai presidenti Rollandin e Viérin ed alla consigliera regionale Carmela Fontana.

"Dolore, sconcerto e preoccupazione - ha aggiunto Fabio Marra, vice presidente dell'Union Valdôtaine Progressiste - questi i nostri sentimenti di fronte alla terribile serie di attentati che hanno colpito Bruxelles. La scelta d'insanguinare la Capitale europea ha purtroppo un valore simbolico evidente per i jihadisti e il disprezzo per la vita umana è evidenziato dalla scelta di luoghi affollati come l'aeroporto internazionale e la metropolitana cittadina. La nostra solidarietà va alle famiglie delle vittime, alle autorità e alla popolazione belga, legata alla Valle d'Aosta attraverso la Communauté françaises de Belgique e la comune appartenenza alle istanze della francofonia. Tocca all'Europa unita e al mondo occidentale agire con vigore contro questa violenza insensata".

«Mi addolora la notizia di un sofisticato attentato dinamitardo - ha evidenziato sul suo blog Luciano Caveri, ex parlamentare europeo della Valle d'Aosta - non solo per considerazioni generali, ma perché quell'aeroporto è l'aeroporto dell'Unione europea, ma anche la porta di partenza e di arrivo per altri Continenti, vista anche la storia coloniale del Belgio. Per questo passato oggi quel Paese, così diviso al proprio interno per le vecchie rivalità e incomprensioni fra fiamminghi e valloni, si trova in prima linea, con un paradosso per la Capitale comunitaria, anche in quel quartiere esemplare al centro di Bruxelles che è "Molembeek", hanno deciso di abbracciare l'estremismo islamista. Così diventano assassini in quella che dovrebbe essere casa loro e colpiscono ciecamente per odio, oltretutto nel nome della religione e questo è, se possibile, ancora più offensivo. Per questo non ci sono se o ma che tengano. Non esiste alcuna possibile giustificazione. Nessuna ghettizzazione o ingiustizia può spingere un essere umano a credere che le bombe e la sete di morte altrui abbia un senso. Ma questi fatti sono e restano un ammonimento in un Occidente dalla memoria corta, che si emoziona e reagisce a corrente alternata, fra un strage e l'altra, rifugiandosi poi in litigiose apatie, che comportano l'idea che si possa aspettare mentre gli islamisti fanno proselitismo e aggrediscono il resto del mondo, contando proprio sull'indifferenza che seppellisce ogni orrore. Speriamo che prima o poi un barlume di decisionismo spinga ad un impegno vero, perché sennò piano piano il terreno ci crollerà sotto i piedi e sarà troppo tardi. Oggi, come tutti, seguirò la cronaca dell'orrore con sdegno e anche paura, checché se ne dica. Mi fa ribrezzo pensare che ci sia chi, invece, plaude e festeggia. Devono pagarla».

Nei giorni successivi agli attentati, sono morte, in ospedale, altre quattro persone, portando così a trentancinque il numero delle vittime.

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