«Maggioranze fragili "a geometria variabile" secondo le convenienze del momento»: così Claudio Brédy vedeva il "rassemblement"

Angelo Musumarra

"La proposta di una "casa degli autonomisti" è di per sé condivisibile poiché prospetta un progetto politico che vuole superare le debolezze dovute all'attuale frammentazione della galassia autonomista". Inizia così l'ultima riflessione di Claudio Brédy, fondatore di "Mouv'", scomparso lo scorso 28 agosto durante un'escursione a Cogne, sul "rassemblement" dei movimenti autonomisti valdostani.
Lo scritto, che avrebbe dovuto essere pubblicato sul sito del movimento, è stato reso noto dal consigliere regionale Elso Gerandin nella mattinata di sabato 16 settembre, nel corso di un incontro organizzato a Gignod, dove Brédy era stato sindaco.

"Tale proposta nasce, tuttavia, in un quadro politico assai confuso - continua la riflessione - instabile, a "geometrie variabili" che disorientano, con alleanza che si fanno, si disfano e poi si rifanno, apparentemente a seconda degli equilibri e delle convenienze del momento, con maggioranze effimere e tenute insieme da necessità contingenti e da fragili accordi più che da una reale visione comune, propedeutica ad un progetto che guardi oltre l'orizzonte dell'oggi".

"Mouv' ha, sin dall'inizio, affermato intenti e visioni federative - si legge ancora - un'azione tesa a riaggregare e tracciare un solco nel quale ricostruire percorsi ampiamente condivisi e caratterizzati da una forte discontinuità rispetto al recente passato. Tuttavia, la discontinuità non si improvvisa ma è possibile solo attraverso un percorso articolato e chiaro, che non può nascere in un quadro confuso come quello odierno, in cui nulla più corrisponde a quanto era stato presentato agli elettori nel 2013; in cui non c'è traccia, nemmeno in prospettiva, di un rinnovamento dei principali protagonisti di una lunga stagione politica opaca e disgregatrice; in cui la discontinuità nei metodi si è vista, per ora, solo parzialmente; in cui tra le forze in gioco manca, al di là di una comune matrice ideale autonomista, un modello condiviso di sviluppo organico e concreto della Valle su cui fare nascere una credibile riaggregazione, una casa comune".

"Mouv', pertanto, pur condividendo l'obiettivo di unire le forze autonomiste - continua ancora la riflessione di Claudio Brédy - ritiene che, al momento non vi siano le condizioni per aderire ad un patto autonomista che pare legato a interessi contingenti e ad una prospettiva elettoralistica più che ad un autentico rinnovamento di uomini, metodi e modelli. Mouv' resta comunque aperta al dialogo e al confronto sul tema della riaggregazione delle forze autonomiste, che resta uno dei suoi obiettivi più importanti e su tutti gli altri temi di interesse dei valdostani".

L'incontro, moderato dal coordinatore di Mouv', Damien Charrence, è stato caratterizzato da un lungo ricordo di Brédy: «è stato un grande amico - ha dichiarato Gabriella Farcoz, sindaco di Gignod - ricordo la sua determinazione e coerenza, lui evocava un futuro migliore per i nostri figli, per essere degni del presente, ed anche se i suoi discorsi erano caratterizzati dal pessimismo, diceva che non bisognava mai mollare».
«Claudio è stato un pilastro, un punto di riferimento, un bravissimo sindaco - ha aggiunto Jenny Cagniney, consigliere comunale di Gignod - ma non voglio essere triste pensando a lui, ci ha lasciato un'eredità importante, lui vorrebbe che la politica non si fermasse».

«La moglie di Claudio, che oggi è qui - ha sottolineato Luciano Caveri - diceva che "forse Claudio era troppo onesto per fare la vita politica" e proprio dalle parole di Claudio si evidenzia qualche verità sul degrado della politica che ha portato molti di noi a posizioni di rottura verso il mondo autonomista, al quale apparteniamo, ed è stato un passaggio doloroso. Claudio aveva una visione lucida, si chiedeva se essere "nazionalisti valdostani" si poteva conciliare con una visione europea, e lui era la dimostrazione che si può essere ottimi valdostani e fortemente europeisti. Dopotutto è stato uno dei primi che ha lavorato nell'Unione europea lasciando un ottimo ricordo, ha sempre dimostrato, a Roma, come a Bruxelles, serietà e competenza, apprezzati da tutti»

Durante la discussione sull'attività politica Caveri ha annuciato che nelle prossime settimane Mouv' organizzarà un'assemblea pubblica un cui si trasformerà da movimento di opinione in movimento politico: «in Italia non si può fare politica se non così - ha rimarcato - ma bisogna fare un passo indietro, prendendo atto che qui l'attuale politica non funziona, ed un passo avanti, tornando ai principi della democrazia. Sarà difficile, ma le alternative sono peggiori, e non c'è efficacia quando decide un solo uomo al comando».

Ultimo aggiornamento: 
Sabato 16 Settembre '17, h.11.30

Commenta..

Scrivi qui sopra il tuo commento alla notizia.

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine

Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.