Alessia Favre eletta presidente dell'UVP: «dobbiamo essere rispettosi, onesti e coraggiosi»

Angelo Musumarra
Alessia Favre durante il suo primo discorso da presidente UVP

Alessia Favre, 33 anni, residente a Saint-Pierre, dipendente regionale, è la prima presidente dell'Union Valdôtaine Progressiste, eletta per acclamazione nella serata di sabato 26 gennaio, ad Aymavilles, all'hotel "Rendez vous", dove si è tenuta l'Assemblea costituente del nuovo movimento fondato dai consiglieri regionali Laurent Viérin, Luciano Caveri ed Andrea Rosset con Elso Gerandin e Luigi Bertschy.
E' quindi durata poco più di venti giorni la presidenza "tecnica" di Claudio Brédy, già vice presidente dell'Union Valdôtaine, che ha coordinato il neonato movimento autonomista nelle delicate trattative che hanno poi sortito la candidatura alla Camera dei deputati di Laurent Viérin.
«La mia Presidenza è stata breve ma intensa - ha dichiarato, passando il testimone alla nuova presidente - non mi sono proposto per ragioni personali, legate al mio lavoro ed alla mia numerosa famiglia. La candidatura a presidente è da parte di una persona giovane che definirei a "chilometri zero" nella politica, un ulteriore valore aggiunto per il nostro movimento, che ha tutte le caratteristiche per presentare il vero rinnovamento che vogliamo esprimere».
Alessia Favre, che non ha nascosto l'emozione per l'incarico, si era già occupata della campagna elettorale di Laurent Viérin per le elezioni regionali del 2008: «grazie della vostra fiducia, comincio oggi il mio compito con grande responsabilità ed onore - ha dichiarato nel suo primo discorso - l'UVP ci dà la speranza che esiste nuovamente un movimento politico in grado di valorizzare quello che ogni valdostano è disposto a fare per la propria regione, la speranza che esiste ancora una politica pulita, con degli ideali, dei valori, degli obiettivi chiari per la nostra comunità. Cercherò di essere il portavoce del nostro movimento, che nasce in un momento difficile per la nostra regione, un momento in cui la società civile ed i cittadini si sono allontanati dalla politica, dove c'è confusione sul ruolo e sui doveri delle istituzioni. Dobbiamo essere rispettosi, onesti e coraggiosi. Rispettosi di tutte le opinioni che compongono il nostro movimento, capaci di ascoltare tutte le voci, anche quelle più timorose, anche quelle che talvolta non ci piacciono perché sono voci diverse. Sono proprio le voci diverse, che cantano, a fare un vero coro ed a dare valore aggiunto alle linee di un programma politico».
«Dobbiamo essere rispettosi dei "savant"
- ha aggiunto la Favre - che hanno l'esperienza e possono aiutarci a crescere e ad imparare anche dagli errori del passato, dobbiamo essere onesti anche per ridare fiducia alla nostra comunità, che si sente dimenticata, dobbiamo essere onesti nel sostenere i nostri giovani, che meritano prospettive di lavoro concrete e non basate su mere logiche clientelari, giovani che sanno che cos'è la meritocrazia e che ora, giustamente, la reclamano, giovani che devono avere uno spazio chiaro perché carichi di entusiasmo e di speranze per il futuro. Dobbiamo essere onesti per essere un esempio per i nostri figli e per insegnare ai nostri bambini che la dignità non ha prezzo, che i sogni non si comprano e che il lavoro è un diritto. Dobbiamo essere onesti per dare orgoglio ai nostri genitori ed ai nostri nonni, che ci hanno insegnato ad amare la terra, che ci hanno permesso di andare lontano per poi tornare e costruire qui il futuro della comunità valdostana».
«Dobbiamo essere coraggiosi
- ha continuato la neo presidente UVP - anche per le persone che hanno paura, paura di esporsi, paura di dire la loro, paura di farsi vedere ai comizi. Dobbiamo essere coraggiosi come lo siamo stati nel percorso che ci ha portati ad essere qui, oggi, perché se in alcuni momenti siamo stati da soli ora siamo un gruppo, siamo un movimento ed abbiamo un candidato per Roma da sostenere e da far vincere. Con il nostro programma diciamo "basta" alle minacce, alle concezioni verticistiche del fare politica, diciamo "basta" agli incontri clandestini ed alle code per i posti di lavoro. Diciamo "basta" ad un modo di fare politica fermo degli anni '80, intriso di influenze socialiste. Rivendichiamo metodi corretti nell'amministrazione della "cosa pubblica", nel rispetto delle regole e per gli altri. Rivendichiamo opportunità di lavoro logiche democratiche e dinamiche trasparenti, rivendichiamo atteggiamenti diversi. Vi ringrazio con tutto il cuore per avermi scelto come vostra presidente e tutti insieme diciamo "basta" a vecchi metodi di intendere i ruoli politici, "basta" a presidenti stipendiati e a tempo pieno, "basta" alle decisioni di uno solo, "basta" alle riunioni sul territorio fatte solo per raccogliere voti o per indirizzare le scelte dell'urna. Potranno anche cercare di tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la primavera».
L'assemblea fondativa dell'UVP, che ha visto la partecipazione al voto sia da parte degli iscritti al movimento che dei sottoscrittori del "Manifesto fondativo", ha proceduto anche all'approvazione dello Statuto, del "Codice etico" e dell'organo di governo del movimento, il "Conseil de direction" formato da Fabrizio Armand, Piergiorgio Barrel, Claudio Brédy, Claudine Brunod, Paola Corti, Riccardo Desaymonet, Elso Gerandin, Alessandro Glarey, Vincent Grosjean, Corrado Jordan, Fabio Marra, Sabina Thoux e Dino Viérin. Nei prossimi giorni saranno definiti i quattro vice presidenti ed i componenti del "Conseil des communautés", oltre che la composizione dei gruppi tematici di lavoro.

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