Augusto Rollandin rinuncia alla Presidenza del Consiglio Valle, ma l'UV chiede di procedere comunque al cambio di poltrona "nel rispetto degli accordi politici"

redazione 12vda.it
Augusto Rollandin in Consiglio Valle

Augusto Rollandin si tira fuori dalla competizione per la Presidenza del Consiglio Valle, con una lettera aperta al presidente dell'Union Valdôtaine Ennio Pastoret, resa nota nella serata di lunedì 4 dicembre, a Verrès, nel salone delle "Murasse", durante la riunione del "Conseil fédéral": «Avendo letto le dichiarazioni di Andrea Rosset che confermano la sua indisponibilità a presentare le dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio Valle - ha ricordato Rollandin - prendo atto della violazione, che ne consegue, degli accordi sottoscritti dall'Union Valdôtaine e da Union Valdôtaine Progressiste nel momento della formazione della nuova maggioranza regionale.Tengo anche conto delle dichiarazioni degli organi di direzione dell'UVP e della sua presidente in merito all'indisponibilità, da parte di questo movimento, di sostenere la mia candidatura alla carica di presidente del Consiglio Valle, ringrazio i colleghi consiglieri del gruppo dell'UV, di "EPAV" e dei "DS - Sinistra VdA" che hanno sempre espresso la loro piena disponibilità a sostenere gli accordi presi tra l'UV e l'UVP, riaffermando la designazione del sottoscritto alla carica di presidente del Consiglio ed apprezzo anche la coerenza ed il sostegno del "Mouvement", al quale appartengo, e del suo presidente».

«Dichiaro di rinunciare alla nomina di presidente del Consiglio Valle». «Con l'obiettivo di evitare ulteriori frizioni e discussioni che sarebbero difficilmente comprensibili e giustificabili agli occhi dei Valdostani - ha continuato l'ex presidente della Regione - ricordo che la carica in questione non è l'obiettivo di una richiesta personale, ma il risultato di un accordo politico e dichiaro di rinunciare alla nomina di presidente del Consiglio Valle, anche se questa era stata concordata e sottoscritta tra le parti interessate, e di voler continuare a lavorare per l'interesse generale e per far crescere un progetto politico autonomista e federalista che sia credibile e portatore di risultati seri, concreti e tangibili, non caratterizzato da apparenti ed inconsistenti preoccupazioni, confermando la mia totale disponibilità a continuare una fiera collaborazione per raggiungere dei risultati positivi alle prossime elezioni politiche e regionali».

«C'è il rischio di un ingorgo istituzionale a scapito della discussione sul bilancio». «Rispetteremo l'accordo che abbiamo fatto con l'Union Valdôtaine e non con una persona - aveva precisato Elisa Bonin, presidente UVP - il nome di Rollandin ci è stato proposto e ne abbiamo preso atto, ma non pensiamo che questa persona possa ricoprire nessun ruolo, in quanto distante dai principi di cambiamento e rinnovamento espressi nel documento del "Rassemblement", soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti. Non si tratta di porre veti ma di non essere "gattini ciechi" ed usare semplicemente il buon senso». Dopo un incontro con l'UV nella serata di venerdì 1° dicembre, definito «positivo», l'UVP aveva comunque chiesto di aspettare: «la politica la fanno i movimenti - ha aggiunto la Bonin - ed ora la priorità e rappresentata dal bilancio. L'elezione di un nuovo presidente del Consiglio Valle e la nomina di un nuovo assessore alle finanze creerebbero un ingorgo istituzionale a scapito della discussione sulla finanziaria regionale. Nei prossimi giorni ci confronteremo anche con gli altri alleati».

"Sollecitiamo l'attribuzione della Presidenza del Consiglio Valle all'UV". Il "parlamentino" dell'UV, alla fine della riunione di lunedì 4 dicembre, ha quindi preso atto della rinuncia di Rollandin e, in un documento, ha ribadito che "gli accordi tra le forze politiche prevedevano l'assegnazione della carica di presidente del Consiglio all'Union Valdôtaine, sottolineando di non aver mai presentato condizioni pregiudiziali nell'alleanza con altre forze politiche, agendo sempre per consentire all'alleanza di andare avanti e lavorare positivamente".
"Sottolineamo anche che la decisione di Augusto Rollandin è stata presa con l'intenzione di portare avanti un progetto politico - prosegue il documento - sul quale l'Union Valdôtaine, pur essendo il partito di maggioranza relativa, si è in gran parte impegnata, anche con sacrifici e rinunce, avendo sempre come obiettivo il bene comune. Ringraziamo Augusto Rollandin per il gesto di grande responsabilità che ha fatto per sostenere le Istituzioni e l'azione politica dell'Union Valdotaine, esprimendogli la più grande considerazione del popolo unionista. Riconfermiamo la disponibilità dell'Union Valdôtaine a continuare una leale collaborazione con tutte le forze alleate per ottenere risultati positivi nelle prossime elezioni del Parlamento italiano e del Consiglio Valle e, nel frattempo, sollecitiamo il rispetto degli impegni che prevedono l'attribuzione della Presidenza del Consiglio Valle all'UV".

"Niente idee anti-crisi, solo valzer delle poltrone". La "trattativa" è stata aspramente stigmatizzata dai consiglieri regionali di minoranza: "Speravamo che con il varo di quest'ultima ennesima maggioranza, il balletto di una certa politica fosse finito - hanno evidenziato, in una nota, i consiglieri di Alpe, "Area Civica - Stella Alpina - Pour notre Vallée" e del Gruppo misto - e che il Consiglio regionale, per quest'ultimo scorcio di Legislatura, si sarebbe finalmente concentrato sull'attività istituzionale e amministrativa. Ci siamo sbagliati: ciò che continua a far versare litri di inchiostro alle segreterie dei partiti di maggioranza, e di conseguenza ai giornalisti, non sono le idee per uscire dalla crisi, ma il valzer delle poltrone. Così, mentre la maggioranza è tutta presa dagli avvicendamenti alla Presidenza del Consiglio, l'iter del bilancio viene scandalosamente ridicolizzato. I tempi di analisi del principale documento finanziario, che determina l'azione amministrativa della Regione per fornire le risposte ai bisogni dei cittadini valdostani, sono ridotti al limite del grottesco: le audizioni degli assessori e delle parti sociali sono trattate come un mero adempimento formale, ad ognuno viene dedicata una sola tornata per poche decine di minuti. Una farsa che non consentirà nessun confronto e nessun approfondimento reale".
"Ma questo per le forze della maggioranza della restaurazione, UV, UVP, "EPAV" e PD, non è un problema
- hanno concluso i consiglieri di opposizione - la loro priorità in questo momento è unicamente il braccio di ferro in atto per la Presidenza del Consiglio. Noi prendiamo sempre più le distanze da questo sistema che, nonostante i quotidiani annunci di rinnovamento, tralascia le cose importanti per occuparsi ancora e soltanto della spartizione dei posti di potere".

Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 4 Dicembre '17, h.23.40

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