Cambiano procedure ed interessi dei mutui regionali per prima casa e restauro edilizio: «la Regione investe un euro per incassarne quattro» sottolinea Marquis

Elena Meynet
Albert Chatrian, Pierluigi Marquis e Stefano Borrello

La Giunta regionale, nella sua riunione di lunedì 11 settembre, ha approvato le nuove disposizioni generali e procedimentali relative ai mutui per l'edilizia, relative, quindi al titolo VI "Fondi di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia" della legge regionale numero 3 del 2013, relativamente alle richieste presentate a partire dal 1° novembre 2017 e entro il 31 dicembre 2019, revocando così le disposizioni precedenti.
Ne sono interessati i mutui per la prima abitazione, per il recupero di fabbricati situati nei centri e nuclei abitati, sia per l'anticipo delle detrazioni fiscali statali e sia per gli stessi per interventi di recupero edilizio privato. Le principali novità riguardano, tra l'altro, per il mutuo prima casa, la semplificazione in un unico limite massimo concedibile in 180mila euro per tutte le categorie di intervento, acquisto, recupero e nuova costruzione, la semplificazione delle rate, l'abolizione del limite massimo di 40mila euro di "Isee", la riduzione all'interesse del 0,80 per cento per "Isee" fino a 20mila euro ed all'uno per cento per "Isee" superiori, la riduzione dei tempi del procedimento, spostando le perizie in capo ai richiedenti e la semplificazione delle modalità di erogazione del mutuo.
Per il recupero del patrimonio edilizio, è stato esteso a 300mila euro il limite massimo ammesso per il recupero edilizio privato, anche in abitazioni non principali, con il limite di 150mila euro in caso di acquisto, con la stessa modalità di semplificazione e riduzione dei tassi d'interesse valida per i mutui prima casa. Cambia anche la definizione di "casa": non si intenderà più soltanto l'immobile intero, il cosiddetto "terra-cielo", ma anche la singola unità immobiliare.

«Non vediamo più la casa solo come un bene sociale - ha spiegato il presidente della Regione, Pierluigi Marquis - ma intendiamo far girare liquidità e incentivare il lavoro nell'edilizia. Cinquanta milioni di euro in circolo portano quindici milioni di tasse alla Regione ed è la Regione che investe un euro per incassarne quattro. E' importante alzare delle gru sul territorio: veniamo da dieci anni di difficoltà nel comparto edile, un settore che era un volano per la nostra regione. Non è da intendersi come un sostegno, come possono essere altri settori, ma sono investimenti. Questa è una deliberazione molto importante per quello che concernono i suoi riflessi sotto il profilo del rilancio del comparto dell'edilizia privata che è stato particolarmente sofferente in questi anni. E' un settore che ha espulso 2.400 persone dal lavoro, difficilmente ricollocabili, ed aveva necessità di un intervento di stimolo. Rilanciamo così il sostegno con i mutui sia per le prime case, ma anche per seconde e terze case, quindi su tutto il patrimonio immobiliare esistente a livello del nostro territorio valdostano per cercare di farlo mettere a valore, nello stesso tempo riqualificando il nostro paesaggio, le nostre risorse turistiche. Prevediamo che possa essere una leva importante per lo sviluppo della nostra regione e possa essere uno strumento molto interessante.». «Il rientro annuale è tra i dodici e tredici milioni di euro. Per ora, in base ai report mensili, nel 2017 si è arrivati a circa sei milioni. Il monitoraggio sarà trimestrale, dando priorità alla "prima casa" - ha aggiunto Stefano Borrello, assessore regionale alle opere pubbliche - se dovesse arrivare un numero consistente di richieste, significherebbe che ci abbiamo azzeccato. La definizione di questi mutui consentirà di dare una svolta al settore edile»«Un elemento che va sottolineato - ha concluso Albert Chatrian, assessore regionale alle finanze - è che non sarà più necessario andare due volte dal notaio, prima per l'ipoteca con la banca e poi con Finaosta. Ora la "nostra banca" potrà iscrivere ipoteche di primo grado, con vantaggi su tutti i fronti. Pensiamo in particolare a famiglie che non potrebbero avanzare grandi garanzie e che con questa semplificazione potranno valutare di ristrutturare, magari, la casa di famiglia che hanno ereditato».

Ultimo aggiornamento: 
Lunedì 11 Settembre '17, h.16.30