Chantal Certan critica duramente il decreto Lorenzin sui vaccini, citando il "ventennio", e provoca una bufera su "Facebook"

Angelo Musumarra

Chissà come e se verrà recepito il pensiero di Chantal Certan, assessore regionale all'istruzione e cultura, sull'applicazione, in Valle d'Aosta, del decreto del ministro della salute Beatrice Lorenzin, che dispone l'obbligatorietà di dodici vaccinazioni per l'ammissione all'asilo nido ed alle scuole dell'infanzia per i bambini da zero a sei anni. Nel primo pomeriggio di giovedì 8 giugno, sul suo profilo "Facebook" personale, la Certan ha scritto: «non sono contro i vaccini, neppure la Scienza è in discussione. Mai pensavo si arrivasse a tanto... qui il dibattito "vaccini sì o vaccino no" non conta nulla, ma il dibattito è tutto su un altro livello, livello di "sperimentazione"... per la quale chi paga può scegliere, chi non ha i soldi no, mai vista una cosa del genere in nessun Paese europeo, anzi sì... vi è già stato un ventennio in Europa... pensavo appartenesse al passato».

Post modificato dopo la citazione nazista. Il post pubblicato sul social network è stata modificato dopo la prima pubblicazione dove si leggeva: «vi è già stato un ventennio in Europa in cui uno con due baffetti faceva sperimentazione su uomini, donne e bambini».
La Certan, laureata in pedagogia, che prima di essere eletta in Consiglio Valle svolgeva la professione di insegnante nella scuola primaria a Quart, ha citato poi uno scritto di Rudolf Steiner, teosofo austriaco, fondatore della "pedagogia Waldorf", alla base della scuola steineriana (in Italia ne sono attive circa una trentina, con tre referenti in Valle d'Aosta), che non prevede alcuna traccia di nozionismo per "portare ad uno sviluppo ottimale della personalità dell'allievo e delle diverse componenti, umanistica, scientifica e artistica dello studente", senza prevedere bocciature "poiché l'insegnamento è impartito comunque in relazione all'età dell'alunno".

La Certan riporta una previsione di Steiner di cent'anni fa. «Eppure Rudolph Steiner nel 1917, cento anni fa - ha continuato la Certan - lo aveva previsto e scriveva: "Nel futuro si eliminerà l'anima per mezzo di farmaci. Con il pretesto di un "punto di vista salutare" si troverà un vaccino mediante il quale l'organismo umano verrà trattato, quanto prima possibile, eventualmente direttamente alla nascita, in modo tale che l'essere umano non possa sviluppare il pensiero dell'esistenza di anima e spirito. Verrà affidato ai medici materialisti il compito di eliminare l'anima dall'umanità. Come oggi si vaccinano le persone contro questa o quella malattia, così in futuro si vaccineranno i bambini con una sostanza che potrà essere prodotta precisamente in modo tale che le persone, grazie a questa vaccinazione, saranno immuni dall'essere soggetti alla "follia" della vita spirituale. Esistono sostanze che, se si iniettassero nel bambino in età scolare, gli potrebbero consentire di non frequentare le elementari, solo che il suo pensiero diverrebbe quello di un automa. Egli sarebbe estremamente intelligente ma non svilupperebbe una coscienza e questo è il vero obiettivo di determinati circoli materialisti. Questo in effetti è possibile, ma ciò rende l'uomo un automa. Con un tale vaccino si potrebbe facilmente far in modo che il corpo eterico si allenti all'interno del corpo fisico. Una volta allentato il corpo eterico, il rapporto tra l'universo e il corpo eterico diverrebbe estremamente instabile e l'uomo diventerebbe un automa, in quanto il corpo fisico dell'uomo deve essere educato su questa terra per mezzo di una volontà spirituale. Ad esempio la vaccinazione antivaiolosa non ha effetti negativi se la persona viene educata antroposoficamente; fa male solo a chi cresce con pensieri materialistici. Allora il vaccino diviene una specie di forza ahrimanica; l'uomo non può più liberarsi da un determinato sentire materialista"».
Queste e le altre teorie di Steiner è stata scritta non mediante un approccio scientifico, ma teofisico, considerando la scienza e le religioni come un sapere unitario e quindi, presentando forti connotati esoterici, sono considerate pseudoscientifiche.

Condiviso anche l'ordine del giorno del Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano. La Certan ha poi condiviso l'ordine del giorno proposto dai consiglieri della Provincia autonoma di Bolzano Andreas Pöder ed Elena Artioli, votato all'unanimità nella giornata di mercoledì 7 giugno, poco dopo la firma del Presidente della Repubblica al decreto Lorenzin, che lo rende attuabile, che chiede lo stralcio dalle "misure coercitive" previste dal decreto, vale a dire il divieto dell'iscrizione all'asilo nido ed alle scuole materne per i bimbi non vaccinati, l'incremento delle multe e la sospensione della potestà genitoriale per chi rifiuta i vaccini. Il Consiglio provinciale bolzanino chiede anche di riportare il numero delle vaccinazioni obbligatorie a quelle previste prima del decreto, tornando alle quattro per difterite, tetano, pertosse e poliomielite e critica il Governo nazionale in quanto "la campagna per aumentare la copertura vaccinale deve essere ampia ed equilibrata".

«Il diritto di espressione uccide il diritto alla salute». «Dieci anni fa eravamo scesi in Italia con la vaccinazione a duecento casi all'anno di morbillo - ha ribattuto Roberto Rosset, presidente dell'Ordine dei medici della Valle d'Aosta, commentando il post della Certan - l'anno scorso erano già ottocento, con i vaccinati scesi sotto il 95 per cento. Nel 2017 da inizio anno ci sono stati già quasi quattromila casi. Se non è emergenza l'assessore alla cultura dovrebbe spiegare cos'è. Dovrebbe soprattutto spiegarlo a quell'operatrice sanitaria veneta che un paio di mesi fa è rimasta cieca per una neurite ottica post-morbillosa od a quella famiglia sempre veneta il cui bambino ha avuto danni encefalici permanenti per una encefalite post-morbillosa. Prima di parlare bisognerebbe informarsi e forse si scoprirebbe che di morbillo si muore, che il trenta per cento dei casi quest'anno ha richiesto il ricovero che il quaranta per cento dei casi ha avuto complicazioni, generalmente polmoniti ma anche otiti, neuriti ed encefaliti. Ci aspetta anche una ripresa della poliomielite e della difterite. Viva la libertà di opinione, quando il diritto di espressione uccide il diritto alla salute».

«Riflettere sul fatto che ci si preoccupa di curare la malattia invece di prevenire». «Non è "Facebook" il luogo in cui discutere di temi tanto importanti - ha poi aggiunto, tra i quasi settecento commenti postati in meno di otto ore, Giuliana Lamastra, consigliera comunale di Alpe ad Aosta - "Facebook" scatena la tifoseria non portandoci a ragionare ma a schierarci dall'una e dall'altra parte e ad irrigidirci sempre più sulle nostre posizioni. Sono certa che Chantal lo sappia. Cerco di andare oltre: a mio avviso il post si proponeva di suscitare una riflessione su un punto in particolare, la medicina occidentale è sempre più specialistica e sembra perdere di vista l'essere umano nella sua totalità di corpo e psiche. Insomma, si preoccupa più di curare la malattia che di prevenire, si concentra su un organo e non su tutto il tuo corpo e soprattutto sulla psiche, insomma non vede l'uomo come insieme di sistemi endocrino, immunitario e neuropsicologico. Parte della scienza, che non dimentichiamolo è per sua natura in continuo divenire e procede proprio mettendosi continuamente in discussione e non attraverso dogmi, sta andando verso la psico-neuro-endocrino-immunologia che studia l'interazione dell'assetto neuropsicologico e psicoemotivo con la sfera chimico-fisica e organica della vita biologica»

Il PD valdostano difende la Lorenzin e chiede le dimissioni della Certan. A non commentare direttamente il pensiero della Certan è stato il Partito Democratico della Valle d'Aosta, che nella sua pagina "Facebook", non ha perso l'occasione per cercare un po' di visibilità riflessa, difendendo la scelta del ministro Beatrice Lorenzin, che fa parte del "Nuovo Centrodestra" di Angelino Alfano, in coalizione a Roma col Governo ma in fase di rottura col PD nazionale, e chiedendo le dimissioni dell'assessore regionale che: "sui social network, paragona lo Stato italiano alla Germania nazista - si legge nel post - a suo dire, l'introduzione dell'obbligatorietà dei vaccini corrisponde infatti a metodi di sperimentazione sugli esseri umani che hanno avuto eguali unicamente in quel periodo storico. Anche trascurando la disgustosa bestialità di questa dichiarazione, che offende l'intera comunità scientifica, compattamente schierata in favore di questa misura, resta il fatto che nelle sue vesti di pubblico ufficiale Chantal Certan ingiuria volgarmente e pesantemente lo Stato italiano e viene meno ai più elementari doveri connessi al proprio ruolo istituzionale e prima ancora suggeriti dal buon gusto. Buon gusto che con tutta evidenza non la trattiene dal solleticare le paure più basse e irrazionali al solo scopo di ottenere la mancetta elettorale e che sono ulteriore riprova di una classe dirigente totalmente allo sbando. Parole come questa offendono prima di tutto la comunità che è costretta ad ascoltarle: è opportuno per questo che l'assessore rassegni immediatamente le sue dimissioni".
A sostenere il pensiero del PD valdostano anche Ennio Pastoret‏, presidente dell'Union Valdôtaine, che su "Twitter" scrive: "La scienza a volte è impotente. Nessuna terapia per impedire all'assessore Certan di far fare figuracce alla Valle d'Aosta" mentre chiede rispetto Luciano Caveri, ex presidente della Regione, fondatore di "Mouv'" che, sempre su "Twitter" sottolinea:"chi ha responsabilità politiche sui vaccini non si sostituisca alla Scienza e taccia".

La questione vaccini sarà però gestita da Luigi Bertschy. Il post di Chantal Certan ha entusiasmato diversi componenti del gruppo dei "Genitori Pro libera scelta VdA" che in Valle d'Aosta si battono contro l'obbligatorietà dei vaccini, in un dibattito esasperato che rischia di farli confondere tra le diverse voci contro le vaccinazioni, anche se tecnicamente sarà Luigi Bertschy, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali, a portare in Giunta, nel nuovo "Piano vaccinale regionale" i contenuti del decreto Lorenzin.
Bertschy si era incontrato a Roma, proprio con il ministro, nella giornata di venerdì 2 giugno invitandola in Valle «nei prossimi mesi, per conoscere il welfare» valdostano, finanziato interamente con fondi regionali.

Ultimo aggiornamento: 
Giovedì 8 Giugno '17, h.20.50