Dal 2 novembre operative le nuove regole per i "mutui prima casa": tre fasce di interesse agevolato, premialità per le imprese valdostane, con le perizie che restano a capo della Regione

redazione 12vda.it
Mauro Baccega, assessore regionale alle opere pubbliche

Ammontano a 51 milioni di euro le risorse messe a disposizione dall'Amministrazione regionale per i mutui per l'acquisto o per la ristrutturazione della prima casa, le cui nuove regole sono state approvate dalla Giunta regionale nella riunione di lunedì 30 ottobre: «questa maggioranza si era proiettata su questa delibera andando ad individuare quali erano le eventuali criticità per migliorarla ed approfondirla - spiega Mauro Baccega, assessore regionale alle opere pubbliche - aveva degli obiettivi ben precisi, intanto quello di rispettare le tempistiche e dal 2 novembre potremo raccogliere le domande di mutuo».

Tre tipologie per i tassi di interesse agevolato. «Abbiamo voluto individuare una sorta di equità nel percorso di attribuzione dei mutui - aggiunge Baccega - non a caso abbiamo reintrodotto il concetto dell'"Isee", anche se la volontà è stata quella di sostenere le famiglie normali, le famiglie medie ed anche, magari, qualcuna più facoltosa andando ad introdurre l'Isee da zero a ventimila euro con un tasso di interesse dello 0,7 per cento, ma per chi ha figli a carico il tasso di interesse è dello 0,5 per cento mentre per tutti coloro che hanno da ventimila ad ottantamila euro di "Isee" il tasso di interesse rimane quello dell'uno per cento. Poi c'era una sorta di criticità sulle perizie: perché una perizia asseverata che poi doveva essere controllata dagli uffici, che poi doveva applicare un valore "Isee", diventava problematica e complicava tutto il percorso. Allora si è deciso di proseguire con il sistema che si è adottato finora e che ha funzionato, facendo fare le perizie per la prima casa agli uffici. Rafforzeremo il personale ed in questi giorni abbiamo adottato alcune strategie di potenziamento».

Le nuove regole. Il mutuo sarà concesso alle famiglie valdostane (anche non sposate legalmente), residenti in Valle d'Aosta da almeno otto anni (anche non consecutivi, regola che non vale per le Forze armate e le Forze dell'ordine) per un valore massimo di 180mila euro, e comunque non oltre un valore di superficie complessiva dell'abitazione pari a quella "utile abitabile" (vale a dire quella interna) unita al sessanta per cento di quella "non residenziale" (che riguarda i locali accessori come autorimesse, posti auto coperti, cantine, soffitte, soppalchi, solai e locali pluriuso e tecnici). Il valore del mutuo potrà superare il limite di 180mila euro, arrivando ad un massimo teorico di 300mila euro, quando si procederà al recupero edilizio, comprendendo un eventuale quota di acquisto della "prima casa" per un massimo di 150mila euro con una spesa minima di interventi superiore ai 30mila euro: le situazioni dovranno comunque essere accertate dalle perizie di stima effettuate dei tecnici regionali, e non più dai professionisti incaricati dai proprietari, come era previsto nella prima stesura.

Restituzione e garanzie. Il mutuo sarà ammortizzabile in trent'anni (anche se sarà possibile chiedere una riduzione a quindici, venti o venticinque anni) con il pagamento di due rate semestrali il primo gennaio ed il primo luglio, o dodici rate mensili, sempre il primo giorno di ogni mese. Gli immobili finanziati dal mutuo funzioneranno anche come garanzia, dato che verrà iscritta un'ipoteca di primo grado, ma se questa non sarà sufficiente, la "Finaosta", che si occupa delle pratiche finanziarie del mutuo potrà chiedere ulteriori garanzie integrative, personali o reali.
Chi chiederà il mutuo non potrà essere proprietario, usufruttuario o titolare di diritto di un'altra abitazione e non dovrà aver beneficiato, per più di una volta, di un altri mutuo prima casa erogato dalla Regione, a condizione che quello precedentemente ottenuto sia estinto oppure che venga estinto prima della sottoscrizione di quello nuovo.

Finanziamento del cento per cento se lavorano imprese "valdostane". «Un altro importante obiettivo di questa maggioranza era quello di tutelare le aziende locali attraverso un meccanismo di premialità - sottolinea ancora l'assessore Baccega - era che risorse come trecentomila euro a botta di mutuo, potessero rimanere ad appannaggio delle aziende valdostane e non magari finire in Piemonte. Per coloro che utilizzeranno solo imprese aventi "sede operativa" in Valle d'Aosta, iscritte nel "Registro delle imprese" o nel repertorio economico amministrativo della "Chambre valdôtaine" il mutuo potrà coprire il cento per cento della spesa ammessa anziché fermarsi all'ottanta per cento, come previsto nei casi in cui non si utilizzino imprese valdostane».
«Era necessario capire che cosa fare delle domande in itinere - aggiunge Mauro Baccega - dato che c'era bisogno di risposte in questo senso ed abbiamo quindi adottato una deroga che consente fino al 30 aprile 2018 di rideterminare l'importo, integrando il mutuo con i limiti attuali. A sole due settimane dal mio insediamento ho fortemente voluto rispettare i tempi di entrata in vigore di questo provvedimento, fissati al 1° novembre, al fine di sbloccare il mercato immobiliare che dallo scorso 11 settembre, data nella quale la precedente Giunta regionale ha annunciato il nuovo provvedimento, ha subìto un notevole rallentamento proprio per l'attesa delle nuove agevolazioni, ora approvate».

Le critiche di Pierluigi Marquis. «Esprimo soddisfazione per l'approvazione da parte della Giunta regionale della delibera sui mutui per l'acquisto e la ristrutturazione di unità immobiliari che avevamo presentato l'11 settembre scorso - ha commentato l'ex presidente della Regione, Pierluigi Marquis - è un'iniziativa importante per il comparto dell'edilizia e per il rilancio dell'economia e dell'occupazione in Valle d'Aosta. La novità è che si potrà accedere al finanziamento al tasso dell'uno per cento per interventi edilizi in qualsiasi zona del Piano regolatore comunale e l'intervento sarà possibile anche su singola unità immobiliare e non come in passato solo sull'intero edificio. Vi è rammarico perché è stata mortificata dall'assessore Baccega la disposizione che avevamo previsto nel merito della procedura e tempistica di rilascio del mutuo. Dai sei/nove mesi attuali per la concessione del mutuo la nostra proposta prevedeva il passaggio a due/tre mesi per allinearsi alle tempistiche degli istituti di credito. Questa proposta nasceva dalla considerazione che da quando il cittadino decide di ristrutturare casa conferendo l'incarico ad un professionista per il progetto e il momento in cui può iniziare i lavori decorrono almeno quattordici mesi. Troppi, ed è una delle ragioni per cui la gente non è incentivata a investire. Questa era ed è la ragione per continuare la battaglia per sburocratizzare, velocizzare le procedure e rimuovere così i più potenti freni alla macchina dello sviluppo».

«Modifiche che ne hanno compromesso le potenzialità». «La riforma sui mutui che abbiamo predisposto è stata alla fine approvata seppur con qualche modifica che ne ha significativamente compromesso le potenzialità - aggiungono poi in una nota i consiglieri regionali di Alpe, "Area Civica - Stella Alpina - Pour notre Vallée" e del gruppo misto - i tempi d'istruttoria passano, infatti, da tre a nove mesi: molto più delle banche e troppo tempo per le famiglie. Quando si dice di voler dare priorità alle imprese valdostane, di fatto le si illude e le si prende in giro: tutti sanno che qualsiasi azienda di fuori Valle potrebbe iscriversi alla "Chambre" in meno di 24 ore. La vecchia politica tende a riemergere, con tutte le trovate possibili, contro gli interessi del lavoro, delle imprese e dei cittadini, forse anche contro le norme sulla concorrenza. Inoltre, la nostra riforma dei mutui viene intaccata nei principi di semplificazione e di chiarezza, che erano due dei suoi punti forti. Anche questa vicenda invita tutti alla massima attenzione, perché occorre serietà e solidità per sostenere responsabilmente la ripresa economica e il rilancio della nostra Valle».

Mauro Baccega ribatte, su "Facebook", alle critiche. «Mi permetto di rispondere a tutti gli stelluti che sono indignati perchè il provvedimento sui mutui sembra sia stato paternità intellettuale di Stefano Borrello a cui ho già espresso i ringraziamenti per aver averci provato, vedi verbale di Commissione - ha scritto Baccega su "Facebook" rispondendo alle critiche - questo progetto era già in discussione prima del ribaltone all'interno degli uffici con obiettivo di incremetare il valore mutuabile per la prima casa, il dirigente e vari collaboratori potranno testimoniarlo. Non c'erano le condizioni politiche per poterla portare a termine perchè gli stelluti, con altri, stavano, da novembre 2016, tramando il tremendo ribaltone del 10 marzo. Certo, posso affermare oggi che la delibera è stata presentata ad agosto dall'altra maggioranza e che è stata poi da noi stravolta e molto migliorata rispetto a quella presentata».
Baccega poi ribadisce e spiega le modifiche apportate: «La prima: l'inserimento del limite dell'Isee consente di premiare le famiglie e non i super ricchi. La seconda: la perizia redatta dagli uffici consente di ridurre i passaggi, dato che l'altra delibera prevedeva una perizia presentata da un professionista esterno. Questa doveva essere valutata dagli uffici e poi si doveva adottare il "valore Omi" (la quotazione definita dall'Osservatorio del mercato immobiliare, ente dell'Agenzia delle Entrate, n.d.r.). Tre passaggi anzichè uno, con il rischio di vedere il mutuo ridotto proprio per effetto di un "valore Omi" non consono con l'investimento fatto. La terza: l'attenzione alle imprese locali con il concetto di premialità che permetterà di ottenere il cento per cento del finanziamento, qualora l'ottanta per cento della spesa ammissibile sarà effettuata con imprese o ditte valdostane. Su questo sfido tutti e tra qualche mese lancerò i risultatu di questo importante provvedimento a tutela delle imprese valdostane».

Sei miglioramenti della legge, secondo Baccega. «La quarta - continua Mauro Baccega - la maggiore attenzione alle famiglie si estrinseca anche nell'ulteriore riduzione dei tassi di interesse. Il tanto richiamato "fattore famiglia" degli stelluti dov'è finito? Noi abbiamo pensato che i nuclei familiari con figli minori a carico dovessero avere una maggiore attenzione per l'accesso alla prima casa, ed il tasso è dello 0,5 per cento, per gli altri lo 0,7 per cento ed uno per cento per il recupero di altre abitazioni. La quinta: abbiamo previsto che fino al 30 aprile 2018 le domande in itinere, giacenti o già presentate potranno essere rideterminate o integrate nell'importo fino ai limiti massimi concessi dalle nuove disposizione. Anche questa è una nuova ed efficace attenzione. La sesta: altra novità, si potrà richiedere il passaggio delle rate da semestrali a mensili anche per i mutui già erogati».

«Cari amici che rosicate siete bravi solo a scrivere sui "social"». «Quindi cari amici che rosicate, come vedete i cambiamenti sono stati sostanziali e significativi e, in conclusione, non capisco la polemica sui tempi - ribatte ancora l'assessore regionale - polemica che è subito stata smentita in commissione dai tecnici: la prima fase prevede l'ammissione al beneficio, dai trenta ai sessanta giorni, al massimo quindici giorni per la perizia e poi la pratica passa alla "Finaosta". Certo, la politica degli annunci di Borrello e Marquis ha maledettamente interrotto per ben due mesi la presentazione dei mutui e ci troveremo ingolfati. Hanno detto a tutti di aspettare quando si potevano presentare le domande, che sarebbero state aggiornate, come abbiamo proposto ed approvato noi nella delibera. Un bel casino nei prossimi giorni nei nostri uffici, ma metteremo a disposizione altro personale per sopperire all'emergenza. Ora, cari stelluti, non capisco tutta questa polemica. A fare e soprattutto a scrivere sui "social" siete maestri, la cosiddetta politica degli annunci fa parte del vostro "dna". Il provvedimento presentato dalla nostra maggioranza migliora e stravolge positivamente quello di agosto ed è stato votato all'unanimità. Se proprio non vi confaceva era sufficiente votare "no" o astenersi. Quindi, in conclusione, rivendichiamo la bontà del provvedimento da noi presentato e votato all'unanimità, il resto lo vedremo sulla base dei risultati».

Ultimo aggiornamento: 
Domenica 1 Ottobre '17, h.15.20

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