Il Governo regionale presenta una variazione di oltre 45 milioni di euro al bilancio a causa della partecipazione della Valle d'Aosta al risanamento della finanza pubblica

redazione 12vda.it
La Giunta regionale in Consiglio Valle

Taglia un po' dappertutto la Giunta regionale nella variazione al bilancio regionale di previsione per il triennio 2018 - 2020 di 45.464.000 euro, definita dal disegno di legge regionale numero 133 del 13 marzo scorso, che andrà in discussione nell'ultima adunanza del Consiglio Valle della quattordicesima Legislatura, prevista per martedì 27 e mercoledì 28 marzo.

Un variazione di bilancio dovuta al concorso alla finanza pubblica della Regione. Il disegno di legge è necessario "al fine di assicurare il rispetto dell'equilibrio di bilancio in conseguenza del maggiore contributo della Regione agli obiettivi complessivi di finanza pubblica, per 99.326.970,22 euro per l'anno 2018, per 28.615.505,75 euro per l'anno 2019 e per 8.615.505,75 euro per l'anno 2020 - si legge nelle premesse del documento - detto maggiore contributo discende dall'applicazione della predetta disposizione della legge di bilancio dello Stato, approvata successivamente all'approvazione del bilancio di previsione finanziario della Regione per il "triennio 2018 - 2020", che stabilisce che: "nelle more della definizione dei complessivi rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta, gli accantonamenti a carico della Regione Valle d'Aosta a titolo di concorso alla finanza pubblica sono ridotti di 45 milioni di euro per l'anno 2018, 100 milioni di euro per l'anno 2019 e 120 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020". Nei riguardi della predetta disposizione che, pur nell'ambiguità della formulazione, determina l'inclusione nell'ammontare del contributo della Regione agli obiettivi complessivi di finanza pubblica anche dell'accantonamento disposto dallo Stato a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali di spettanza regionale, stabilendone la doverosità, ancorché con importi in riduzione, non solo per l'anno 2018, ma anche nell'anno 2019 e, successivamente, a decorrere dal 2020, la Regione ha promosso ricorso dinanzi alla Corte Costituzionale per richiederne la declaratoria di illegittimità costituzionale, in linea con i pregressi contenziosi, ritenendola lesiva delle prerogative organizzative e finanziarie costituzionalmente e statutariamente sancite. Poiché l'impugnazione in via principale della legge di bilancio dello Stato non ha effetto sospensivo, si rende nel frattempo necessario, in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale, procedere alla variazione del bilancio regionale per assicurare il rispetto dell'equilibrio di bilancio cui la Regione è obbligata".

Le nuove entrate. Una prima parte di risorse, pari a 20.900.000 euro, arriva "delle somme giacenti, e non destinate ad alcun utilizzo, su diversi fondi di rotazione regionali" presso "Finaosta SpA" andando a pescare dai finanziamenti degli aiuti alle aziende agricole in attuazione del "Programma di sviluppo rurale 2014-2020", dagli incentivi per la realizzazione di impianti di risalita e di connesse strutture di servizio, dagli interventi regionali a favore di imprese in difficoltà, da quelli per l'accesso al credito sociale, per lo sviluppo delle imprese industriali e artigiane, dalle politiche ed iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza, e dai fondi di rotazione per l'artigianato, il commercio e la cooperazione.
Dalle partecipate arriveranno maggiori divendendi rispetto allo stanziamento già previsto in bilancio, per complessivi 21.964.000 euro, in particolare dalla "Società Traforo Monte Bianco" per 11.964.000 euro, già incassati dalla Regione, ed ancora dalla "Finaosta" per 10.000.000 euro mentre dal "Consorzio dei Comuni della Valle d'Aosta" ricadenti nel "Bim - Bacino imbrifero montano della Dora Baltea", relativi alle somme riversate a titolo di sovracanoni idroelettrici, la quota aumenta di 2.600.000 euro.

I tagli agli Enti locali. I Comuni dovranno sopportare 3.201.500 euro di "modificazioni in diminuzione delle autorizzazioni di spesa dei trasferimenti finanziari con vincolo settoriale di destinazione": il taglio più grosso, di 933.000 euro, è sui contributi ai Comuni per interventi di prevenzione di eventi calamitosi di somma urgenza e spese di pronto intervento, mentre 600.000 euro arrivano dal fondo di riserva per la riassegnazione in bilancio di residui perenti di finanza locale agli effetti amministrativi. Dalle provvidenze economiche a favore di invalidi civili, ciechi civili e sordomuti vengono tagliati 500.000 euro, così come dai contributi regionali per la promozione di un sistema integrato di sicurezza sul territorio regionale.
La costituzione di una società per azioni per la gestione di servizi alla Pubblica amministrazione regionale e dalla spese per l'acquisto di servizi dalla "Società di servizi" regionale per la realizzazione delle attività di assistenza e sostegno a favore di individui nell'ambito socio-assistenziale arrivano 200.000 euro, mentre 140.000 euro sono recuperati dai voucher di frequenza di collegi e soggiorni di vacanza, contributi a minori per raggiungimento dell'autonomia, contributi per l'assegno mantenimento a tutela del minore, contributi di sostegno a situazioni di difficoltà, contributi di assistenza per la vita indipendente, contributi ai non autosufficienti per degenze e per il pagamento di rette in strutture, assegni di cura e voucher tata familiare e dall'acquisto di servizi inserimento in strutture per minori.
Le norme per la costituzione del "Sistema informativo territoriale regionale" vengono decurtate di 114.000 euro, mentre altri 110.000 euro arrivano dai contributi agli Enti locali per rifugi per cani e prevenzione del randagismo ed altri 100.000 euro dagli interventi regionali per l'accesso al credito sociale.

I tagli all'Azienda Usl. Il disegno di legge prevede che "la spesa sanitaria di parte corrente, già determinata in 254.000.000 euro per il 2018 ed in 254.000.000 euro per il 2019, è rideterminata in  253.000.000 euro per il 2018 ed in 253.470.000 euro per il 2019" così come "il finanziamento dei "livelli essenziali di assistenza - Lea" già determinato in 252.678.874 euro per il 2018 ed in 252.508.348 euro per il 2019, è rideterminato in 251.678.874 euro per il 2018 ed in 251.978.348 euro per il 2019".
Viene rideterminata anche la spesa per investimenti in ambito sanitario per il 2018, che era prevista nella misura di 10.400.000 euro ed invece sarà di 5.500.000 euro.

I tagli negli investimenti per la crescita e l'occupazione. Viene ridotta di 865.855 euro la quota di risorse aggiuntive regionali destinate, nel 2019, al finanziamento del programma "Investimenti per la crescita e l'occupazione 2014 - 2020 - Fesr" con la quota di cofinanziamento regionale che resta garantita, mentre viene ridotto per il 2019 il cosiddetto "overbooking", le somme ulteriori che l'Ente può destinare volontariamente al finanziamento dei progetti. Gli interventi sulle politiche del lavoro, in particolare per quanto riguarda la formazione e i contributi alle assunzioni, vengono anch'essi ridotti, "tenuto conto che il periodo di attività verrà ridotto rispetto alle previsioni iniziali": il taglio è di 1.125.000 euro, e quindi per il 2018 saranno disponibili 2.632.000 euro.

La sospensione del "Bon de chauffage". Per il triennio 2018 - 2020 viene anche sospeso il "sostegno economico alle famiglie mediante concorso alle spese di riscaldamento domestico", il cosiddetto "Bon de chauffage", con l'azzeramento del finanziamento di 4.000.000 euro, che è stato abrogato. Viene ridotto anche il "Piano staordinario di investimenti per i Comuni", con il taglio di 1.303.000 euro inizialmente previsti per il 2018 e con la riduzione da 913.850 euro e 317.172 euro per il 2019. Resta invariato lo stanziamento previsto per il 2020 di 954.894 euro.

Posticipato il finanziamento per i vitalizi dei consiglieri regionali. Il disegno di legge posticipa al 2020 il trasferimento finanziario a favore dell'Istituto per il sistema previdenziale dei consiglieri regionali, "determinato nell'anno 2018 in 2.200.000 euro in relazione alle effettive esigenze di cassa, per la medesima annualità, che possono essere parimenti soddisfatte con le disponibilità attuali dell'Istituto".
Diversi tagli riguardano altre leggi regionali, pari a 16.516.856 euro per il 2018 ed a 10.671.000 euro per il 2019: i maggiori interventi riguardano la "nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale" per 6.912.875 euro nel 2018 e 2.500.000 euro per il 2019, l'organizzaziore delle attività regionali di "Protezione civile" per 4.784.520 euro nel 2018 e 500.000 euro nel 2019, gli "interventi regionali in favore della ricerca e dello sviluppo" per 1.100.000 euro nel 2018 e quelli per "il patrimonio immobiliare regionale destinato ad attività produttive e commerciali" nella misura di 764.269,50 euro per il 2018 ed 1.000.000 di euro nel 2019.
Da segnalare nel 2019, tagli di 2.000.000 euro sia nelle "disposizioni in materia di contributi a sostegno delle imprese e dei liberi professionisti aderenti agli Enti di garanzia collettiva dei fidi - Confidi della Regione" che nelle norme concernenti i cantieri forestali, lo stato giuridico ed il trattamento economico dei relativi addetti.

Un taglio di cassa di 3.681.373,75 euro è, infine, previsto sulle "missioni, programmi e titoli" per il 2018 che aumenta, come competenza, a 3.813.873,75 euro per scendere a 3.000.000 euro nel 2019 ed a 5.729.505,75 euro nel 2020, dove le spese per incremento delle attività finanziarie della gestione economica, finanziaria, programmazione e provvedimenti presentano un calo di 7.929.505,75 euro, mentre le spese correnti degli organi istituzionali salgono di 2.200.000 euro: "il valore complessivo delle variazioni risulta in aumento per il 2018 di 45.464.000 euro - conclude il disegno di legge - mentre per gli anni 2019 e 2020 il totale delle variazioni in aumento risulta compensato dal totale delle variazioni in riduzione".

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 15 Marzo '18, h.10.30