Delineate le strategie per le elezioni politiche del 4 marzo: nove liste in competizione, tra big navigati, esponenti della "società civile" e perfetti sconosciuti

redazione 12vda.it
Pronta a partire la campagna elettorale

Sono nove le liste che, in Valle d'Aosta, parteciperanno, alle prossime elezioni politiche, previste per domenica 4 marzo, una in meno rispetto a cinque anni fa, nell'appuntamento elettorale che si era tenuto il 24 ed il 25 febbraio 2013 ed avevano visto un'affluenza media del 77 per cento: a concorrere per i due seggi uninominali riservati in Parlamento alla Valle d'Aosta saranno quindi diciotto candidati, di cui sei donne.

La lista "Vallée d'Aoste" cambia tutto, tranne l'Union Valdôtaine. Profondamente diverse sono anche le composizioni delle coalizioni, a partire da quella che aveva vinto, la lista "Vallée d'Aoste", che aveva portato alla Camera dei deputati Rudi Marguerettaz (con 18.376 voti, il 25,37 per cento) ed al Senato Albert Lanièce (24.609 voti, il 37,04 per cento), l'unico dei candidati di cinque anni fa che sarà di nuovo in lista, alla ricerca della riconferma.
La lista "Vallée d'Aoste" vedeva sotto lo stesso simbolo l'Union Valdôtaine, la Stella Alpina e la "Fédération Autonomiste" mentre adesso, insieme all'UV, ci saranno l'Union Valdôtaine Progressiste, il Partito Democratico ed "Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano", che governano, insieme, in Regione. L'UVP, che per 185 preferenze aveva perso la sfida per il seggio a Montecitorio (18.191 voti, il 25,11 per cento), era nata dopo il coraggioso abbandono dell'attuale presidente della Regione, Laurent Viérin, del seggio che occupava nella Giunta Rollandin e della stessa UV: chissà cosa sarebbe accaduto in Consiglio Valle se Viérin avesse vinto contro Rudi Marguerettaz, che invece, a pochi mesi dalla pensione, ha deciso di ritirarsi dall'attività politica.

Alpe e PD erano alleati insieme contro l'UV e la Stella Alpina. Il PD era all'opposizione ed insieme ai vicini di banco in Consiglio regionale di Alpe, aveva creato la lista "Autonomie Liberté Democratie", con l'attuale assessore regionale alle attività produttive, Jean-Pierre Guichardaz, candidato alla Camera (14.340 voti, il 19,80 per cento), e Patrizia Morelli, vice presidente del Consiglio Valle, al Senato (20.430 voti, il 30,75 per cento). Le principali componenti sono tutte diverse, così come i vari pesi elettorali, che negli ultimi cinque anni sono mutati profondamente, anche se non è dato capire in che misura, viste e considerate le fuoriuscite e gli spostamenti tra i vari movimenti politici.
Oltre ai voti della Stella Alpina, all'UV mancheranno sicuramente i voti della componente che ha dato vita a "Pour Notre Vallée", riconducibile ad Antonio Fosson (e quindi al mondo cattolico ed a "Comunione e liberazione") che era stata fondamentale per l'elezione di Marguerettaz, così come quelli ad Aosta, dell'entourage di Carlo Norbiato e di Leonardo La Torre, mentre arriveranno quelli di Laurent Viérin, ad esclusione dei gruppi legati ad Elso Gerandin ed a Luciano Caveri, confluiti in "Mouv'", che si presenta alla sua prima esperienza elettorale.

La lotta tra PD ed UVP per avere il candidato alla Camera. Il Partito Democratico, spezzato in due, ha cercato di ottenere il candidato, nello specifico Paola Vacchina, membro della Presidenza nazionale del patronato "Acli" (con un tentativo neanche troppo nascosto di coinvolgere l'elettorato cattolico), presidente dell'ente di formazione "Enaip", che dal 2013 lavora già a Roma, moglie di Riccardo Jacquemod, responsabile della cooperativa "La Sorgente", ma si è scontranto contro la proposta UVP di Andrea Rosset, dimessosi dal ruolo di presidente del Consiglio Valle proprio per concorrere alle elezioni politiche nel ruolo di candidato deputato. Nella mattinata di lunedì 22 gennaio, l'UVP ha però ritirato la candidatura di Rosset, prendendo l'impegno con gli alleati di proporre, per la Camera una donna «in grado di vincere» e trovandola nell'ex presidente Alessia Favre, attuale dirigente dell'Assessorato regionale all'agricoltura e risorse naturali.

La candidatura al Senato di Luciano Caveri ostacolata da Alpe. L'altro "squadrone" è quello formato da Alpe, Stella Alpina, "Pour notre Vallée", "Area Civica" e "Mouv'", che saranno insieme nella lista intitolata "Per tutti, pour tous, pe tcheut", ma anche lì non sono mancate le frizioni: dopo giorni di trattative, poteva tornare alla politica attiva Luciano Caveri, già presidente della Regione, parlamentare europeo e deputato valdostano per quindici anni, ma nella serata di venerdì 19 gennaio è stata ritirata (forse definitivamente) la disponibilità: «il mio percorso personale merita rispetto - ha scritto Caveri su "Twitter" - non sono "incivile" e sono incensurato». Luciano Caveri non ha alcuna intenzione di polemizzare e si è limitato ad aggiungere, sempre su "Twitter": «esiste un valore: la dignità che bisogna mantenere in ogni circostanza, così come andava difesa la qualità della mia attività parlamentare e tutelata la mia onestà personale. Chi parla di "nuovismo" si guardi allo specchio», riferendosi, senza farne troppo mistero, ai consiglieri regionali di Alpe Albert Chatrian e Chantal Certan. Insieme alla proposta Caveri, la coalizione ha bocciato anche quella di Lea Lugon, presidente della "Fédération des cooperatives" e della cooperativa "La Libellula" approvando, nella giornata di mercoledì 24 gennaio, quella di Luisa Anna Trione, figlia dell'ex consigliere regionale e sindaco di Nus Silvio Trione, presidente regionale del patronato "Acli", impegnata anche nella gestione della "Cittadella dei giovani" di Aosta. La Trione non sarà però sostenuta da "Mouv'", vista "la complessa situazione politica" che si limiterà a promuovere solo il candidato alla Camera.

Il notaio Gianpalo Marcoz candidato alla Camera. Nessun problema invece per candidare alla Camera il "figlio d'arte" Giampaolo Marcoz, notaio che lavora, dal 2008, col padre Guido ad Aosta e Châtillon, che potrà garantire, soprattutto ad Alpe, di confermare il voto di una certa classe sociale: «la società civile - ha dichiarato il neo candidato, nella nota che annuncia il suo impegno - deve mettere la propria professionalità al servizio della Valle d'Aosta per un progetto di rilancio e di crescita dei suoi valori fondanti».
«Ringraziamo il compagno di viaggio Giampaolo - ha scritto su "Facebook" Alexis Vallet, presidente di Alpe - per la sua disponibilità a candidarsi per la nostra coalizione alla Camera dei deputati alle politiche di marzo. Una Valle d'Aosta migliore può nascere solo da progetti concreti e da persone che si impegnano a metterli in pratica. Alpe ha da sempre nei suoi principi fondanti l'apertura alla società civile e la riconoscenza della competenza, caratteristiche che in questa proposta di candidatura sono rappresentate appieno».

Elisa Tripodi e Luciano Mossa candidati per il "Movimento Cinque Stelle". Il terzo incomodo sarà il "Movimento Cinque Stelle": se nel 2013 sia Stefano Ferrero, candidato al Senato, che Roberto Cognetta, candidato alla Camera, avevano entrambi raccolto, da debuttanti, più di 13mila preferenze, (13.403 voti, il 18,50 per cento per Cognetta e 13.760 voti, il 20,71 per cento per Ferrero), venendo poi successivamente eletti in Consiglio Valle, anche questa volta potrebbero risultare decisivi nel condizionare il risultato finale. I candidati sono la consulente assicurativa Elisa Tripodi per la Camera, che era stata la più votata (139 preferenze) ma prima esclusa alle elezioni comunali di Aosta del 2015, ed il finanziere Luciano Alfredo Nicola Mossa per il Senato, terzo classificato (113 voti) alle stesse elezioni del capoluogo regionale: entrambi militano nel "Meetup Aosta e dintorni", riconducibile all'area di influenza di Stefano Ferrero e del consigliere comunale Luca Lotto, che erano riusciti, la scorsa domenica 14 gennaio, a far arrivare ad Aosta il candidato premier dei "grillini", Luigi Di Maio, sfoggiandolo per il centro storico.
I due candidati sono stati "eletti online nelle votazioni del 16 e del 17 gennaio - spiega il "Movimento Cinque Stelle" su "Facebook" - entrambi attivisti e organizer del "Meetup Aosta e dintorni" da lungo tempo, hanno accolto la notizia della loro elezione con entusiasmo e senso di responsabilità, pronti ad affrontare l’agone elettorale con il supporto dei portavoce e degli attivisti valdostani. In conformità con i punti del programma nazionale del Movimento, i candidati regionali faranno loro le proposte di legge sui costi della politica e sul taglio dei vitalizi, sulla creazione di una banca pubblica di investimento per le imprese gestita dallo Stato, sulle norme anticorruzione, di salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica, solo per citare alcuni esempi. Il tutto coniugato ad un’attenzione particolare alle caratteristiche dell’autonomia e dello statuto valdostano".

"Casapound", la Lega e Forza Italia corrono da sole. La destra e la sinistra si presentano praticamente tutte separate, probabilmente per contare i relativi pesi politici in vista delle successive elezioni regionali e per poter sfruttare la visibilità offerta dalla campagna elettorale.
A destra "Casapound", che nel 2013 aveva conquistato poco più di 400 preferenze (Andrea Ladu per Montecitorio, 443 voti, lo 0,61 per cento e Vilma Margaria per Palazzo Madama, 424 voti, lo 0,64 per cento) propone il coordinatore regionale Lorenzo Aiello per la Camera e Sonny Perino per il Senato, mentre la Lega, che ha perso il "Nord" anche in Valle d'Aosta, propone la coppia già promossa sui social come "Luca e Paolo", vale a dire l'architetto Luca Distort alla Camera e l'avvocato Paolo Sammaritani per il Senato: nel 2013 i candidati erano rispettivamente stati l'attuale consigliera comunale Nicoletta Spelgatti (2.384 voti, il 3,29 per cento) e Sandra Maria Cane (2.608 voti, il 3,93 per cento).
Forza Italia, che non aveva partecipato alle politiche del 2013, ci sarà e farà un accordo con il neonato movimento "Nuova Valle d'Aosta" di Luigi Nardi, oltre che con "Fratelli d'Italia", del redivivo Alberto Zucchi, che ha concluso la sua militanza nella Lega. I candidati sono Edoardo Melgara, commerciante di Courmayeur, cognato del coordinatore regionale di Forza Italia Massimo Lattanzi, alla Camera e l'avvocato aostano Orlando Navarra al Senato: entrambi potrebbero, ipoteticamente raccogliere l'elettorato che, cinque anni fa aveva votato, "La Destra" (con Paolo Dalbard candidato solo al Senato, 2.014 voti, il 3,03 per cento), "Fratelli d'Italia" (con Giorgia Meloni candidata solo alla Camera, 3.051 voti, il 4,21 per cento), l'"Unione di Centro" (con Luca Bringhen alla Camera, 1.355 voti, l'1,87 per cento e Luigi Bracci al Senato, 1.594 voti, il 2,40 per cento) e la lista "Fare per fermare il declino" (con Fabrizio Buillet alla Camera, 748 voti, l'1,03 per cento ed Enrico Martial al Senato, 814 voti, l'1,23 per cento), per una percentuale complessiva che comunque non arriva all'otto per cento.

"Potere al Popolo" cerca il dialogo e candida Rappazzo e Glarey. Buona parte dell'eterogenea galassia della sinistra (che cinque anni fa si era alleata con il Partito Democratico e quindi era compresa nei voti della coalizione "Autonomie Liberté Democratie") si è ritrovata nella lista di "Potere al Popolo", che candida Francesco "Frank" Rappazzo, dipendente di una cooperativa sociale, alla Camera, ed Alexandre "Alex" Glarey, segretario comunale, al Senato e si propone "all'elettorato progressista valdostano - si legge in una nota - per chi non si sente rappresentato dalla deriva liberista del PD e dal malgoverno unionista, nelle sue varie declinazioni".
"Potere al Popolo" ha chiesto il supporto di "Rete democratica" (il gruppo degli ex "Verdi alternativi", fuoriusciti da Alpe e che si sono proposti, inascoltati dagli altri movimenti, come fulcro per l'ennesimo "nuovo" progetto politico progressista, che vede al timone esponenti storici della sinistra come Elio Riccarand e Carlo Curtaz) che a sua volta ha creato la lista "Risposta civica": "riteniamo che, se riuniti, potremmo far sentire, con una forte voce comune, le nostre giuste ragioni - continua la nota di "Potere al Popolo" - pertanto vi chiediamo di sostenere le nostre candidature che hanno una visione di respiro nazionale e, al contempo, di riunirci attorno ad un tavolo per preparare sin d'ora una forza unica, chiaramente alternativa all'attuale sistema di potere, per le successive elezioni regionali. Siamo certi che, così agendo, le persone che in Valle d'Aosta vogliono il cambiamento potranno avere un riferimento chiaro e forte che le possa rappresentare e forse, per davvero, il cambiamento tanto desiderato potrà giungere ad un reale compimento".

"Risposta civica" perde uno dei fondatori dopo la mancata candidatura. L'appello di "Potere al popolo" è rimasto inascolato e lunedì 22 gennaio sono stati presentati il simbolo (che furbescamente riporta la scritta "Vallée d'Aoste") ed i candidati di "Risposta civica", che sono Chiara Minelli, insegnante a Pont-Saint-Martin per la Camera e Fabio Protasoni, dipendente di un patronato "Acli" a Torino, per il Senato. I due saranno supportati da due "saggi" (mai eletti però), rispettivamente l'assicuratore Dario Carmassi e l'insegnante in pensione Maria Pia Simonetti.
Dal gruppo si è sfilato uno dei fondatori, Giovan Battista De Gattis, segretario regionale dell'associazione "CittadinanzaAttiva" (già fondatore, sei anni fa, del "Movimento Cinque Stelle" in Valle d'Aosta, che aveva poi polemicamente abbandonato), che ha lasciato il progetto dopo la mancata approvazione della sua candidatura: «in qualità di cittadino e di rappresentante di un movimento politico di partecipazione civica che compie quest'anno quarant'anni - ha scritto sabato 20 gennaio sul blog di "CittadinanzAttiva", annunciando successivamente la sua auto-sospensione dal ruolo nell'associazione - ritengo opportuno fare un passo indietro invitando i nostri aderenti e simpatizzanti a fare lo stesso. La decisione è maturata dopo aver partecipato alla prima assemblea del progetto civico ed essermi confrontato con diverse persone a cui non risulta chiaro, tra le altre cose, come una commissione ristretta possa individuare i "migliori" candidati in assenza di criteri di selezione».

"L'altra Valle d'Aosta" si offende per due candidature maschili, ma lascia aperto uno spiraglio. Ufficialmente anche "L'altra Valle d'Aosta", non supporterà "Potere al Popolo": «abbiamo lavorato, in Valle d'Aosta, affinché il progetto unitario del Brancaccio andasse in porto - ha commentato Carola Carpinello, consigliera comunale ad Aosta - così non è stato, a causa di errori, ingenuità e boicottaggi di alcuni partiti, sono nate due liste: "Liberi e Uguali" e "Potere al Popolo". Proprio perché il nostro obiettivo rimane un altro, non aderiamo, ferma restando la libera scelta individuale di ciascuno sul piano dell'attivismo e dell'elettorato, a nessuna delle due liste. Quanto all'esperienza valdostana, da poco avviata, di "Potere al Popolo", dovrebbe far riflettere la difficoltà ad individuare candidate, che ha "costretto" gli stimati Alex Glarey e Frank Rappazzo a farsi portabandiera e candidati di una lista tutta al maschile: ciò a dimostrazione che anche nei movimenti e nei partiti che si dichiarano femministi sono ancora da migliorare le prassi di confronto "dal basso" e di coinvolgimento effettivo delle realtà che si vorrebbero giustamente rappresentare».
«E' con questo approccio che, senza far mancare il nostro appoggio per la raccolta delle firme necessarie a "Potere al Popolo" per potersi presentare alle elezioni, ci confronteremo sulle proposte di questa nuova lista - conclude la Carpinello, lasciando così aperto uno spiraglio di collaborazione per le prossime elezioni regionali - convinti di costruire, dopo il 4 marzo, un fronte sociale più ampio e più inclusivo che va oltre gli appuntamenti elettorali».

Spuntano, a sorpresa, le candidatura di "Partito Valore Umano" e "Destre Unite Forconi". Subito dopo gli annunci delle candidature sono partite le raccolte firme da parte dei movimenti non rappresentati in Parlamento, come "Casapound", "Potere al Popolo" e "Risposta civica": per renderle valide, i rappresentanti delle liste hanno raccolto ed autenticato tra le trecento e le seicento firme. Le candidature sono poi state ufficialmente presentate alla Cancelleria del Tribunale di Aosta tra domenica 28 e lunedì 29 gennaio: domenica, i primi a presentarsi sono stati quelli di "Casapound", seguiti dal "Movimento Cinque Stelle", quindi dalla lista "Vallée d'Aoste" e, in tarda serata, dalla Lega.
Prima di quest'ultimi, verso le 19, è stata depositata la candidatura di Anita Prezzavento, dirigente medico dell'Azienda Usl, per la Camera, e di Daniela Glarey, operatore sanitario-sociale, per il Senato, per la lista del "Partito Valore Umano", costituito lo scorso novembre, che sostiene l'ideologia del "Comitato organizzatore etico mondo migliore - Coemm" con l'obiettivo di creare "uno Stato solidale ed etico per abbattere le povertà, le disuguaglianze sociali assicurando un medesimo punto di partenza a tutti i cittadini affinché si possa far emergere il talento di tutti".
Nella mattinata di lunedì hanno depositato le candidature e le firme le liste di "Potere al Popolo" e di "Risposta Civica", mentre nel pomeriggio è stata la volta della coalizione tra Forza Italia, "Fratelli d'Italia" e "Nuova Valle d'Aosta" e quindi, per ultima la lista "Per tutti, pour tous, pe tcheut", che ha presentato seicento firme, segno che, evidentemente, il deputato uscente, Rudi Marguerettaz, non ne ha sottoscritto l'appartenenza.
Nella serata di domenica 28 gennaio ha provato a presentare una candidatura in Valle d'Aosta anche la lista "Destre Unite Forconi", ispirata dal movimento di estrema destra "Forza Nuova", con il finanziere di origine laziale, in servizio ad Aosta Federico Grispigni, ma le firme a supporto sono state meno di trecento e quindi la lista non è stata accettata.

ultimo aggiornamento: 
Martedì 30 Gennaio '18, h.13.10

Commenta..

Scrivi qui sopra il tuo commento alla notizia.

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il commento non venga inviato da procedure automatizzate
CAPTCHA con immagine

Inserire i caratteri mostrati nell'immagine.