Situazione critica al Casinò: «dobbiamo versare soldi, la crisi di liquidità non ci lascia molto tempo» dice Rollandin e la Giunta approva il progetto di legge che trasferisce quasi 44 milioni

Angelo Musumarra

«I prossimi passi saranno conseguenti agli indirizzi emersi dalla Commissione, che presentano una serie di opzioni, ma la prima cosa che noi dobbiamo fare è restituire i fondi alla "Casinò SpA" legati alla legge 49 ed alla puntale realizzazione delle opere che sono state realizzate». Così il presidente della Regione, Augusto Rollandin, che ha ripreso in mano la delega sulla Casa da gioco valdostana, ha commentato, nella mattinata di venerdì 20 gennaio, il documento realizzato dalla seconda Commissione permanente del Consiglio Valle dopo le riunioni monotematiche in seguito all'approvazione, da parte dell'Assemblea regionale, lo scorso 14 dicembre, di uno specifico ordine del giorno.

«La crisi di liquidità non ci lascia molto tempo». «Voglio ricordare che questi fondi non sono stati liquidati come era previsto dalla legge - ha aggiunto Rollandin - perché non avevamo i soldi e perché c'era il "Patto di stabilità" che ce lo impediva. Adesso noi dobbiamo fare quest'azione che è, tra l'altro, prevista dalla relazione finale della seconda Commissione. Infatti la crisi di liquidità non ci lascia molto tempo, è una cosa abbastanza urgente e poi bisognerà fare le scelte necessarie. Se si vuole rilanciare il Casinò e se si va verso l'opzione della privatizzazione bisogna pensare di organizzare un bando e quindi di attivare i meccanismi che ci permettano di arrivare fino a questo, altrimenti bisogna trovare qualche esperto, semmai ci sia, che possa darci delle indicazioni sulle azioni da portare avanti per prevedere un numero maggiore di clienti a vario livello. La gamma di operazioni e l'utenza stanno cambiando, i grandi giocatori sono sempre più ridotti, il discorso del gioco è ormai limitato alle "slot machine", che sono le uniche che tengono ed infatti i bar ne sono pieni e questo non credo che abbia bisogno di altri commenti».

Approvata la proposta per versare quasi 44 milioni di euro alla Casa da Gioco.  Nel tardo pomeriggio della stessa giornata, mentre il presidente della Regione è a Parigi per la "Rencontre avec les Présidents des Sociétés des Emigrés valdôtains", l'Ufficio stampa della Giunta regionale ha poi reso noto che l'Esecutivo "ha depositato il progetto di legge per la "Casinò de la Vallée SpA", un documento che tiene conto delle conclusioni finali della Commissione consiliare competente, di modo che tutte le forze politiche possano esprimere le proprie considerazioni a riguardo".
Questa proposta di legge, realizzata a tempo di record dalla fine dei lavori della seconda Commissione, non è stata però inserita nell'elenco delle deliberazioni che viene reso noto, secondo le normative sulla trasparenza amministrativa, durante la consueta conferenza stampa del venerdì del presidente Rollandin ma, da quanto è trapelato, prevede "per il finanziamento degli oneri e degli investimenti, tenuto contro del trasferimento già disposto per 60 milioni di euro a titolo di aumento di capitale con deliberazione del Consiglio regionale numero 823 del 23 ottobre 2014, la Giunta regionale è autorizzata, per l'anno 2017, ad effettuare un trasferimento straordinario in conto capitale fino alla concorrenza massima di 43.773.670 euro".

«L'Union Valdôtaine non ha votato il documento della Commissione». «E' preoccupante l'arroganza con la quale il presidente della Regione voleva imporre alla Giunta, come se nulla fosse, il disegno di legge sui 43 milioni di euro da versare nelle casse della Casa da gioco - hanno commentato, in una nota congiunta, i consiglieri regionali di minoranza, Albert Chatrian, capogruppo di Alpe ed Elso Gerandin - è la stessa arroganza con la quale sono state gestite tutte le scelte imprenditoriali, manageriali, dirigenziali, occupazionali della Casa da gioco, aggirando le regole alla base della gestione delle risorse pubbliche, chiamando "ristoro" prima e "restituzione" poi il ripianamento di perdite d'esercizio. E' poi alquanto preoccupante che il documento finale della seconda Commissione consiliare sulla situazione di crisi del Casinò di Saint-Vincent sia stato approvato da tutte le forze politiche salvo che dall'Union Valdôtaine, forse l'UV si sente troppo coinvolta su scelte irresponsabili legate a investimenti e manager poco attendibili? O forse ha semplicemente timore che si faccia chiarezza sui metodi di aggiudicazione dei lavori e delle forniture o sulle imposte anticipate iscritte a bilancio per mascherare le effettive perdite d'esercizio? Oppure c'è tanta preoccupazione per la ricapitalizzazione da sessanta milioni del 2014 sulla base di un piano aziendale di due paginette che si è dimostrato del tutto inattendibile in questi anni?».

«Sulla trasparenza e sull'utilizzo del denaro pubblico non si può più scherzare». «Con questi atti mancati, finalmente potremo scoprire chi, all'interno della maggioranza e dell'Union Valdôtaine in particolare, abbia finalmente capito che è giunta l'ora di voltare pagina - hanno proseguito i due consiglieri regionali di opposizione - sulla trasparenza e sull'utilizzo del denaro pubblico non si può più scherzare, il Casinò è un problema ma non è l'unico in Valle: chi ha gestito le scelte politiche in questi anni ha usato due pesi e due misure, quando si è trattato di Casinò, ha mentito sapendo di mentire, l'importante era mantenere il "giocattolino" in mano a chi ha pilotato la politica valdostana degli ultimi anni, in primis il presidente della Regione e poi tutti i suoi principali collaboratori. E' questo il momento di scegliere da che parte stare: basta con lo spreco di denaro pubblico, basta chiedere sacrifici ai valdostani».

«Perplessità su un finanziamento senza finalità». «Sul Casinò la nostra posizione è nota da tempo - ha poi aggiunto Laurent Viérin, assessore regionale alla sanità, che ha preso le distanze dalla scelta dell'Esecutivo - e questa mattina in Giunta non ho fatto che ribadire le nostre perplessità nel finanziare ulteriormente con 43 milioni di euro, oltre ai sessanta già dati nel 2014, per un totale di 103 milioni, senza avere ben chiaro un Piano di sviluppo e di rilancio della Casa da gioco e l'eventuale idea di gestione privatistica a cui bisogna, secondo noi, lavorare assieme a misure concrete per arrivarci. Il problema ora non è il poco tempo a disposizione o l'improvvisa urgenza, ma capire cosa si farà per risolvere la situazione e quali azioni saranno messe in campo, al di là di un finanziamento senza finalità, e chiedersi soprattutto anche cosa si sia fatto finora per affrontare realmente una crisi che dura da anni senza un chiaro disegno di indirizzo di rilancio effettivo ed una serie di scelte sbagliate che oggi emergono in tutta la loro gravità».

Ultimo aggiornamento: 
Venerdì 20 Gennaio '17, h.18.10

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