Quattordici Enti pubblici firmano un protocollo investigativo per la prevenzione ed il contrasto alla violenza in ambito familiare

redazione 12vda.it
Carlo Introvigne e Nicoletta Spelgatti

Sono stati quattordici Enti pubblici a siglare, nel pomeriggio di martedì 31 luglio, nella "Sala di Piazza" dell'Accademia di Sant'Anselmo, sede della polizia giudiziaria della Procura della Repubblica, il "Protocollo d'intesa per la prevenzione e il contrasto delle violenze nei confronti della persona e della comunità familiare", promosso dal Dipartimento d'indagine per la persona e la comunità familiare della Procura della Repubblica, guidato dal sostituto procuratore Carlo Introvigne.
Il protocollo nasce a causa della "necessità di un'attività sinergica di prevenzione e contrasto", si legge nelle premesse, ed ha "lo scopo di promuovere un'azione sinergica ed un più intenso scambio informativo fra le istituzioni sul territorio della Valle d'Aosta, per la prevenzione ed il contrasto della violenza nei confronti dei soggetti vulnerabili".



"Per atti di violenza si intendono tutti quegli atti - continua il documento - che determinano o sono suscettibili di provocare un danno fisico, sessuale, psicologico o economico o una sofferenza, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata. Particolare attenzione sarà posta alla violenza contro la comunità familiare, cioè a tutti gli atti violenti che si verificano all'interno del nucleo familiare o comunque tra persone che siano o siano state legate da un rapporto di sangue o affettivo, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima".

A firmare il protocollo sono stati la Presidenza della Regione autonoma Valle d'Aosta, anche nell'ambito delle attribuzioni prefettizie spettanti al presidente della Regione, la Presidenza del Tribunale di Aosta, l'Ordine degli avvocati di Aosta, la Procura della Repubblica di Aosta, la Questura di Aosta, il Comando Gruppo Valle d'Aosta dei Carabinieri, il Comando regionale della Valle d'Aosta della Guardia di Finanza, il Comando del Corpo forestale della Valle d'Aosta, i servizi sociali della Regione, l'Azienda Usl, la Sovrintendenza agli studi, l'Ufficio della consigliera di parità, il "Centro antiviolenza" di Aosta e l'Ordine regionale dei giornalisti: "al fine di contrastare una rappresentazione banalizzante delle condotte violente - si legge ancora nel protocollo - sarà importante la collaborazione dell'Ordine dei giornalisti che, esercitando una propria competenza istituzionale, vigila sul rispetto di quanto previsto dai codici deontologici".
"La violenza in tutte le sue forme rappresenta sempre una violazione di diritti fondamentali e una forma di discriminazione - ribadisce il documento - eppure essa è più subdola e odiosa allor quando è rivolta nei confronti della parte più vulnerabile di un rapporto, per sesso, condizione, età o infermità".

ultimo aggiornamento: 
Martedì 31 Luglio '18, h.16.15

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