Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Quattro alpinisti italiani salvati, nella notte, dopo che erano rimasti bloccati a 2.600 metri di quota

comunicato stampa
Una fase dei soccorsi

Quattro alpinisti italiani sono stati salvati, nella notte tra sabato 21 e domenica 22 settembre, dalle guide del "Soccorso alpino" valdostano e della Guardia di Finanza, dopo essere rimasti bloccati nella zona della "Punta Pousset", a 2.600 metri, a Cogne.

La chiamata al "Soccorso alpino" valdostano è arrivata alle ore 20.47. Il gruppo ha riferito di trovarsi in parete e di essere in difficoltà e, dopo aver effettuato alcune calate in "corda doppia", hanno ammesso di non riuscire più a proseguire. I quattro hanno evidenziato anche di non avere necessità di intervento sanitario e di essere bene equipaggiati per la permanenza a basse temperature, seppur non per il bivacco in parete. Una squadra via terra composta da cinque guide del "Soccorso alpino" valdostano, da tre soccorritori della Guardia di Finanza e da due volontari, dopo una riunione con il vice capostazione del "Soccorso alpino" di Cogne Rodolfo Borney, è partita dalla frazione Cretes, per raggiungere i piani del Pusset ed alle ore 2.15 ha raggiunto gli alpinisti alla base della parete rocciosa su cui erano bloccati.

Dopo aver cambiato assetto ed essersi legati, i soccorritori hanno proceduto alla ricerca di un passaggio per raggiungere il gruppo di alpinisti bloccati. Dopo cento metri di "corda corta" le difficoltà più sostenute hanno richiesto un cambio di progressione e si è quindi passati alla salita inserendo protezioni veloci "friend" (un attrezzo meccanico a camme mobili che viene utilizzato come mezzo di assicurazione o progressione durante l'ascensione di una parete di roccia) e chiodi da roccia. Raggiunto il gruppo sono quindi iniziate le calate di soccorso su chiodi, spuntoni e "friend". La tipologia di terreno non ha consentito sempre la calata in autonomia e quindi si sono effettuate calate e traversi assicurati. Le soste di calate e progressione, vista la tipologia di roccia, sono state svolte con chiodi da roccia, "friend" e spuntoni. L'operazione in parete si è conclusa alle ore 4.30: gli alpinisti, che non hanno avuto nessuna necessità sanitaria, sono stati quindi accompagnati dai soccorritori ed hanno raggiunto le frazioni di fondovalle alle ore 6.30.

L'urgenza dell'operazione di recupero è stata dettata dalla difficoltà oggettiva in cui si trovava il gruppo di alpinisti e per il fatto che le previsioni meteorologiche per la giornata di domenica presentavano condizioni avverse con la possibilità di non utilizzare l'elicottero.