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Scontro sul disegno di legge sul lupo tra Daria Pulz ed Albert Chatrian: «accuse senza senso, banalizza gli atti a prescindere»

comunicato stampa
Albert Chatrian in Consiglio Valle

«Accodarsi a Trento e Bolzano, come proposto con il disegno di legge regionale riguardante il lupo è profondamente sbagliato. Non perché si rivendichino, in termini generali, competenze che spettano statutariamente alla Regione, ma perché, in concreto, quelle competenze vengono brandite, come già accaduto a Trento e Bolzano, per nascondere l'incapacità, o peggio ancora per ribadire la mancanza di volontà di affrontare seriamente la questione, preferendo alla ragionevolezza il populistico appello ai pallettoni».

E quanto ha commentato la consigliera di "Adu VdA" Daria Pulz in merito al disegno di legge che contiene misure di prevenzione e di intervento concernenti la specie lupo, attualmente all'esame della terza Commissione consiliare "Assetto del territorio": «la realtà è che, anziché partire, come vuole la normativa europea, da un piano di azione che eviti gli abbattimenti - ha aggiunto la consigliera Pulz -, si pretende, anche qui in Valle d'Aosta, di partire dagli abbattimenti, dalla maschia affermazione del potere di disporli. Un'assurdità, contraria alla normativa di tutela, che impone la preservazione della specie protetta. Una contraddizione che, in concreto, renderebbe illegittima, qualora disposta, qualsiasi deroga al divieto di abbattimento».

La consigliera ha ricordato che «come ci dice la Corte costituzionale con la sentenza numero 215 del 2019, che ha salvato le leggi provinciali di Trento e Bolzano, solo sotto il profilo della competenza, senza entrare nel merito delle scelte, non si può sparare al lupo, mai l'ISPRA potrebbe consentirlo, se non si dimostra di aver fatto tutto il possibile per evitarlo. La sentenza evidenzia che il bilanciamento della protezione del lupo, che la direttiva considera centrale, con le esigenze di tutela del suolo, del patrimonio zootecnico e delle produzioni agricole implica che si individuino, prioritariamente, "soluzioni valide" che consentano di affrontare la questione senza dover giungere agli abbattimenti. Il punto quindi è: che cosa si è fatto per individuare e mettere in pratica queste soluzioni? Il mondo scientifico le propone da tempo, ma la politica, troppo interessata a lanciare messaggi propagandistici agli allevatori, continua a non prenderle seriamente in considerazione».

«Bolzano, addirittura - ha proseguito la Pulz - queste soluzioni compatibili con la tutela del lupo le contesta apertamente, mettendo in discussione lo stesso progetto "Life Wolf Alps". E preferisce scrivere una legge in cui, al di là della questione relativa alla competenza, si evocano scorciatoie che, se dovessero essere realmente percorse, rischierebbero di aggravare la situazione. Altro che garanzia di un sostanziale bilanciamento degli interessi: il tentativo di forzare gli equilibri è chiaro, anche se probabilmente velleitario, visto il ruolo di garanzia dell'Ispra».

«E siccome in Valle d'Aosta non si è fatto e si continua a non fare abbastanza per evitarlo - ha sottolineato Daria Pulz - l'invocazione per via legislativa di un potere di deroga al divieto di abbattimento è pura, semplice, inutile, ma pur sempre dannosa demagogia».

La consigliera Pulz ha concluso: «si ritiri, quindi, il disegno di legge numero 40 e ci si metta a ragionare seriamente su un piano di interventi lungimiranti e coerenti con la normativa europea di tutela e con le proposte della comunità scientifica, che ritiene gli abbattimenti una assurdità. Si smetta, poi, di copiare tutto ciò che, non sempre meritoriamente, si fa in Trentino-Alto Adige. Riponendo il fucile in soffitta, si può ancora provare a scrivere una legge coraggiosa e innovativa, che sappia individuare soluzioni all'altezza della situazione».

Albert Chatrian, assessore regionale all'ambiente, risorse naturali e Corpo forestale ha risposto alle critiche, difendendo l'articolato e il lavoro che ha preceduto la stesura del testo all'esame della terza Commissione consiliare: «stupisce cogliere la superficialità delle dichiarazioni della consigliera Pulz su una tematica che è facile cavalcare in maniera demagogica - ha dichiarato l'assessore Chatrian - dichiarazioni che risultano fuori strada, poiché il disegno di legge prende in considerazione le preoccupazioni di tutte le parti in qualche modo interessate al ritorno della specie lupo in Valle d'Aosta e fornisce soluzioni idonee ad affrontare con serietà e concretezza la questione. Come ben evidenziato nel testo del disegno di legge, l'abbattimento è l'estrema ratio, e solo nei confronti di una specifica tipologia di esemplari, definiti "lupi confidenti", poiché noi siamo i primi a credere nel mantenimento della biodiversità e nell'importanza di tutelare la specie».

Con il disegno di legge numero 40 anche la Valle d'Aosta viene data attuazione alla direttiva europea "Habitat" che consente, a determinate condizioni, di autorizzare, nell'ambito del più ampio controllo della fauna selvatica e per motivi di rilevante interesse pubblico, le deroghe al divieto di abbattimento delle specie protette qual è il lupo, nella prospettiva, riconosciuta anche dalla normativa statale, di un bilanciamento della protezione di tali specie con le esigenze di tutela del patrimonio zootecnico e delle produzioni agricole. Sulle analoghe iniziative legislative assunte dalla Province autonome di Bolzano e Trento si è già pronunciata la Corte Costituzionale, sancendone di fatto la legittimità costituzionale.

«Alla luce di questa sentenza - ha aggiunto Chatrian - il nostro disegno di legge, adottato in esplicita attuazione dell' articolo 16 della direttiva "Habitat", può dunque ritenersi legittimo, in quanto riconducibile alle più ampie e differenziate competenze legislative primarie della Regione. Di fronte all'apprezzabile e fruttuoso lavoro svolto dai dirigenti e dal personale del Dipartimento risorse naturali e Corpo forestale e dei servizi veterinari, in stretto raccordo con le associazioni del mondo agricolo e il "Consorzio degli Enti locali", per individuare le migliori strategie da porre in essere per prevenire le predazioni, di fronte alla scelta di aderire come Regione al progetto "Life Wolfalps" con l'intento di agevolare la convivenza dell'uomo con il lupo, la consigliera Pulz, non trovando argomenti concreti, non sa far altro che accusarci di incapacità e di mancanza di volontà di affrontare seriamente la questione».

«E' palesemente un'accusa senza senso, che rimando al mittente - ha ribadito l'assessore - se la consigliera conosce così a fondo la materia, invece di banalizzare il contenuto degli atti a prescindere dal loro contenuto, porti in Consiglio o in Commissione le sue proposte, supportate dal mondo scientifico a cui fa riferimento. Saremo ben lieti di ascoltarla ed eventualmente integrare gli atti già assunti».

«La reazione scomposta con cui l'assessore Chatrian ha risposto alle mie critiche sul nuovo disegno di legge rivelano, ancora una volta, lo stato di pressapochismo e confusione che guidano anche la propaganda sul "problema" lupo. Non è bon ton ridicolizzare l'avversario, soprattutto se si esprime solo dopo essersi ben documentato, nell'ottica di una sana e vivace dialettica politica». Così la consigliera Daria Pulz ribatte all'assessore all'ambiente e risorse naturali sul tema della specie lupo.
«Chi oggi accusa "Adu VdA" di demagogia è, in realtà, il primo a cavalcare in senso allarmistico una problematica che necessita di un approccio informato, razionale e rispettoso degli equilibri della fragile natura delle nostre valli - prosegue la Pulz - aver pedissequamente copiato una legge delle Province autonome di Trento e Bolzano non fa dell'Esecutivo un vero interprete degli interessi locali, ma rivela il disperato tentativo di individuare altrove un salvagente politico, mentre di fatto si annaspa nell'incertezza cadendo nel populismo. La Valle d'Aosta, come spesso accade in ragione della sua specificità, ha l'occasione di proporre modelli alternativi per fronteggiare il problema nel pieno rispetto dell'ambiente, da una parte, e delle giuste preoccupazioni degli allevatori, dall'altra. La politica deve impegnarsi seguendo l'unica rotta possibile: l'armonizzazione di diversi interessi e finalità; al di fuori di tale condotta, tutto si risolve nella solita propaganda».

«L'Assessore stia tranquillo - specifica Daria Pulz - forniremo soluzioni e proposte supportate dal mondo scientifico, se la Commissione consiliare non tenterà di fare censura, come già successo su altri temi, e audirà gli esperti che a breve proporremo. La squadra di "Adu VdA" si esprime, infatti, solo dopo aver studiato a fondo le questioni che via via si impongono nel dibattito politico: ritiene che un confronto serio e senza preconcetti con il mondo della ricerca scientifica permetterebbe alla politica di uscire dal labirinto autoreferenziale in cui ama rinchiudersi, per trovare finalmente soluzioni pensate, giuste e aperte. Il piano ministeriale sul lupo prevede azioni preventive assai valide che, poiché funzionano, escludono l'abbattimento. La maggioranza delle regioni, come Piemonte, Liguria, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Campania e Puglia, lo sostengono e si sono già schierate a favore del lupo, una specie tanto discriminata quanto simbolica e preziosa per il nostro Paese. Purtroppo la Valle d'Aosta, come Bolzano, ha scelto la facile soluzione del fucile, quando invece anche noi dovremmo preoccuparci di approvare e declinare quel piano secondo le nostre peculiarità, non di sconfessarlo».

«Queste sono le posizioni in campo. L'assessore ha scelto da che parte stare. Noi anche - conclude la consigliera Pulz - l'assessore difenda la sua posizione se davvero ritiene che sia la migliore, in questo complesso di inferiorità nei confronti di Bolzano da cui è difficile liberarsi. Noi difendiamo la nostra».