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Sotto controllo il lago effimero "Gran Crou" a Cogne, per evitare i danni che aveva provocato nel 2016: svuotati quasi 86mila metri cubi d'acqua

redazione 12vda.it
Il lago effimero 'Gran Crou' a Cogne, nella Valnontey

Verrà parzialmente svuotato, per abbassarne il livello, il lago effimero "Grand Crou" di Cogne, nella Valnontey a 2.700 metri di quota: l'invaso, glaciale, si è formato improvvisamente nel 2000 ed il 16 agosto 2016 aveva richiesto un intervento della "Protezione civile" perché, ha raccontato il direttore Pio Porretta «si era svuotato in soli otto minuti, richiedendo il soccorso per una trentina di persone».
Infatti l'acqua, defluita di colpo, aveva provocato la piena del torrente di Valnontey: «i tempi erano stati rapidissimi - ha aggiunto Porretta - se la situazione si ripresentasse non ci sarebbero i tempi tecnici per attuare un piano di "Protezione civile". Abbiamo quindi deciso di procedere allo svuotamento programmato di cinque metri».

I lavori hanno previsto l'azione combinata di più motopompe, per permettere a regime lo smaltimento tra sette e novemila metri cubi al giorno: «con la "Fondazione montagna sicura" -  ha sottolineato Elso Gerandin, assessore regionale all'agricoltura ed ambiente - abbiamo avviato una serie di azioni preventive. Tra gli approcci, che speriamo possano essere definitivi, c'è il posizionamento di un sifone per uno scarico in continuo del lago, lo scavo di un canale sulla parete in ghiaccio, oppure lo scavo di un canale di scarico sulla sponda. E' anche un test dell'azione della "Protezione civile", dato che il periodo delicato cade in piena estate e in stagione turistica».
 


«La "Fondazione montagna sicura" è sempre più il nostro braccio operativo - ha confermato Stefano Borrello, assessore regionale ai lavori pubblici - per la Valle d'Aosta è un fiore all'occhiello per il suo approccio scientifico. Questo evento è fondamentale per la completezza con cui si pone».

In tre giorni, dal 16 al 19 luglio sono stati quindi rimossi, con l'utilizzo di dieci motopompe, circa 16mila metri cubi d'acqua che hanno provocato l'abbassamento del livello del lago di circa 65 centimetri: le operazioni sono poi proseguite arrivando allo svuotamento compressivo di 85.900 metri cubi d'acqua. Nella giornata di lunedì 20 agosto si è quindi svolta, nella sede della "Protezione civile", una riunione tra i responsabili degli Enti coinvolti con i dirigenti della "Protezione civile" nazionale: Valerio Segor, dirigente del Dipartimento programmazione, risorse idriche e territorio dell'Assessorato delle opere pubbliche ha illustrato gli interventi ed è stata quindi discussa la possibilità di un intervento più radicale, consistente nella realizzazione di canale di scarico sulla parete ovest del lago, una soluzione che necessita però dell'impiego di mezzi importanti, con evidenti problemi logistici per il trasporto in loco.

ultimo aggiornamento: 
Lunedì 20 Agosto '18, h.18.05