Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Accomunate dalle iniziali le due valdostane che sono a Rio de Janeiro per i Giochi Olimpici: la maratoneta Cathérine Bertone e la triatleta Charlotte Bonin

Elena Meynet
Cathérine Bertone con Lyana Calvesi

Campionessa italiana in carica di maratona fin da aprile, Cathérine Bertone ha ricevuto solo il 14 luglio la convocazione per i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro: «non me l'aspettavo - racconta a 12vda prima di partire per il Brasile - diciamo che è una cosa che era per aria da quando ho fatto il tempo di 2h30'19" a Rotterdam (il minimo di qualificazione era di 2h45'00", n.d.r.), però mi hanno tenuto in sospeso fino all'ultimo minuto, nel senso che aspettavo una ulteriore conferma a luglio, che per fortuna è arrivata».

Mamma francese, papà torinese che lavorava per la sezione estera della "Fiat", la Bertone è nata 44 anni fa a Bursa, in Turchia ed ha trascorso l’infanzia con la famiglia a Belo Horizonte, proprio in Brasile, tornando in Italia quando aveva otto anni. La laurea in medicina a Torino, poi la specializzazione in malattie infettive ed una tesi preparata a Parigi, l'hanno condotta a lavorare nel primo soccorso pediatrico all'ospedale di Aosta e ad allenarsi nella "Atletica Sandro Calvesi". In Valle d'Aosta è arrivata con il marito, conosciuto a Biella: anche lui sportivo, podista, Gabriele Beltrami è il suo primo fan, poi viene il suo coach Roberto Rastello.

La professione di medico e mamma la portano a sfruttare ogni minuto della giornata, tanto che in casa non c'è neppure il televisore: «non siamo tanto tecnologici e c'è poco tempo - confida - sono priorità: se sono con qualcuno in quel momento, in primis le figlie, non sto a rispondere al telefono, già al lavoro sono spesso al telefono per consulenze. Per il televisore, ce lo faremo prestare da qualcuno, a casa ci si organizza cercando di seguire le esigenze di tutti, non solo le mie. Però può capitare che mi trovi a stendere il bucato alle undici di sera, oppure di allenarmi alle sei del mattino».

Sono ritmi serrati, quelli della vita di Cathérine: «per il "jet lag" non ci sarà problema ed in genere non c'è stato - aggiunge - ho già fatto una gara in America in cui ho sopportato un "jet lag" molto maggiore, mi sembra di dodici ore, perché con il fatto che faccio le notti sono sempre sfasata, non è che non so che ore siano ma se devo dormire dormo, alle quattro del pomeriggio come alle dieci del mattino o alle tre di notte. Dal quel lato non mi spaventa tanto. Per il resto cerco di partire abbastanza carica di allenamenti in modo da potermi poi rilassare bene laggiù e non sentire troppo la tensione».

Cathérine è comunque partita stanca, per tutte le incombenze che ha dovuto assolvere ma anche per non pensare troppo: «adesso sono in ferie, le ho chieste dal 1° al 15 di luglio - precisa - poi in realtà, facendo i turni, sono riuscita anche a cumularne un po'. Certo, parto stanca, anche perché è abbastanza inevitabile, dato che devo cercare di preparare un po' le mie cose e gestire quelle di famiglia, anche se poi c'è mio marito che rimane qui con le bimbe, per cui spero di riposarmi quando sono là, prima della gara. Avremo poi ancora una settimana di tempo prima della gara (prevista per domenica 14 agosto, n.d.r.) e ne approfitterò sia per l'adattamento sia per dormire».

«Certo poteva esserci l'ostacolo "età", a parità di risultato tra un'atleta quarantenne ed una trentenne - ha scritto sul suo blog Lyana Calvesi, presidente della "Atletica Calvesi", quando ha saputo della convocazione, organizzando una vera e propria festa alla "sua" atleta in occasione del dodicesimo "Trofeo Sandro Calvesi" - ma Catherine era la campionessa italiana in carica della maratona e ad aprile aveva ottenuto 2h30, un risultato che da due anni, in Italia, nessuna maratoneta italiana otteneva. Qualche motivo per poterci credere esisteva. L'atletica, nel momento in cui hai a che fare con persone come Catherine, è ancora più bella. Grazie a quelli che hanno creduto in lei e che hanno dato forza e voce alla sua convocazione».

«L'Atletica Calvesi per la prima volta avrà una sua atleta alle Olimpiadi - ricorda ancora Lyana Calvesi, figlia di Gabre Gabric e moglie di Eddy Ottoz, atleti che hanno partecipato entrambi ai Giochi Olimpici - prima di Catherine anche la grande Roberta Brunet, seguita da Ornella Pompei, era cresciuta in questa società che allora si chiamava "Atletica femminile Aosta", ma alle Olimpiadi era andata come "Gruppo Forestale". Conto sul tifo dei valdostani, non solo degli appassionati di atletica, ma proprio di tutti gli sportivi e non».
Intanto, fra una parola e l'altra, Cathérine confida il segreto della sua determinazione: «la concentrazione - sottolinea - è una cosa che mi prefiggo anche nei giorni che stanno per venire, per cercare di contenere il più possibile le emozioni che saranno grandissime. L'unica è concentrarsi sul "qui e ora", forse è la chiave di quello che può essere questo risultato».

Insieme a Cathérine Bertone, a Rio De Janeiro ci sarà anche la triatleta di Gressan Charlotte Bonin, ai suoi secondi Giochi olimpici, dopo quelli del 2008 di Pechino, dove venne coinvolta in una caduta di gruppo in bici e giunse 44esima, saltando poi l'appuntamento di Londra a causa delle conseguenze di alcuni infortuni: «l'8 agosto di otto anni fa stavo partecipando alla cerimonia di apertura di Pechino con il cuore in gola e la pelle d'oca - ha raccontato su "Facebook" l'atleta delle "Fiamme Azzurre", terza italiana nel "ranking" di qualifica olimpica - la stessa emozione indescrivibile che provo oggi con indosso questa tuta! Quello che posso dire con certezza è che in Brasile ci sarò io ma dentro di me porto tutte le persone che mi hanno accompagnata ed aiutata a raggiungere questo obiettivo! Come sempre darò il meglio di me, ma una spintina anche solo con il pensiero é sempre ben gradita».

Per Charlotte, l'appuntamento è per giovedì 18 agosto, quando, nella zona del Forte di Copacabana, con il pettorale numero "36", dovrà affrontare un chilometro e mezzo a nuoto, quaranta chilometri in bicicletta e poi dieci chilometri di corsa.