Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Charlotte Bonin tra le "top 20" del triathlon olimpico: «non ho mai tirato il fiato, grazie a chi ha sempre creduto in me»

redazione 12vda.it
Charlotte Bonin durante i Giochi olimpici di Rio de Janeiro

«Esprimere quello che ho provato oggi tagliando il traguardo non si può descrivere, a mente fredda potrò dilungarmi nei miei soliti poemi. Ora posso e voglio solo dire che l'energia che mi avete trasmesso con messaggi video e pensieri mi ha spinto sopra le onde, messo il motore in bici su quella salita durissima, e scortato fino all'arrivo, per non parlare del tifo sul campo di tre pazzi valdostani che mi hanno riempito il cuore!».
Così su "Facebook" la triatleta valdostana Charlotte Bonin ringrazia i suoi estimatori dopo il 17esimo posto conquistato ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro giovedì 18 agosto, prima italiana della massacrante specialità di nuoto, ciclismo e corsa, dove ha vinto la favorita, la statunitense Gwen Jorgensen un 1h56'16", davanti alla svizzera Nicola Spirig, campionessa olimpica uscente, staccata di quaranta secondi. Il terzo gradino del podio è stato conquistato dalla britannica Vicky Holland, a 45 secondi dalla vincitrice, che nel finale ha sopravanzato di tre secondi la connazionale Non Stanford, lasciandole la "medaglia di legno".

Charlotte "Charlie" Bonin, tesserata per le "Fiamme azzurre", che si era posta l'obiettivo di arrivare nelle prime venti tra le 55 triatlete in gara, lo ha raggiunto con merito, restando praticamente sempre tra le prime e scoppiando a piangere all'arrivo: «voglio ringraziare tutti coloro che hanno creduto in me - ha raccontato - quelli che mi sono stati vicino negli alti e bassi di questo lungo quadriennio, anche quando sembrava che non sarei riuscita ad arrivare qui. Nel nuoto sapevo di poter andare forte ma non così tanto (dopo i 1.500 metri era addirittura nona, n.d.r.). Il ciclismo è stato durissimo, Nicola Spirig, lo sappiamo, è la più forte ciclista insieme a Flora Duffy e non ci hanno risparmiato. Non ho mai tirato il fiato, pensavo che dovevo dare tutto, "o la va o la spacca" e così ho fatto (alla fine dei 40 chilometri sui pedali era 18esima). Grazie al grande lavoro oggi i risultati si sono fatti vedere. La corsa lo sappiamo, è il mio punto debole, ma sono molto soddisfatta perché oggi sono riuscita a non farmi riprendere da dietro e felice di essere anche riuscita a superare atlete come l'americana Katie Zaferes (arrivata dietro alla Bonin, n.d.r.) che non è tra le ultime arrivate. Sono felice di questo piazzamento nella "top 20", essere stata sempre tra le protagoniste della giornata è stata un'emozione incredibile».

La Bonin, nonostante gli ottimi risultati, negli ultimi due anni è stata infatti bersagliata da diversi problemi fisici che non le hanno permesso di raccogliere meritate soddisfazioni e di ottimizzare la preparazione. Otto anni fa, ai Giochi olimpici di Pechino, era arrivata 44esima, dopo essere stata coinvolta in una caduta in bicicletta: «nel 2014 la Bonin ha fatto il miglior anno della sua carriera - ha evidenziato Mario Miglio, direttore tecnico della Nazionale di triathlon - e c'erano tutti i presupposti per pensare ad un'Olimpiade nella "top ten", poi tanti problemi fisici e di salute l'hanno fermata per un lungo periodo. Abbiamo dovuto pensare quindi prima alla qualificazione olimpica e meno alla preparazione dei Giochi fino a metà maggio scorso, poi finalmente la qualificazione è arrivata, ma Charlotte era anche molto stanca e solo nelle ultime settimane abbiamo potuto ottimizzare il lavoro per riuscire ad entrare oggi tra le prime venti. Un buon risultato visto tutto quello che è successo, risultato che secondo me non è lo specchio di quanto può dare ancora al suo top».

L'altra atleta azzurra, Annamaria Mazzetti, si è classificata 29esima, con il tempo di 2h01'53" mentre nella gara maschile Alessandro Fabian è arrivato 14esimo e Davide Uccellari 34esimo: «sono contento per la Bonin che ha saputo, insieme ai suoi tecnici, superare tante difficoltà - ha commentato Luigi Bianchi, presidente della "Fitri" - facendo il meglio che potesse fare, un 17esimo posto importante guardando anche alle atlete che si è lasciata alle spalle: ottimo nuoto, controllando bene in bici ed ha corso dando il meglio di ciò che può fare in questo momento, un bel risultato per lei».

La Bonin, a Rio de Janeiro, si è concessa anche un po' di sport da spettatrice, assistendo in prima fila alla finale del torneo di pallavolo maschile, dove la Nazionale azzurra si è aggiudicata la medaglia d'argento, ed ha quindi partecipato alla cerimonia di chiusura del Giochi olimpici: «si spegne la torcia e finiscono anche le Olimpiadi di Rio - ha aggiunto sul "social network", postando il video dall'interno dello stadio "Maracanà" - a Pechino avevo visto il braciere accendersi, qui spegnersi. Un cerchio di otto anni che si chiude, ma la pelle d'oca e le emozioni sono sempre le stesse! E' stata un'esperienza unica condivisa con persone speciali».