Stabilito l'accordo sui contributi della Valle d'Aosta per il risanamento della finanza pubblica: «portiamo a casa 130 milioni» annuncia la Spelgatti

redazione 12vda.it
La cartellina con la documentazione dei contenziosi tra Stato e Regione

Martedì 30 ottobre, la Giunta regionale, su proposta della presidente della Regione, Nicoletta Spelgatti, e dell'assessore alle finanze, Stefano Aggravi, ha approvato, all'unanimità, la proposta di accordo con lo Stato di riordino dei loro rapporti finanziari e di ridefinizione del contenzioso pendente sul contributo regionale agli obiettivi di finanza pubblica.

«Con l'accordo si stabilisce quale sia il contributo della Valle d'Aosta per il risanamento della finanza pubblica». L'accordo, definito «nettamente migliorativo rispetto alla situazione attuale ed a passate ipotesi transattive», quantifica il contributo della Regione, stabilendolo in 112,8 milioni di euro per l'anno 2019, in 102,8 milioni di euro per gli anni successivi: «il contributo è omnicomprensivo - ha spiegato la Spelgatti - tiene conto della legislazione vigente e degli effetti, in parte favorevoli e in parte sfavorevoli per la Regione, delle sentenze della Corte costituzionale, cui l'accordo dà espressa attuazione. Con l'accordo, si stabilisce concordemente e in via definitiva qual è il contributo che la Regione deve corrispondere allo Stato per il risanamento della finanza pubblica, assicurando così certezza e stabilità nelle reciproche relazioni finanziarie, indispensabili a programmare la spesa degli anni futuri. Con l'accordo si chiude anche un contenzioso, che si protrae ormai da anni, con il riconoscimento in favore della Regione di un trasferimento aggiuntivo a titolo transattivo».
 



«Concessi anche 120 milioni di euro per spese di investimento». «Complessivamente, l'accordo produce un effetto finanziario favorevole per la Valle d'Aosta di 130 milioni di euro rispetto a quanto oggi previsto dalle leggi vigenti - ha aggiunto la presidente della Regione - viene ridotto di dieci milioni di euro il contributo dovuto dalla Regione per l'anno 2019, che passa così da 122,8 milioni a 112,8 milioni. Per gli anni a decorrere dal 2020, il contributo resta fissato in euro 102,8 milioni annui, tenendo conto, quindi, della riduzione già riconosciuta con la legge di bilancio dello Stato per l'anno 2018. A chiusura del contenzioso, lo Stato, in aggiunta, riconosce alla Regione risorse ulteriori per complessivi 120 milioni di euro, finalizzate a spese di investimento per lo sviluppo economico e la tutela del territorio, da erogare nei prossimi sette anni».

«Data piena attuazione di tutte le sentenze della Corte costituzionale». «Altro aspetto positivo dell'accordo - ha rimarcato ancora Nicoletta Spelgatti - è che con esso si dà piena attuazione a tutte le sentenze della Corte costituzionale che, negli anni, hanno riguardato i contributi dovuti dalle Regioni a Statuto speciale. Si tratta, in particolare, della sentenza 77 del 2015, relativa al contributo imposto dal decreto-legge 95 del 2012 e delle sentenze 154 del 2017 e 103 del 2018, riferite al contributo ulteriore posto a carico del comparto Regioni, anche mediante riduzione del "Fondo sanitario nazionale". In queste ultime pronunce, la Corte costituzionale ha infatti ribadito chiaramente la necessità di improntare i rapporti finanziari tra lo Stato e le Autonomie speciali al principio di leale collaborazione sulla base di accordi bilaterali, riconoscendo però la possibilità per lo Stato di imporre anche unilateralmente l'importo dei contributi regionali alle manovre finanziarie, laddove al confronto non abbia fatto seguito il raggiungimento di un accordo».
«L'accordo, recependo quanto già previsto negli accordi conclusi con le Province autonome di Trento e di Bolzano
- ha puntalizzato la presidente della Regione - esclude la possibilità di modificazioni peggiorative del contributo dovuto, unilateralmente disposte dallo Stato. Un eventuale incremento sarebbe in effetti ammesso solo per esigenze eccezionali di finanza pubblica e per importi predeterminati».




"Si è rinunciato a 244 milioni di euro che erano un diritto della nostra Regione". Per i consiglieri regionali di Union Valdôtaine e Union Valdôtaine Progressiste si tratta "di un accordo al ribasso e fortemente penalizzante per la Valle d'Aosta - hanno commentato in una nota congiunta, dopo che la Spelgatti ha spiegato loro la proposta, nel primo pomeriggio di martedì 30 ottobre, in una riunione in prima Commissione consiliare - un accordo che, di fatto, porta alla rinuncia di 244 milioni di euro, che sono un diritto della nostra Regione, in cambio di poche risorse, con vincolo di destinazione e diluite in sette anni, creando un impatto irrilevante a favore dei bilanci regionali dei prossimi anni e ammettendo peraltro delle clausole di tutela a favore dello Stato che, se attivate, porterebbero ad una potenziale richiesta di eventuali venti milioni di euro l'anno, annullando di fatto il beneficio a favore della Regione. Questo è, invece, un accordo che favorisce lo Stato, che di fatto recupera 124 milioni di euro e che lo solleva dal rispettare gli impegni finanziari verso la Valle d'Aosta. Esprimiamo grande contrarietà quindi per questa bozza di accordo che parrebbe scritta dallo Stato e che è volta ad annullare le prerogative finanziarie dei valdostani con l'assoluta complicità di chi oggi rappresenta le massime cariche della Regione".

"Messa la parola fine dopo anni di rinvii e false promesse". Diversa, ovviamente, è l'opinione dei consiglieri regionali della Lega che esprimono "grande soddisfazione per la notizia della chiusura del contenzioso fra Stato e Regione sul trasferimento di fondi quale contributo al risanamento statale".
"Dopo anni di rinvii e di false promesse - si legge nella nota del gruppo - la Lega è riuscita oggi a mettere la parola fine ad una questione che da anni ha occupato l'agenda degli ultimi Governi regionali, che non sono però riusciti nell'intento di portare a casa una soluzione che fosse favorevole e non penalizzante per la nostra Regione. Un risultato, quello di oggi, che si è reso possibile grazie anche alla grande attenzione che il Governo nazionale, a guida Lega e "Movimento Cinque Stelle", ripone nei confronti dei territori. Con l'accordo raggiunto vengono così garantite certezza e stabilità nelle relazioni finanziarie fra lo Stato e la Regione che sono oggi indispensabili per programmare le spese e gli investimenti necessari per rilanciare l'autonomia della Valle d'Aosta".

«Sancita la mortificazione dell'Autonomia valdostana». «Se da una parte il Governo regionale avrebbe potuto e senz'altro dovuto staccare un accordo migliore con un Governo statale a forte connotazione leghista - ha evidenziato Emily Rini, vice presidente del Consiglio Valle - dall'altra è pur vero che questo accordo restituisce alla Valle d'Aosta la certezza delle risorse a disposizione negli anni a venire per poter programmare i suoi bilanci. Questo ritengo sia il principale se non l'unico aspetto positivo di un accordo che, duole dirlo, ha sancito di riflesso la mortificazione dell'Autonomia valdostana, visto che i contributi oggetto del contenzioso non sarebbero stati dovuti dalla Valle d'Aosta allo Stato per via della loro palese iniquità. A riprova di questo, c'è il fatto che se a Roma fossero stati così convinti delle loro ragioni, mai avrebbero rinunciato ad arrivare a sentenza davanti alla Corte Costituzionale. Se qualcuno in Giunta era scettico a riguardo dei termini di questo accordo, scetticismo peraltro legittimo e condiviso da buona parte degli altri colleghi presenti alla riunione della prima Commissione consiliare, lo strumento più idoneo per esprimere le proprie perplessità sarebbe stato il voto contrario alla delibera, non certo il voto a favore».

«Maggiore garanzia delle risorse per la programmazione dei prossimi bilanci». Per Mouv' «la strategia politica nel continuare l'attività di governo in alleanza con la Lega si rivela vincente - ha quindi sottolineato Mauro Caniggia, coordinatore del movimento - grazie al vice presidente della Giunta, Elso Gerandin, ed ai consiglieri del movimento uniti alla presidente della Giunta ed ai consiglieri della Lega tutti, si è raggiunto l'accordo e si sono poste le basi per porre fine al contenzioso tra la Valle d'Aosta e lo Stato. A differenza del passato, grazie a tale accordo si è ottenuta maggiore garanzia delle risorse che renderanno possibile la programmazione dei futuri bilanci. La delibera è stata votata con coscienza all'unanimità da tutta la Giunta, e ci stupisce se in tale contesto qualche assessore esprima a posteriori i propri dubbi. Per quanto paradossale, in questo momento, Mouv' si trova in accordo con Emily Rini secondo la quale "lo strumento più idoneo per esprimere le proprie perplessità sarebbe stato il voto contrario alla delibera, non certo il voto a favore"».

«Sconcertato dalla Certan, che in Giunta non ha detto nulla». Ad esprimere perplessità sull'accordo era stata l'assessore regionale alla sanità Chantal Certan, di Alpe, movimento che, insieme ad UV, UVP e "Stella Alpina - PNV" sta cercando di mettere in piedi una maggioranza alternativa: «la proposta di accordo approvata all'unanimità con deliberazione di Giunta avrà un triplice effetto positivo ai fini programmatori e di bilancio - ha quindi ribadito Stefano Aggravi, rispondendo alle critiche - innanzitutto il contributo finale destinato allo Stato è e sarà, a regime, significativamente inferiore rispetto a quanto, sino ad oggi, trattenuto a diverso titolo dallo Stato, in secondo luogo la certezza dell'ammontare del contributo a decorrenza consentirà, tra l'altro, di poter quantificare in maniera precisa e pluriennale la capacità di spesa della Regione autonoma Valle d'Aosta. A fronte della rinuncia ai contenziosi pendenti, di cui l'esito è, per definizione, comunque aleatorio, la Regione autonoma Valle d'Aosta avrà la disponibilità di 120 milioni di euro da destinare a investimenti utili al rilancio dell'economia valdostana. Ho accolto con stupore e sconcerto le affermazioni dell'assessore alla sanità, Chantal Certan, che, dopo aver condiviso e votato quanto espresso in riunione di Giunta regionale, senza peraltro manifestare alcuna perplessità in tale sede, ha dichiarato a mezzo stampa che la proposta di accordo sarebbe, a suo dire, "al ribasso"».

«L'ipotesi proposta da Viérin era simile alla nostra, ma con dieci milioni in meno». «La Giunta Spelgatti ha finalmente messo la parola fine al contenzioso fiscale fra Stato e Regione, dopo anni di rinvii e promesse - aggiungono ancora i consiglieri regionali della Lega, rispondendo alle critiche venerdì 2 novembre - alcuni gruppi di minoranza hanno definito l'accordo appena siglato "al ribasso e fortemente penalizzante per la Valle d'Aosta". Parole che stupiscono, soprattutto se si analizza la proposta di accordo fiscale portata avanti dall'allora Governo UV, UVP e PD. L'ipotesi dell'ex presidente Viérin era, infatti, identica a quella siglata dalla nostra Giunta, salvo alcune rilevanti differenze. Noi siamo riusciti, con l'accordo siglato martedì, a recuperare 130 milioni di euro. Analizzando la proposta, mai conclusa, della Giunta Viérin, si evince che gli stessi partiti, oggi critici, avevano richiesto, con le stesse modalità, ben venti milioni in meno, fermandosi quindi a 110. L'aumento di fondi a disposizione, però, è solo una delle migliorie ottenute; infatti, nelle cifre concordate rientrano anche quelle dovute dalla nostra Regione allo Stato come contributo al "Servizio sanitario nazionale" a seguito anche di due sentenze della Corte costituzionale, con importi calcolati in 17 milioni all'anno che, grazie all'accordo, non verranno più richiesti. Inoltre è stata stabilita, una volta per tutte, la cifra che la Valle d'Aosta deve allo Stato ogni anno come compartecipazione al risanamento della finanza pubblica, obbligatoria per tutte le Regioni, e che, peraltro, corrisponde esattamente a quanto previsto nella bozza di accordo dell'ex presidente».

«Noi abbiamo messo un tetto alle richieste, che non era previsto nelle precedenti bozze». «Infine, sul modello di quanto sottoscritto dalle Province autonome di Trento e Bolzano - hanno ribadito i sette consiglieri della Lega - è stato stabilito un tetto massimo del dieci per cento ad ulteriori richieste di contributi, mettendo così per sempre al riparo la Valle d'Aosta da modificazioni peggiorative. Una clausola, questa, fortemente voluta dalla Lega poiché tutelante per la nostra Regione, ma non prevista nella bozza dell'ex presidente Viérin. Alla luce di ciò pare evidente quale dei due sia il vero "accordo al ribasso" e come quindi il nostro Governo abbia concluso un accordo di gran lunga più vantaggioso rispetto al contenuto della proposta allora avanzata, alla quale peraltro non era stata data alcuna risposta. Chi oggi critica in questi anni ha prodotto solo vane promesse, mentre la Lega Vallée d'Aoste, in pochi mesi, è passata dalle parole ai fatti, portando a casa, finalmente, certezza e stabilità nelle relazioni finanziarie fra lo Stato e la Regione».

ultimo aggiornamento: 
Venerdì 2 Novembre '18, h.11.20