Tre persone arrestate dalla Guardia di Finanza per bancarotta fraudolenta: sono accusati di essersi impossessati di due milioni e mezzo di euro

Angelo Musumarra
Francesco 'Franco' Cannatà

Francesco "Franco" Cannatà, 74 anni, ed i suoi due figli Vasco, 45 anni, e Milo, 41 anni, residenti in diverse località della "Plaine" di Aosta, sono stati costretti agli arresti domiciliari con l'accusa di bancarotta fraudolenta, dopo un'indagine, durata oltre tre anni, da parte del Gruppo Aosta della Guardia di Finanza, guidato dal tenente colonnello Francesco Caracciolo: "sono coinvolte due società operanti nel settore delle forniture alimentari - spiegano i finanzieri - sono state accertate distrazioni dai patrimoni aziendali per oltre due milioni e mezzo di euro. Nel corso delle verifiche fiscali eseguite nei confronti delle società coinvolte, è stata individuata una base imponibile sottratta a tassazione pari ad oltre ventitré milioni di euro, il superamento delle soglie di punibilità ha determinato per i tre arrestati la denuncia anche per il reato fiscale di dichiarazione infedele".

Oltre ventitré milioni di euro sottratti a tassazione, evasi sette milioni di Iva. La famiglia Cannatà opera in Valle d'Aosta dagli anni '90 nel settore dei supermercati di tipo "hard discount", prima con l'insegna "Eurospin", quindi con il marchio "LD", dove era arrivata a gestire ben tre punti vendita, a Sarre, Saint-Christophe e Pont-Saint-Martin, mentre ora si occupa di un'unica struttura, a marchio "Ekom", a Saint-Christophe: "già dal 2015 sono state avviate alcune verifiche fiscali nei confronti di un totale di cinque società, tutte operanti nel settore delle forniture aziendali e riconducibili alle tre persone - aggiungono gli inquirenti - due di queste società, con sentenze emesse dal Tribunale di Aosta nel mese di agosto 2016 ed agosto 2018, sono state dichiarate fallite. Già le verifiche fiscali, riferite agli anni 2012 e 2013, hanno permesso di individuare importanti basi imponibili sottratte a tassazione, pari ad oltre ventitré milioni di euro, nonché un'Iva evasa per oltre sette milioni e mezzo di euro. Gli amministratori di fatto e di diritto sono stati denunciati per il reato di dichiarazione infedele, delitto che scatta al superamento di determinate soglie di evasione".

Undici persone licenziate dopo la chiusura dei supermercati. Nel 2015, infatti, i supermercati "LD" sono stati chiusi, prima quello di Pont-Saint-Martin è stato venduto e poi, a dicembre, sono calate le serrande anche per quelli di Sarre e Saint-Christophe, che impegnavano complessivamente undici persone, tutte licenziate, che da mesi sopportavano silenziosamente pesanti ritardi nei pagamenti degli stipendi con diversi ex dipendenti che non sono riusciti ad incassare anche diverse migliaia di euro di spettanza: "dalle ispezioni è emerso anche uno scenario più articolato - continuano gli agenti della Guardia di Finanza di Aosta - le società erano in grave dissesto economico e gli amministratori del gruppo, per mascherare tale situazione, non hanno fatto altro che spostare le risorse finanziarie disponibili da una società all'altra, senza alcuna ragione giuridica od economica, in totale spregio dell'autonomia gestionale ed amministrativa che dovrebbe caratterizzare ogni singolo soggetto giuridico ed aggravando ulteriormente lo stato di insolvenza. Così facendo, la maggior parte dei debiti sono rimasti in capo alle società fallite, avviate all'ineluttabile fallimento. L'indagine, attraverso l'azione sinergica di Procura della Repubblica e Guardia di Finanza di Aosta, ha permesso di individuare oltre due milioni e 200mila euro trasferiti dalle fallite a favore di altre società, circa 200mila euro trasferiti sui conti personali degli amministratori ed altri 100mila euro circa impiegati per scopi assolutamente personali attraverso l'uso delle carte di credito aziendali per l'acquisto di capi d'abbigliamento presso noti "outlet" del nord Italia, smartphone, biglietti aerei, gioielli ed anche per il download di software e brani musicali dagli store "Apple" ed "Android", nonché per il pagamento di cure odontoiatriche. Altri 50mila euro circa, infine, sono stati destinati a finanziare, naturalmente in modo infruttifero, una nuova società, operante nel settore della ristorazione, riconducibile alla moglie di uno degli arrestati".

Vasco Cannatà era stato candidato in tre diverse elezioni. Vasco Cannatà, già presidente del comitato "Telethon" per la Valle d'Aosta fino al 2012, era stato proposto, nel 2013, come candidato alla Camera dei deputati per "Scelta civica con Monti per l'Italia", aveva partecipato alle elezioni regionali del 2013 con la Stella Alpina, raccogliendo 299 voti, risultando il nono non eletto e, sempre per il medesimo movimento, a supporto dell'attuale sindaco Fulvio Centoz, alle comunali per Aosta del 2015, dove era stato votato da 211 persone, terzo non eletto.
Milo Cannatà, dopo aver gestito un negozio di cosmetici in via Sant'Anselmo ad Aosta, dal 2009 al 2016, insieme alla moglie Roberta Jeantet, è stato il titolare del "Caffè Sant'Anselmo", sempre nel centro storico del capoluogo regionale e nel 2017 è entrato nel "Consiglio generale" della "ConfCommercio" valdostana in qualità di rappresentante del settore "distribuzione alimentari", succedendo al padre.

"Indagato un ulteriore soggetto, a piede libero". "Il quadro probatorio delineato - concludono le Fiamme Gialle del Gruppo Aosta - nonché la gravità e rilevanza delle condotte, ha indotto il pubblico ministero Luca Ceccanti a richiedere un'ordinanza di custodia cautelare, che il Giudice delle indagini preliminari, Giuseppe Colazingari, ha accolto, disponendo l'arresto domiciliare per le tre persone con un ulteriore soggetto che risulta indagato a piede libero. Circa trenta finanzieri hanno dato esecuzione alle misure cautelari, nonché alla perquisizione di tutti i luoghi riconducibili alle persone ristrette presso i propri domicili ed all'ulteriore indagato, nonchè di due delle società destinatarie dei fondi distratti".

«Non vanno pubblicati nomi e facce». «Nessuno è finito in carcere - ribatte, visibilmente turbata, la figlia di Roberta Jeantet, Michaela, che gestisce il supermercato "Ekom" di Saint-Christophe, a fianco dell'Assessorato regionale all'agricoltura - le accuse sono tutte fasulle, noi siamo una famiglia di imprenditori onesti e, nel rispetto della privacy non vanno pubblicati nomi e facce di persone. Ora parlerò con il nostro legale per tutelare la nostra immagine».

ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 8 Agosto '18, h.17.20

La Terra vista dallo spazio