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Davide Follien, Ego Perron, Augusto Rollandin ed Ugo Voyat al tavolo del Conseil fédéral dell'UV Con 74 voti a favore ed un'astensione, poco dopo le ore 22 di mercoledì 7 aprile, il "Conseil fédéral" dell'Union Valdôtaine ha dato mandato al suo presidente, Ego Perron, di trattare, per le elezioni comunali della città di Aosta, un'alleanza con il Popolo della Libertà, la Lega Nord e l'Unione di Centro.

Il parlamentino del "mouvement" si è riunito a porte chiuse, i giornalisti sono stati ammessi durante l'appello e l'introduzione di Perron e, sui 116 membri del "Conseil" erano presenti in 75: «noi abbiamo già siglato un "patto blindato" con i movimenti autonomisti Stella Alpina e Fédération Autonomiste, e con loro tratteremo con il PdL la Lega e l'UdC - spiega Perron a 12vda.it - diamo atto del buon lavoro realizzato nel capoluogo regionale dall'attuale amministrazione uscente, ma le stagioni politiche cambiano».
«Agli elettori proporremo quindi un nuovo programma politico, figlio anche dei tempi che stiamo vivendo
- aggiunge Perron - e quindi questa non è assolutamente una "svolta e destra" dell'Union, ma la nostra regione ed il suo capoluogo non possono isolarsi dalla politica nazionale che sta andando in una precisa direzione. Ribadisco che vogliamo vincere al primo turno ed in questo senso siamo sicuri che l'apporto del PdL sarà utilissimo. Vedremo anche come la Lega e l'UdC, che si sono dimostrati interessati ad allearsi con noi, potranno contribuire a questo risultato. Apriremo un tavolo di trattativa per analizzare punto per punto il nuovo programma comune per poi arrivare ad una precisa candidatura del sindaco e del vice sindaco».
I delegati UV durante il Conseil fédéralTra gli assenti "excusé", il presidente del Consiglio Valle, Alberto Cerise, il senatore Antonio Fosson e l'animateur principal Stefano Aggravi, mentre non è stata giustificata la mancata presenza al "Conseil" di Luciano Caveri, consigliere regionale ed ex presidente della Regione, e di Laurent e Dino Viérin, rispettivamente assessore regionale all'istruzione e cultura ed ex presidente della Regione, principale esponente della minoranza interna all'UV: «non c'ero al Conseil fédéral dove si è deciso quanto già deciso - ha scritto Caveri, sulla questione, sul suo sito web - perché sarebbe stato uno spreco di energie in quella sede esibirsi in richieste di distinguo o spiegazioni. Ho fatto, invece, una domanda al Gruppo unionista per sapere se il PdL entrerà presto nella maggioranza regionale: mi è stato risposto di "no". Certo, i meccanismi interni ai partiti non funzionano più e le discussioni non si sviluppano quando si crea un corto circuito democratico in cui le scelte sono piatti già cucinati altrove e il voto finale, ormai un'acclamazione, è una foglia di fico. Poi ci si straccia le vesti sull'astensionismo e sul disamore verso la politica e ci si lamenta che ci sono sempre le stesse facce, compresa la mia».