Francesco Santise, 29enne di Aosta è stato arrestato dagli agenti della Guardia di Finanza di Aosta con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio: i finanzieri lo hanno colto in flagrante con in mano venti grammi di eroina e circa cinque di cocaina, un quantitativo ritenuto idoneo a confezionare circa un centinaio di dosi. 

Françis Darbellay, Canonico della "Congregazione dei canonici regolari del Gran San Bernardo" è mancato alle ore 6 di mercoledì 27 settembre, al Priorato di Saint-Pierre, dove viveva: il prossimo 27 dicembre avrebbe compiuto 82 anni, da tempo era malato.
Era salito all'onore delle cronache nazionali nel 2006, quando permise di "nascondere" nella casa vacanze "Château Verdun" a Saint-Oyen, che gestiva per conto dei canonici del Gran San Bernardo, "Maria-Vika", la bimba bielorussa ospitata in Italia da una coppia di Cogoleto, località vicino a Genova, che non voleva farla rimpatriare. Per quella vicenda, Darbellay, insieme ad altre sei persone, era stato condannato, in secondo grado, dalla Corte d'Appello di Genova, ad una pena di otto mesi.

Chissà se veramente si vedranno scomparire, almeno in Europa, le finte "Fontina" che danneggiano il tipico formaggio "Dop" valdostano, come l'equivoca "Fontina Fontal" oppure la "Danish Fontina", la "Swedish Fontina" o ancora la "American Fontina", quest'ultima venduta prevalentemente negli Stati Uniti. Il senatore valdostano Albert Lanièce ha infatti chiesto l'impegno del Governo italiano, nella persona del ministro all'agricoltura Maurizio Martina, proponendo un'interrogazione parlamentare.

Il presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset, in apertura dei lavori convocati mercoledì 20 e giovedì 21 settembre, ha aperto la riunione informando l'Assemblea che i consiglieri Stefano BorrelloAntonio FossonPierluigi MarquisCarlo Norbiato Claudio Restano hanno comunicato la costituzione del nuovo gruppo denominato "Area Civica, Stella Alpina, Pour notre Vallée" a partire dallo stesso 20 settembre: il consigliere Fosson assume la funzione di capogruppo ed il consigliere Norbiato quello di vice capogruppo. 

Martedì, 19 Settembre, 2017 - 16:30
Una 56enne, residente in Sardegna, è ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale "Parini" di Aosta in prognosi riservata a causa di un trauma cranico e di un politrauma che si è provocata nel tentativo di attraversare, a piedi, la strada statale 26 a Quart, in località Amérique, nelle vicinanze del semaforo.

Potrebbe essere il sogno di tanti ragazzini: trovare una scusa per non andare a scuola, definitivamente. La normativa italiana permette la cosiddetta "educazione parentale" o "homeschooling", che nel 2016-2017 risultava praticata per un migliaio di studenti in età scolare. Dai sei ai sedici anni, i dieci dell'obbligo scolastico, le famiglie possono decidere di provvedere direttamente all'istruzione dei figli, per motivi legati alla salute, alla gestione familiare, alla non condivisione dei metodi di insegnamento o della eccessiva socializzazione nelle classi, in quest'ultima tesi ispirandosi​ anche​ alle teorie dello psicologo canadese Gordon Neufeld

Sarà probabilmente poco elegante, per la Polizia Locale di Aosta, andare in giro con auto che hanno oltre dieci anni d'età e, se fino allo scorso anno lamentavano mancanza di veicoli, tanto da essere costretti ad utilizzare i furgoni o quelli della "Protezione civile" per spostarsi ed effettuare gli interventi di routine, ora la situazione pare cambiata e ci si può permettere di rottamare auto che, sulla carta, potrebbero essere utilizzate ancora per diversi anni senza particolari problemi. 

Parlano di "rivoluzione copernicana" i vertici dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta, presentando le novità sull'assistenza sanitaria di base, dopo la firma degli accordi integrativi regionali riguardanti i pediatri di libera scelta ed i medici di medicina generale, avvenuta lo scorso lunedì 11 settembre. L'assistenza sanitaria è aperta a tutti, si potrà scegliere il medico di base fuori ambito e anche in modo temporaneo, se la residenza è fuori Valle. Per i pediatri, si favoriscono nuove forme di consorzio, per una maggiore assistenza sul territorio.

Più che i divieti dei dirigenti scolastici è stata la scelta delle famiglie a vincolare la presenza dei bambini nei primi giorni del nuovo anno scolastico. Sono diversi, infatti, i genitori che hanno preferito non presentare l'autocertificazione in cui avrebbero dovuto indicare i vaccini già somministrati o l'intenzione di provvedere prendendo appuntamento con le strutture sanitarie. L'associazione "Pro Libera scelta Valle d'Aosta" ha predisposto una "autocertificazione atipica", pensando anche ad una soluzione alternativa, dal momento che i dirigenti scolastici sembravano intenzionati ad accettare solo la compilazione dei moduli ufficiali.

"La proposta di una "casa degli autonomisti" è di per sé condivisibile poiché prospetta un progetto politico che vuole superare le debolezze dovute all'attuale frammentazione della galassia autonomista". Inizia così l'ultima riflessione di Claudio Brédy, fondatore di "Mouv'", scomparso lo scorso 28 agosto durante un'escursione a Cogne, sul "rassemblement" dei movimenti autonomisti valdostani. Lo scritto, che avrebbe dovuto essere pubblicato sul sito del movimento, è stato reso noto dal consigliere regionale Elso Gerandin nella mattinata di sabato 16 settembre, nel corso di un incontro organizzato a Gignod, dove Brédy era stato sindaco. 

Elisabeta ed Elena Caldarar, rispettivamente di 28 e 22 anni, e Ciurar Berjiano, 24 anni, tutti di origine rumena, hanno patteggiato nella mattinata di sabato 16 settembre, nel processo per direttissima, una condanna di anno di reclusione e trecento euro di multa, per il reato di furto aggravato ai danni di un commerciante di Aosta: la pena è stata sospesa ed i tre sono tornati in libertà. I ladri erano stati arrestati e trattenuti nelle celle di sicurezza dagli agenti della "Volante" della Questura di Aosta nel pomeriggio di venerdì 15 dopo aver rubato in una gioielleria.

Nessuna vittima, ma un'attività artigianale da ripristinare totalmente, pesantemente danneggiata dalle fiamme che hanno bruciato per cinque ore: la "Falegnameria Bollon", dove è impegnata tutta la famiglia di Diego Bollon, in località Pont Suaz a Charvensod è in ginocchio. L'attività è assicurata, ma rimettere a posto ed in sicurezza tutta la struttura e riprendere a lavorare sarà sicuramente lungo, difficile ed impegnativo, con un interrogativo pesante come un macigno su chi e perché potrebbe avere causato il rogo. 

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