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Alessia Demé denuncia che «a scuola si discute se la tutela della maternità e paternità sia un diritto od una gentile concessione»

comunicato stampa
Alessia Demé, segretario del Savt école

«Purtroppo nel 2019 a scuola siamo ancora a discutere se la tutela della maternità e paternità sia un diritto od una gentile concessione. Ad avvio di questo nuovo anno scolastico, come "Savt école" dobbiamo prendere atto che il fenomeno del precariato e della conseguente mancanza di continuità didattica è ormai un'emergenza».

Con queste parole, Alessia Demé, segretario del sindacato che segue le tematiche del mondo delll'istruzione, nel giorno di avvio dell'anno scolastico 2019/2020, evidenzia le criticità del settore: «vi sono classi di quinta superiore che devono affrontare l'esame di Stato che quest'anno cambiano la maggioranza degli insegnanti rispetto all'anno scorso - aggiunge - e ciò non può che porre apprensione sulla qualità dell'offerta formativa. Come ormai sappiamo, il tema del reclutamento dei docenti è urgente per tutta Italia, tanto da farci affermare che iniziamo il nuovo anno scolastico nell'era della "supplentite". Le nostre istituzioni scolastiche si trovano, in un momento già di per sé delicato, quale la riapertura dei plessi e le relative incombenze, a dover gestire ogni giorno centinaia di "messa a disposizione" da tutta la penisola di aspiranti docenti con titolo e senza titolo, che inoltrano le domande tramite posta elettronica certificata. Le segreterie delle scuole si trovano così a dover protocollare e tabulare una enorme mole di dati, con la possibilità via via più grande di poter commettere qualche errore od omissione nella gestione di tali dati. La circolare del Ministero dell'Istruzione relativa alle operazioni di avvio per l'anno scolastico chiede alle singole istituzioni di pubblicare i nominativi di tutti gli aspiranti fuori graduatoria, ma, se nelle intenzioni di trasparenza e pari opportunità la richiesta è da noi condivisa, nei fatti capiamo le criticità che ci vengono segnalate dalle scuole».

«Se su questo tema come organizzazione scolastica sindacale siano disposti a dialogare per cercare soluzioni peraltro urgenti - continua la segretaria del "Savt école" - sul diritto dei genitori al riposo giornaliero entro il primo anno di vita del bambini ci troviamo purtroppo a dover denunciare la mancata applicazione del diritto da parte di alcuni dirigenti scolastici. Il decreto legislativo 151 del 2001e successive modifiche è a nostro giudizio chiaro e norma i riposi giornalieri che devono essere concessi subordinandoli esclusivamente all'orario di lavoro giornaliero della madre o del padre: se la giornata di lavoro è pari o superiore a sei ore , il riposo sarà di due ore, anche cumulabili; se la giornata di lavoro è inferiore a sei ore il riposo è di un' ora. In alcune istituzioni scolastiche i neo-genitori si trovano ancora a discutere con il proprio datore di lavoro come debba essere applicato tale diritto. E' per noi non più tollerabile, dopo anni di quesiti, interlocuzione con le consigliere di parità che si sono susseguite, dialogo con i dirigenti scolastici per permettere ai genitori la fruizione ai sensi di legge di un diritto sapere che ancora oggi non si è fatta chiarezza».

«Invitiamo, quindi, tutti i padri e le madri che lavorano in qualità di docenti - conclude Alessia Demé - che si vedono negato il diritto al riposo giornaliero di due ore qualora le ore lavorate nella giornata siano pari o superiori a sei, a rivolgersi presso i nostri uffici per avere supporto ed eventualmente decidere di adire alle vie legali. In aggiunta, ci preme registrare con piacere che nel governo è ripristinato il Ministero per le pari opportunità: alla ministra Elena Bonetti porgiamo i nostri auguri per un proficuo lavoro ed a lei chiediamo attenzione e collaborazione su questi temi di civiltà».

podcast "listening"