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Alle prossime elezioni europee ci sarà un candidato dei movimenti autonomisti nella lista di Forza Italia: «tutti i partiti potrebbero valorizzarlo» ha chiesto Antonio Tajani

Angelo Musumarra
Antonio Tajani durante la riunione in sala Giunta

Le prossime elezioni europee, in programma il prossimo 26 maggio, vedranno, molto probabilmente, i movimenti autonomisti correre per Forza Italia, supportando il redivivo Silvio Berlusconi, che ha annunciato che, ad 82 anni, si candiderà nuovamente, come dieci anni fa, per la competizione elettorale.
Il tentativo, molto difficile, di far salire un rappresentante della Valle d'Aosta a Bruxelles, vista l'evidente impossibilità ad ottenere una "circoscrizione unica", sulla falsariga di quanto è riconosciuto a livello statutario per il Parlamento italiano, con "il deputato" ed "il senatore" della Valle d'Aosta, vedrà, come cinque anni fa, la presenza diretta di un valdostano in lista, senza ricorrere meccanismo dell'apparentamento che, se si esclude il caso fortuito ed unico di Luciano Caveri, subentrato a Massimo Cacciari il 21 giugno 2000, non ha mai portato alcun risultato.

I movimenti autonomisti quasi "costretti" all'accordo con Forza Italia. L'accordo lo si può intuire dalle parole di Antonio Tajani, presidente uscente del Parlamento europeo, sceso ad Aosta giovedì 31 gennaio, ufficialmente per visitare la 1019esima "Foire de Saint-Ours", anche se è arrivato pochi minuti prima della chiusura, e per incontrare l'Ufficio di Presidenza del Consiglio Valle e la Giunta regionale in vista della presentazione di un "Dossier Val d'Aosta" da "agevolare" a Bruxelles, ma in realtà per chiudere, ufficiosamente, l'accordo con la maggioranza autonomista, che non ha praticamente altre scelte.
Infatti, escludendo per "ko tecnico" il Partito Democratico, in piena crisi a livello nazionale e locale, così come il "Movimento Cinque Stelle" per evidenti divergenze ideologiche, ed impossibilitati ad un accordo con la Lega, che presenterà un proprio candidato, che non dovrebbe essere l'ex presidente della Regione, Nicoletta Spelgatti, per evitare una candidatura simbolica resta soltanto il partito dell'ex Cavaliere.



«Difficile dare un seggio alla Valle d'Aosta, lo chiederebbero anche le altre regioni». «Mi pare difficile che si possa dare un seggio ad una regione - aveva dichiarato Tajani ad Aosta, parlando dell'"europarlamentare valdostano" ed ipotizzando una complessa modifica alla legge elettorale - perché poi comincerebbero a chiederlo tutte le altre regioni minori. Però trattandosi di una regione con una minoranza linguistica, con un bilinguismo riconosciuto dalle leggi della Repubblica, così come è previsto dalla legge, si può, oltre all'apparentamento di liste che rappresentano realtà con minoranze linguistiche, si possono apparentare con altre liste che siano presenti in tutto il territorio italiano, studiando, al Parlamento italiano, una riforma che modifichi e diversifichi il tetto per avere la rappresentanza da regione a regione. Il Trentino-Alto Adige ha una popolazione superiore a quella della Valle d'Aosta, ma per entrambe le regioni c'è la quota delle famose cinquantamila preferenze. Si potrebbe, nella legge, graduare rispetto alla popolazione il numero di preferenze necessarie, modificando il rapporto tra popolazione e voti in modo da mettere nella condizione una regione con una minoranza linguistica o con regime di bilinguismo, di avere la possibilità di poter competere. Certo, servono sempre i voti, non si può garantire l'elezione al cento per cento, non bisogna eccedere da una parte né dall'altra».

I risultati delle passate elezioni elezioni europee. Nel 2009, quando la lista "Vallée d'Aoste" si era apparentata con l'allora "Popolo della Libertà", il candidato valdostano, Aurelio Marguerettaz, aveva raccolto in Valle "solo" 16.134 preferenze e 32.913 voti di lista, pari allo 0,11 per cento, senza ottenere nulla, mentre quella direttamente concorrente, "Autonomie Liberté Democratie", apparentata con "L'Italia dei Valori" di Antonio Di Pietro, e che proponeva Roberto Louvin, aveva raccolto 8.336 preferenze e 27.199 voti di lista, lo 0,09 per cento, risultando poi il primo non eletto. Nella lista del Partito Democratico era presente anche Raimondo Donzel, che però era risultato terzultimo, con 4.744 preferenze.
Nel 2014, quando non era stata presentata nessuna lista apparentata, la frammentazione dei movimenti aveva poi portato ad una prevedibile dispersione dei voti: Luca Barbieri, candidato nel PD, aveva raccolto complessivamente 17.632 preferenze, di cui 8.126 in Valle d'Aosta, senza risultare eletto, così come Manuel Voulaz nel "Movimento Cinque Stelle" (4.376 preferenze, di cui 2.354 in Valle d'Aosta) ed Andrea Padovani nella lista "L'altra Europa con Tsipras" (3.038 preferenze, di cui 1.578 in Valle d'Aosta).

«Tutti i partiti potrebbero accordarsi per valorizzare un candidato valdostano». Al momento attuale solo l'Union Valdôtaine è in grado di poter presentare una lista da apparentare, in quanto esplicitamente rappresentata in Senato da Albert Lanièce: tutti gli altri dovrebbero raccogliere almeno tremila firme in ciascuna delle quattro regioni della "Circoscrizione nord ovest", quindi anche in Piemonte, Lombardia e Liguria, per un totale di dodicimila firme. 
In questo senso scelta di ospitare un candidato in lista è infatti utile anche per chi lo "presenta", dato, a differenza di qualla apparentata, dove si può esprimere un solo voto, nella lista si possono segnare fino a tre nomi: «posso garantire, per quanto riguarda il mio partito la presenza di rappresentanti della Val d'Aosta - ha aggiunto Tajani, esplicitando i termini dell'accordo - non come ultimi della lista o con una presenza che sia solo una testimonianza, ma trovando il modo di metterli in testa (non certo come "capolista", dove è probabile che, in tutte le cinque circoscrizioni, come nel 2009, ci sia Berlusconi. n.d.r.), così per cercare di dare un segnale di attenzione a questa regione. Questa è una scelta politica, non è una scelta giuridica, si può assolutamente fare ed i partiti possono impegnarsi a non isolare il candidato valdostano in Valle d'Aosta ma dargli la possibilità di muoversi. In Val d'Aosta tutti i partiti potrebbero fare un accordo per valorizzare un candidato valdostano e questa potrebbe essere un'iniziativa per invitare i "valdaostani" (Sic!) a votare. Se c'è un candidato in condizione eleggibile allora significa che ci potrà essere una rappresentanza nel territorio. Un'opportunità aggiuntiva può essere quella di candidarlo come "indipendente", senza consingerlo a prendere la tessera ed essere un militante, anche se, in qualche modo dovrà condividere le posizioni, ma senza obbligarlo ad un vincolo. Questo potrebbe essere un segnale per invitare ed invogliare i valdostani ad andare alle urne. Il mio partito un impegno del genere lo può mantenere, mi auguro che lo facciano anche gli altri partiti».

L'iniziativa "stavoltavoto.eu" promossa alla Cittadella dei Giovani. «Noi crediamo in un Parlamento che abbia più potere - ha quindi rimarcato Antonio Tajani, ricordando l'iniziativa "stavoltavoto.eu", cui uno striscione era stato installato anche nella "Cittadella dei giovani" di Aosta, durante la "Veillà de Petchou", la manifestazione della "Foire de Saint-Ours" dedicata ai bambini, anche se la struttura non può, per regolamento, essere utilizzata per finalità politiche né tantomeno elettorali - che diventi veramente il cuore delle Istituzioni comunitarie, siamo l'unico Parlamento eletto, vorremmo avere più poteri, a cominicare da quello di iniziativa legislativa, ma bisogna cambiare il trattato e dare le condizioni che ci siano più elettori che partecipino».

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