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Monsignor Lovignana scrive a Benedetto XVI: «la sua dimensione umana ed ecclesiale resta un punto di riferimento»

redazione 12vda.it
Monsignor Franco Lovignana e Benedetto XVI nella foto pubblicata dal 'Corriere della Valle'

«Le confesso che la Sua decisione coglie tutti di sorpresa e un po' fa soffrire, ma la rispettiamo, perché sappiamo che è maturata davanti a Dio e a partire da una visione superiore della vita e della missione della Santa Chiesa. Per questo ancora una volta e per sempre Le assicuriamo, Santo Padre, la vicinanza dell'affetto filiale e della preghiera, in questo giorno della Madonna di Lourdes, così caro alla pietà cristiana».
Si conclude così la lettera, pubblicata nella prima pagina dal "Corriere della Valle", il settimanale diocesano, che monsignor Franco Lovignana, vescovo della Diocesi di Aosta, ha inviato lo scorso lunedì 11 febbraio a Papa Benedetto XVI, dopo che è stata resa nota la sua decisione di rinunciare al ministero petrino.
Papa Ratzinger, nel corso della sua ultima udienza generale, nell'aula "Paolo VI", ha approfondito, mercoledì 13 febbraio, le motivazioni delle sue dimissioni: «ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa - ha sottolineato il Santo Padre - ho deciso di rinunciare al ministero che il Signore mi ha affidato nel 2005. Ho fatto questo in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede. Mi sostiene e mi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura. Ringrazio tutti per l’amore e la preghiera con cui mi avete accompagnato. Ho sentito quasi fisicamente in questi giorni per me non facili, la forza della preghiera che l’amore della Chiesa, la preghiera vostra, mi porta. Continuate a pregare per me, per la Chiesa, per il futuro Papa. Il Signore ci guiderà».
«Aspettavo con gioia e trepidazione il primo marzo - ha scritto monsignor Lovignana - giorno in cui assieme ad altri Vescovi della Regione Ecclesiastica avrei potuto incontrarLa, all'inizio della prevista Visita ad Limina. La notizia della Sua rinuncia alla Sede di Roma e al Ministero petrino mi spinge invece ad esprimerLe attraverso questo scritto un pensiero di vicinanza filiale e di sentito ringraziamento. Grazie innanzitutto per la Sua testimonianza di Pastore buono, sereno, convinto e convincente. Mi colpirono molto le parole pronunciate il 19 aprile 2005, dopo l'elezione: "Dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore". Dicevano il coraggio, la fede e l'amore per la Chiesa che avevano reso possibile l’accettazione di un compito così alto e gravoso in una età già avanzata. E lo svolgimento del Suo ministero in questi anni hanno dato piena verità alle parole pronunciate quasi come un programma di pontificato. Grazie per il Suo Magistero sempre luminoso e illuminante: il Suo pensiero, limpido e coerente, alto e semplice al tempo stesso, ha saputo parlare agli uomini e alle donne di oggi e ridire la bellezza e la verità del Vangelo in maniera capace di toccare non solo il cuore ma anche l’intelligenza e di aprirli alla fede in Gesù Cristo».
Il vescovo di Aosta ricorda con piacere le tre vacanze valdostane di Benedetto XVI: «grazie, Santità, per aver voluto onorare la diocesi di Aosta, scegliendola come sede delle Sue brevi vacanze estive negli anni 2005, 2006 e 2009 - aggiunge monsignor Lovignana - nei pochi momenti pubblici dei Suoi soggiorni tutti siamo rimasti colpiti dalla Sua semplicità di uomo di Dio, dalla Sua discrezione e dal grande rispetto per tutte le persone. Rimane particolarmente impresso in me, e in tutto il Presbiterio di questa diocesi, l’incontro avuto con Lei nella Chiesa di Introd il 25 luglio 2005, quando rispose a braccio, con ineccepibile precisione di linguaggio e grande lucidità di pensiero, ad un fuoco di fila di domande da parte dei sacerdoti presenti. Quel momento, nei suoi contenuti e nel suo metodo, nella sua dimensione umana ed ecclesiale, resta un punto di riferimento per il ministero al quale Lei ha voluto recentemente chiamarmi».