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Resta a 490 euro il "minimo vitale" definito dalla Giunta regionale. Torna alle Commissioni la proposta di legge sul "reddito minimo garantito"

redazione 12vda.it
Un mendicante nel centro di Aosta

E' stata confermata, in 490 euro la soglia del "minimo vitale" per il 2015, confermando il valore dell'anno precedente, visto che la percentuale di variazione dei "prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati" a dicembre 2014 è stata del -0,1 per cento. Il valore della soglia economica di sussistenza, che è stato fissato dall'Esecutivo regionale venerdì 13 marzo, come previsto dalla legge regionale 23 del 2010, il "Testo unico in materia di interventi economici di sostegno e promozione sociale" serve per la definire la base per la concessione di agevolazioni fiscali e benefici assistenziali.

Intanto il Consiglio Valle, nella riunione di mercoledì 25 febbraio, ha rinviato alla seconda ed alla quarta Commissione consiliare l'analisi della proposta di legge presentata nel novembre scorso dai gruppi di minoranza, di cui è prima firmataria è Carmela Fontana del Partito Democratico, sulle "Disposizioni in materia di istituzione del reddito minimo garantito".
La bozza finora analizzata prevede la concessione di "un beneficio individuale monetario temporaneo pari a 7.200 euro netti l'anno, da corrispondere in importi mensili di seicento euro ciascuno". Il "mensile" sale ad 850 euro per famiglie di due persone, a 1.100 per nuclei familiari di tre membri ed a 1.350 euro per quattro componenti ed oltre e non sarà "cumulabile con altri trattamenti di sostegno al reddito di natura previdenziale, ivi compresi i trattamenti di cassa integrazione e di indennità di disoccupazione, nonché con gli altri trattamenti assistenziali erogati dallo Stato o dalla Regione, ad esclusione dei contributi volti a ridurre la spesa sostenuta per il canone di locazione e dei contributi per le spese per il riscaldamento domestico".

A gestire la concessione del contributo, per il quale viene previsto a partire dal 2015, un onere complessivo di due milioni di euro, sarà il "Comitato tecnico di coordinamento per il reddito minimo garantito" che dovrà verificare anche il rispetto delle condizioni previste, tra cui "l'aver compiuto diciotto anni di età, essere cittadini italiani o di altro Stato membro dell'Unione europea o cittadini extracomunitari regolarmente soggiornanti nel territorio italiano, essere residenti sul territorio regionale da almeno due anni mesi, essere iscritti alle liste di collocamento dei centri per l'impiego, salvo che si tratti di lavoratori autonomi, di lavoratori a tempo parziale, oppure di lavoratori che hanno subito la sospensione della retribuzione nei casi di aspettativa non retribuita per gravi e documentate ragioni familiari, ed aver sottoscritto l'adesione alle condizioni, concordate con il centro per l'impiego territorialmente competente, di accettare un'offerta di lavoro o di partecipare a programmi di formazione specificatamente finalizzati al reinserimento nel mercato del lavoro".

Per ottenere del "reddito minimo garantito" bisognerà presentare un'attestazione "Isee" del nucleo familiare inferiore a 12mila euro, non aver maturato i requisiti per il trattamento pensionistico e "non essere in possesso di un patrimonio, mobiliare o immobiliare, ad esclusione della proprietà della casa di prima abitazione". Il beneficiario decade dal diritto ad ottenere il "reddito minimo garantito" al raggiungimento dell'età pensionabile o quando venga assunto con un contratto di lavoro subordinato o parasubordinato, o anche nel caso in cui lo stesso svolga un'attività lavorativa di natura autonoma. Il "reddito minimo garantito" viene revocato anche nel caso in cui il beneficiario "rifiuti una proposta di impiego, o di partecipazione a programmi di formazione specificatamente finalizzati al reinserimento nel mercato del lavoro, offerta dal centro per l'impiego territorialmente competente" o presenti false dichiarazioni, caso che prevede anche l'eventuale restituzione di quanto incassato.

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