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Don Corrado Bagnod, da cinquant'anni parroco a Cogne: da papa Giovanni Paolo II alla Casa di riposo

redazione 12vda.it

Per don Corrado Bagnod, domenica 19 gennaio è stato un giorno speciale: ha festeggiato 50 anni di sacerdozio a Cogne, esercitato senza mai lasciare il suo piccolo comune montano situato nel Gran Paradiso e ha spento ben 80 candeline per il suo compleanno. «Quando sono arrivato a Cogne, ero il parroco più giovane della Diocesi mentre adesso sono forse quello con più esperienza» racconta simpaticamente don Corrado. «Avevo già trascorso 4 anni nella parrocchia di Valtournenche e 2 anni a Pont-Saint-Martin, quando nel 1964 venni destinato a Cogne. L’economia locale si reggeva sull’attività mineraria, le famiglie erano più unite e nella casa parrocchiale si vedevano sempre molti giovani. Poi con il tempo tutto è cambiato! Oggi è il turismo a fare da protagonista, i ragazzi sono presi dalle loro attività sportive o studiano fuori casa, altri lavorano lontano dalle loro famiglie di origine e quindi è diventato sempre più difficile vederli in chiesa».
Il parroco di Cogne, da sempre, ha ricoperto un ruolo importante per la Casa di Riposo del piccolo paese di montagna, sia a livello spirituale che in ambito gestionale. «Cinquant'anni fa, la Casa di riposo era in pessime condizioni – prosegue don Corrado - al punto tale che negli anni ’80, con il coinvolgimento di Mons. Maturino Blanchet venne deciso di rifarla completamente. Furono tanti i sacrifici e mai avrei immaginato di doverla chiudere e liquidare dopo 135 anni di attività di accoglienza». La Casa di riposo fu inaugurata nel 1878, ma era operante già nel 1876, da Antoine-Joseph Jeantet, dal canonico Léon-Clément Gérard, dal Cavaliere Anselme-Romuald Guichardaz e costruita dall'impresario Joseph Lancia: è da sempre considerata un’istituzione per i cognein. «Era nata per accogliere i ragazzi e le ragazze in difficoltà e quelli che desideravano avere una formazione scolastica - continua il parroco di Cogne - Poi negli anni, anche la sua destinazione è cambiata fin tanto che ha assunto un ruolo di assistenza socio-sanitaria rivolta principalmente agli anziani. Nel 2013 è arrivata la drastica decisione; l’Opera Pia delle Missioni di Aosta, proprietaria dell’immobile, ha deciso di chiuderla a causa di una generale e costosa ristrutturazione per l’adeguamento alle normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche e per gli importanti costi gestionali della struttura stessa. Tutto ciò nonostante le prestazioni gratuite fornite dalla Congregazione di Suore di San Giuseppe. Un vero peccato».
Don Bagnod ha anche qualche souvenir molto particolare: «Spero che la comunità possa ricordare anche quei bei momenti che hanno scritto le pagine della nostra storia spirituale, come quel sabato di agosto del 1994, quando, sul prato di S. Orso, Papa Giovanni II celebrò la Santa Messa e benedì la Statua della Madonna in bronzo che dopo qualche giorno fu collocata sulla cresta del Tersiva. Ricordo ancora le sue parole quando lo chiamai al telefono per comunicargli che, alla presenza di con circa 300 pellegrini, avevamo celebrato messa a 3.512 metri di altitudine».

M.G.