Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

Il messaggio di Natale di Monsignor Franco Lovignana: «teniamo fermo il punto di riferimento della famiglia»

redazione 12vda.it
Monsignor Franco Lovignana, vescovo della diocesi di Aosta

Carissimi, è sempre bello per il Vescovo rivolgere gli auguri di Natale ai fedeli della diocesi ed anche a chi guarda o vive questa celebrazione solo da lontano perché non credente o appartenente ad un'altra religione. Lo faccio dunque volentieri, ma anche con un po' di sofferenza pensando alle persone e alle famiglie in difficoltà (materiali e non solo) per il brutto momento che stiamo vivendo. Vorrei poter offrire a tutti un aiuto e un conforto, ma non sempre è possibile.
So però che parrocchie, "Caritas" e molte associazioni stanno facendo davvero tanto per chi è nel bisogno. E' questo un segno eloquente del Vangelo e della vita nuova che Gesù dona a chi crede in Lui. Richiamo due avvenimenti ecclesiali che possono accompagnare il Natale 2014 aiutandoci a non dimenticare il contesto di povertà e di fragilità nel quale facciamo memoria della nascita di Gesù. Parlo del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, che riprenderà ad ottobre 2015, e del Convegno Ecclesiale Nazionale (In Gesù Cristo il nuovo umanesimo) che si celebrerà a Firenze nel mese di novembre 2015. L'uno e l'altro si propongono di offrire speranza agli uomini e alle donne di oggi e per questo suscitano attesa ed interesse ben al di là dei confini delle nostre comunità. Gesù, nascendo in una famiglia, ci invita a riconoscere la dignità, la bellezza e l'unicità irripetibile di questo luogo umano nel quale sboccia, cresce e fiorisce la vita.
E' innanzitutto la vita dei bimbi che nascono, ma è anche la vita degli sposi e di tutti coloro che sono coinvolti nell'avventura familiare, a partire dai nonni. Celebrare la nascita del Signore ci chiede di prestare attenzione alla famiglia, progetto di vita che nasce dall'amore di un uomo e di una donna, progetto che Dio ha da sempre pensato e che benedice e viene ad abitare mediante il sacramento del Matrimonio, progetto che diviene un pilastro della società e della comunità cristiana. Il Figlio di Dio diventa uomo non soltanto per raccontarci chi è Dio, ma anche per dirci chi siamo noi nel pensiero di Dio Creatore. A Firenze ci chiederemo come la fede cristiana aiuti i discepoli di Gesù ad essere più uomini e come il Vangelo possa aiutare l'umanità di oggi ad essere più umana al di là delle differenze culturali, ideologiche e religiose.
Famiglia e umanizzazione sono due facce della medesima medaglia e camminano di pari passo: ordinariamente è dentro ad una famiglia e grazie ad una famiglia che si diventa uomini e donne capaci di affrontare la vita ed anche di mettersi al servizio del bene comune. E' importante che teniamo fermo il punto di riferimento della famiglia e lo difendiamo non tanto e non solo come un principio, ma soprattutto come una realtà bella e vissuta, capace di parlare e di convincere. Vedo qui un compito di evangelizzazione e di servizio all'umanità di oggi da parte degli sposi e delle famiglie cristiane: è la loro vita che può dire in maniera convincente e "contagiosa" il vangelo della famiglia, cioè che in Cristo e alla luce del suo Vangelo è possibile anche oggi costruire e vivere una famiglia secondo gli insegnamenti del Vangelo. Papa Francesco e i Padre sinodali «con intima gioia e profonda consolazione» ringraziano ed incoraggiano queste famiglie «per la testimonianza che offrono. Grazie ad esse, infatti, è resa credibile la bellezza del matrimonio indissolubile e fedele per sempre» (Relatio Synodi n. 23).
Sia chiaro: dire la bellezza della famiglia non vuol dire combattere nessuno, non vuol dire negare i diritti di alcuno. Questa è una falsa contrapposizione creata ad arte per screditare la famiglia e farla apparire come una forma sociale superata. Ma forse è il caso di aprire gli occhi. Forse è il caso di guardarsi attorno e non assimilare acriticamente ciò che spesso i mezzi di comunicazione sociale cercano di veicolarci. E' vero che la famiglia è in difficoltà, è vero che tante famiglie si sfasciano, ma è altrettanto vero che ci sono bellissime famiglie che tengono ed offrono un ambiente educativo sereno e sano per le nuove generazioni, è altrettanto vero che la famiglia continua ad essere un punto di riferimento anche nella nostra società. Soprattutto la famiglia resta il sogno di tanti giovani, anche se spesso sono impossibilitati a realizzarlo a causa della mancanza di mezzi e di lavoro, mancanza causata certamente dalla crisi economica, ma anche da politiche dissennate e da una gestione disonesta delle risorse pubbliche.
A fronte di queste considerazioni possiamo chiederci: dove sono le politiche familiari? chi si fa carico di aiutare le famiglie in difficoltà? Al contrario sembra che si voglia fare di tutto per indebolire la famiglia e metterla in cattiva luce. E forse una ragione c'è. Una società senza famiglia è una società sbandata, sicuramente preda più facile per chi è interessato ad imporre un pensiero unico oppure interessato a ridurre la persona a consumatore. Ci confortano le parole pronunciate da papa Francesco in piazza San Pietro lo scorso 4 ottobre: «è significativo come - anche nella cultura individualista che snatura e rende effimeri i legami - in ogni nato di donna rimanga vivo un bisogno essenziale di stabilità, di una porta aperta, di qualcuno con cui intessere e condividere il racconto della vita, di una storia a cui appartenere. La comunione di vita assunta dagli sposi, la loro apertura al dono della vita, la custodia reciproca, l'incontro e la memoria delle generazioni, l'accompagnamento educativo, la trasmissione della fede cristiana ai figli...: con tutto questo la famiglia continua ad essere scuola senza pari di umanità, contributo indispensabile a una società giusta e solidale (cfr Esort. ap. Evangelii Gaudium, 66-68). E più le sue radici sono profonde, più nella vita è possibile uscire e andare lontano, senza smarrirsi né sentirsi stranieri ad alcuna terra». Buon Natale a tutti!