Il messaggio di Natale di Monsignor Franco Lovignana: «teniamo fermo il punto di riferimento della famiglia»

redazione 12vda.it
Monsignor Franco Lovignana, vescovo della diocesi di Aosta

Carissimi, è sempre bello per il Vescovo rivolgere gli auguri di Natale ai fedeli della diocesi ed anche a chi guarda o vive questa celebrazione solo da lontano perché non credente o appartenente ad un'altra religione. Lo faccio dunque volentieri, ma anche con un po' di sofferenza pensando alle persone e alle famiglie in difficoltà (materiali e non solo) per il brutto momento che stiamo vivendo. Vorrei poter offrire a tutti un aiuto e un conforto, ma non sempre è possibile.
So però che parrocchie, "Caritas" e molte associazioni stanno facendo davvero tanto per chi è nel bisogno. E' questo un segno eloquente del Vangelo e della vita nuova che Gesù dona a chi crede in Lui. Richiamo due avvenimenti ecclesiali che possono accompagnare il Natale 2014 aiutandoci a non dimenticare il contesto di povertà e di fragilità nel quale facciamo memoria della nascita di Gesù. Parlo del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, che riprenderà ad ottobre 2015, e del Convegno Ecclesiale Nazionale (In Gesù Cristo il nuovo umanesimo) che si celebrerà a Firenze nel mese di novembre 2015. L'uno e l'altro si propongono di offrire speranza agli uomini e alle donne di oggi e per questo suscitano attesa ed interesse ben al di là dei confini delle nostre comunità. Gesù, nascendo in una famiglia, ci invita a riconoscere la dignità, la bellezza e l'unicità irripetibile di questo luogo umano nel quale sboccia, cresce e fiorisce la vita.
E' innanzitutto la vita dei bimbi che nascono, ma è anche la vita degli sposi e di tutti coloro che sono coinvolti nell'avventura familiare, a partire dai nonni. Celebrare la nascita del Signore ci chiede di prestare attenzione alla famiglia, progetto di vita che nasce dall'amore di un uomo e di una donna, progetto che Dio ha da sempre pensato e che benedice e viene ad abitare mediante il sacramento del Matrimonio, progetto che diviene un pilastro della società e della comunità cristiana. Il Figlio di Dio diventa uomo non soltanto per raccontarci chi è Dio, ma anche per dirci chi siamo noi nel pensiero di Dio Creatore. A Firenze ci chiederemo come la fede cristiana aiuti i discepoli di Gesù ad essere più uomini e come il Vangelo possa aiutare l'umanità di oggi ad essere più umana al di là delle differenze culturali, ideologiche e religiose.
Famiglia e umanizzazione sono due facce della medesima medaglia e camminano di pari passo: ordinariamente è dentro ad una famiglia e grazie ad una famiglia che si diventa uomini e donne capaci di affrontare la vita ed anche di mettersi al servizio del bene comune. E' importante che teniamo fermo il punto di riferimento della famiglia e lo difendiamo non tanto e non solo come un principio, ma soprattutto come una realtà bella e vissuta, capace di parlare e di convincere. Vedo qui un compito di evangelizzazione e di servizio all'umanità di oggi da parte degli sposi e delle famiglie cristiane: è la loro vita che può dire in maniera convincente e "contagiosa" il vangelo della famiglia, cioè che in Cristo e alla luce del suo Vangelo è possibile anche oggi costruire e vivere una famiglia secondo gli insegnamenti del Vangelo. Papa Francesco e i Padre sinodali «con intima gioia e profonda consolazione» ringraziano ed incoraggiano queste famiglie «per la testimonianza che offrono. Grazie ad esse, infatti, è resa credibile la bellezza del matrimonio indissolubile e fedele per sempre» (Relatio Synodi n. 23).
Sia chiaro: dire la bellezza della famiglia non vuol dire combattere nessuno, non vuol dire negare i diritti di alcuno. Questa è una falsa contrapposizione creata ad arte per screditare la famiglia e farla apparire come una forma sociale superata. Ma forse è il caso di aprire gli occhi. Forse è il caso di guardarsi attorno e non assimilare acriticamente ciò che spesso i mezzi di comunicazione sociale cercano di veicolarci. E' vero che la famiglia è in difficoltà, è vero che tante famiglie si sfasciano, ma è altrettanto vero che ci sono bellissime famiglie che tengono ed offrono un ambiente educativo sereno e sano per le nuove generazioni, è altrettanto vero che la famiglia continua ad essere un punto di riferimento anche nella nostra società. Soprattutto la famiglia resta il sogno di tanti giovani, anche se spesso sono impossibilitati a realizzarlo a causa della mancanza di mezzi e di lavoro, mancanza causata certamente dalla crisi economica, ma anche da politiche dissennate e da una gestione disonesta delle risorse pubbliche.
A fronte di queste considerazioni possiamo chiederci: dove sono le politiche familiari? chi si fa carico di aiutare le famiglie in difficoltà? Al contrario sembra che si voglia fare di tutto per indebolire la famiglia e metterla in cattiva luce. E forse una ragione c'è. Una società senza famiglia è una società sbandata, sicuramente preda più facile per chi è interessato ad imporre un pensiero unico oppure interessato a ridurre la persona a consumatore. Ci confortano le parole pronunciate da papa Francesco in piazza San Pietro lo scorso 4 ottobre: «è significativo come - anche nella cultura individualista che snatura e rende effimeri i legami - in ogni nato di donna rimanga vivo un bisogno essenziale di stabilità, di una porta aperta, di qualcuno con cui intessere e condividere il racconto della vita, di una storia a cui appartenere. La comunione di vita assunta dagli sposi, la loro apertura al dono della vita, la custodia reciproca, l'incontro e la memoria delle generazioni, l'accompagnamento educativo, la trasmissione della fede cristiana ai figli...: con tutto questo la famiglia continua ad essere scuola senza pari di umanità, contributo indispensabile a una società giusta e solidale (cfr Esort. ap. Evangelii Gaudium, 66-68). E più le sue radici sono profonde, più nella vita è possibile uscire e andare lontano, senza smarrirsi né sentirsi stranieri ad alcuna terra». Buon Natale a tutti!