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Monsignor Franco Lovignana annuncia la possibilità di convenzioni con altre diocesi per sopperire alla carenza di sacerdoti

redazione 12vda
Monsignor Franco Lovignana

I sacerdoti in Valle d'Aosta non bastano «e l'età e lo stato di salute dei nostri parroci non ci permette più di annunciare in un giorno definito gli spostamenti». Così il vescovo Franco Lovignana introduce il delicato argomento dei trasferimenti o pensionamenti dei presbiteri che, secondo l'affettuosa accoglienza delle comunità parrocchiali valdostane, sollevano sentimenti contrastanti in coloro che hanno seguito in certi casi per molto tempo: «ci saranno ancora spostamenti  - ha spiegato in occasione della presentazione del messaggio che, tradizionalmente, consegna ai fedeli il giorno del patrono della diocesi, sabato 7 settembre - oltre ai cambiamenti già annunciati, ci saranno ancora arrivi dall'estero. Esiste infatti la possibilità per le diocesi di convenzionarsi, per un supporto reciproco, per un periodo di tre anni rinnovabile fino a tre volte».
"Ripartiamo da qui" è quindi il titolo scelto dal vescovo per la lettera pastorale, dedicata interamente al futuro della Chiesa valdostana e delle sue parrocchie, una riflessione che è già stata avviata negli ultimi anni, ma su cui Lovignana intende ora "tirare le fila".
La lettera pastorale raccoglie il frutto del lavoro svolto nei mesi scorsi dai due Consigli diocesani, quello presbiteriale, composto da soli sacerdoti, e quello pastorale, nel quale sono rappresentate tutte le componenti della diocesi, con sacerdoti, diaconi, religiosi e laici: «la riflessione già iniziata negli anni scorsi - spiega il vescovo - ha come domanda di partenza il futuro della diocesi e delle parrocchie in questo tempo di grandi cambiamenti. La domanda nasce soprattutto dalla preoccupata constatazione della diminuzione del clero e l'avanzare d'età dei sacerdoti. Lavorando insieme abbiamo preso coscienza che questo non era l'unico elemento sul quale soffermarsi e l'analisi ci ha portato a prendere il considerazione il restringimento numerico di molte parrocchie, causato dalla diminuzione di coloro che partecipano abitualmente alla loro vita e soprattutto alle celebrazioni domenicali, oltre alla fatica di molte famiglie e comunità nella trasmissione della fede intesa come apertura dell'intelligenza e del cuore a Dio. Abbiamo anche notato la crescente secolarizzazione che allarga la forbice tra il Vangelo di Gesù Cristo e la vita concreta delle persone che, nella grande maggioranza, sono battezzate, una secolarizzazione ambigua perché spesso si serve dei segni e dei significati religiosi ma svuotandoli di ogni significato di fede. Per contro constatiamo anche la realtà di adulti che si riavvicinano alla fede dopo un periodo di allontanamento dalla Chiesa, realtà che interpella pastori e comunità affinché diventino accoglienti e siano in grado di offrire un vero e proprio accompagnamento a chi chiede di "imparare" o "re-imparare" a pregare, a leggere la Sacre Scritture, a celebrare la Liturgia, a vivere i Sacramenti».
«Il primo obiettivo dell'agire pastorale sarà ritessere un tessuto comunitario - continua monsignor Franco Lovignana - laddove si è sfilacciato e ritesserlo a partire dall'essenziale che è la fede in Gesù Cristo, una fede maturata nella preghiera e nell'ascolto della Parola di Dio, celebrata nell'Eucarestia domenicale e negli altri Sacramenti della vita cristiana e testimoniata nella carità verso gli altri, tutti gli altri a partire da chi è più piccolo e bisognoso Il primo obiettivo dell'agire pastorale sarà ritessere un tessuto comunitario laddove si è sfilacciato e ritesserlo a partire dall'essenziale che è la fede in Gesù Cristo, una fede maturata nella preghiera e nell'ascolto della Parola di Dio; celebrata nell'Eucarestia domenicale e negli altri Sacramenti della vita cristiana; testimoniata nella carità verso gli altri, tutti gli altri a partire da chi è più piccolo e bisognoso. Ecco perchè la Lettera porta il titolo "Ripartiamo da qui" dove il qui è la Pasqua di Gesù raffigurata da una bellissima miniatura rinascimentale tratta dal "Messale de Rotariis" della Collegiata di Sant'Orso. Sono profondamente convinto che per la vita della Chiesa ogni strategia organizzativa sia inefficace laddove non si punti innanzitutto ad una vita cristiana profonda, vera, convinta».
Dai suggerimenti dei Consigli diocesani, il Vescovo ha quindi raccolto due indicazioni organizzative per il futuro della Chiesa sul territorio, a partire dalla necessità di «lavorare perché le parrocchie che già hanno o presto avranno un solo parroco inizino anche un cammino pastorale comune» con un «cambio di mentalità in cui le risorse della comunità vengano unite, lavorando un po' di più insieme. Sono convinto che quello che può apparire come una perdita si dimostrerà una vera opportunità e ricchezza. Ovviamente tutto questo richiederà molta delicatezza ed attenzione all'identità ed alle tradizioni di ogni comunità». La seconda indicazione organizzativa riguarda le collaborazioni pastorali all'interno delle quali «formare un piccolo gruppo di collaboratori che possano aiutare il parroco nei diversi ambiti della pastorale, anche assumendo delle responsabilità».
Proprio per iniziare a lavorare in questa direzione verranno proposte alcune iniziative diocesane: monsignor Franco Lovignana si propone di visitare tutte le parrocchie della diocesi in una rapida visita pastorale dedicando un pomeriggio e la sera all'incontro con il parroco, ad una celebrazione dell'Eucarestia e ad un incontro con la comunità o con i suoi rappresentanti durante il quale ascoltare e dialogare su come lavorare pastoralmente nei prossimi anni.
In secondo luogo si propone ai catechisti ed ai membri dei consigli pastorali di percorrere un cammino di formazione utilizzando gli incontri della scuola "Effatà" che è stata riorganizzata su quattro anni proprio per offrire una formazione di base uniforme sui grandi capitoli del Catechismo della Chiesa cattolica: il "Credo", i Sacramenti, la vita morale e la preghiera mentre per i membri dei consigli parrocchiali per gli affari economici verranno proposti incontri specifici dedicati al senso dei beni ecclesiastici e della loro amministrazione: «nei consigli diocesani - conclude la lettera pastorale - si è spesso evidenziato come sia necessario rimettere al centro la Parola di Dio ascoltata, pregata e approfondita insieme. Per questo motivo verrà proposta a tutte le parrocchie un'iniziativa di catechesi o "lectio" per gli adulti».

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