Nella giornata di Sant'Anselmo celebrati i due anni della fondazione della "Cappella musicale" della Cattedrale di Aosta

redazione 12vda
Un momento della celebrazione con la 'Cappella musicale di Sant'Anselmo'

Compie due anni dalla fondazione, la "Cappella musicale di Sant'Anselmo", realtà musicale voluta dal vescovo di Aosta, monsignor Franco Lovignana, per riprendere l'antica tradizione artistica che per secoli ha caratterizzato l'alta qualità valdostana in fatto in composizione ed interpretazione. In occasione della "festa di Sant'Anselmo", da Aosta, del Bec e di Canterbury, patrono della Cappella, giovedì 21 aprile sono stati celebrati i vespri solenni in occasione della festa del Santo, con la proposta di brani di canto gregoriano e di composizioni originali, alla presenza di autorità, invitati, tra cui il Maestro della Cappella musicale di Vercelli monsignor Denis Silano e quello della Cappella di Brescia don Roberto Soldati, e popolo attento e partecipativo.

A raccogliere l'invito del prelato, è stato il maestro di coro Efisio Blanc, che si è avvalso della collaborazione musicale e organizzativa dell'organista titolare della Cattedrale, Jefferson Curtaz, e del suo vice, Flavio Desandré. In una felice alternanza di brani e di esecutori, non solo la "Cappella musicale" ma anche i seminaristi Daniele Borbey e Lorenzo Sacchi ed il quartetto d'archi formato da Sylvie e Marlene Blanc ai violini, Claudia Desandré alla viola e Michel Voyat al violoncello, sono stati proposti inni gregoriani, ma anche composizioni originali, studiate nel solco della tradizione da Curtaz, che continua a perfezionarsi nel romano "Pontificio Istituto di Musica Sacra" ma non disdegna un uso accurato della tecnica del falsobordone.

Da uno dei testi più celebri di Anselmo filosofo e dottore della Chiesa, il "Proslogion", Curtaz ha tratto il brano proposto in apertura di cerimonia con il titolo "Il volto tuo io cerco"«Anselmo è un uomo tutto e sempre proteso alla ricerca della verità - ha commentato monsignor Lovignana nell'omelia - e penso che sia come vescovo, che come monaco, come maestro e come pastore, abbia incarnato questi versetti che abbiamo ascoltato. La sua spiritualità, il suo pensiero, il suo agire sgorgano dalla sapienza che viene dall'alto, in un'ottica che va in profondità e va ricercata fin dalla sua giovinezza, attraverso i lunghi anni, di ricerca, di studio, di immersione nel mistero di Dio (è di Anselmo d'Aosta la "Prova ontologica dell'esistenza di Dio", n.d.r.). Ed è così che lui intellettuale puro, è considerato il fondatore della scolastica medievale, aveva un programma di vita che si rifaceva ad un principio antico che dice: alla scienza bisogna sempre preferire la carità. E questo principio dà la forma a tutto il suo agire, alla sua pedagogia, ci riferiamo particolarmente ai metodi usati. Pensava che i ragazzi giovani, che venivano offerti al monastero, non potessero essere educati se non la dolcezza e il convincimento».

«E' un servizio alla comunità - ha commentato Efisio Blanc, al momento dei ringraziamenti - ci auguriamo di poterlo continuare al meglio».