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Cassella resta al suo posto fino a fine mandato: il cavillo dal "Codice degli appalti" non convince. Da novembre la Monaci alla guida dell'Ateneo

redazione 12vda.it
L'inizio della riunione del Consiglio dell'Università della Valle d'Aosta del 13 maggio

«Sono il rettore dell'Università della Valle d'Aosta fino alla fine regolare del mio mandato il prossimo novembre». Così commenta Fabrizio Cassella, per il quale negli ultimi mesi da più fronti era stata chiesta la revoca, non prevista dallo statuto d'Ateneo.

Casella non è stato revocato, a novembre gli subentra la Monaci. Dopo le accuse di non voler assolvere ai suoi compiti, firmate da buona parte di docenti, primi firmatari Marco Alderighi e Maria Grazia Monaci, e molti degli impiegati amministrativi; dopo le frenate della Lega, nel Consiglio dell'Università quando era in maggioranza e con la proposta di mozioni, sempre rinviate, da quando è in minoranza; dopo l'ultima carta del parere legale che il presidente della Regione Antonio Fosson e l'assessore all'istruzione Chantal Certan si erano impegnati a chiedere, il Consiglio, che si è riunito nel pomeriggio di lunedì 13 maggio aveva all'ordine del giorno proprio la revoca di Cassella, visto il parere legale, e la nomina del nuovo rettore, da scegliere nella terna proposta dal Senato accademico e composta da Angela Stefania Bergantino dell'Università di Bari, Marco Alderighi e Maria Grazia Monaci dell'Università della Valle d'Aosta. Proprio quest'ultima è risultata eletta.
Il parere legale richiesto allo studio di avvocati "Gandino Paire" di Torino, però, non è stato tombale: i professionisti hanno risposto che la revoca si sarebbe anche potuta fare, sulla base dell'articolo 21 quinquies della legge numero 241 del 1990 ma non sarebbe stata opportuna per i tempi. Infatti la nomina di Cassella, anche se messa in discussione dal Consiglio a presidenza Lega dello scorso novembre, scadrà fa pochi mesi, il 31 ottobre prossimo, dopo due quadrienni alla guida dell'Università.

Nel "Codice degli appalti" il cavillo per revocare l'attuale rettore. Il cavillo trovato dai legali è stato cercato nel "Codice degli appalti", nella parte in cui viene definita la "revoca ed il recesso" dell'efficacia ed invalidità del provvedimento amministrativo, possibile "per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento dell'adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario". In questo caso però "se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo".
L'articolo del "Codice degli appalti" prevede anche che "ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati è parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l'interesse pubblico".

«Implose le iniziative illegali per provocare la mia revoca». «E' fallito il tentativo per disporre illegittimamente la mia revoca - ha aggiunto Cassella - le iniziative per delegittimarmi hanno subìto una brusca frenata nella seduta odierna del Consiglio dell'Università e sono implosi a seguito del parere legale che ha messo ciascuno di fronte alle proprie responsabilità. Continuerò pertanto il mio lavoro e il mio servizio al territorio valdostano con l'impegno finora profuso e adoperando tutte le mie energie per difendere l'autonomia dell'Università della Valle d'Aosta e per non raccogliere le provocazioni da parte di quelli che si sono adoperati in questi tre mesi per screditarmi e per cercare di sostituirmi anzitempo».
Dal 1° novembre e fino al 31 ottobre 2023, assumerà quindi l'incarico di rettore la professoressa Maria Grazia Monaci, professore ordinario di psicologia sociale e direttore del Dipartimento di scienze umane e sociali, da quindici anni nell'Università valdostana, che non è stata però votata da Cassella. Fosson e la Certan, in una nota dove la vicenda di Cassella non è citata, «hanno espresso soddisfazione per la nomina di una docente che ben conosce il legame dell'Ateneo con il territorio oltre alle specificità culturali della Regione Valle d'Aosta e che ha assunto l'impegno di instaurare la massima collaborazione con tutte le componenti dell'Ateneo».

Rinviata la nomina del nuovo direttore generali. Franco Vietti rinuncerà alla Corte dei conti? E' stata invece rinviata la nomina del direttore generale, incarico ricoperto da Franco Vietti, che è in attesa dell'ultimo passaggio, la nomina da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per prendere incarico nella Commissione di controllo della Corte dei conti della Valle d'Aosta. Le buste sono in realtà già state aperte, ma non è stata data comunicazione ufficiale sui candidati. A quanto dicono fonti interne, il candidato con punteggio più alto sarebbe lo stesso Vietti, il cui incarico, non stabilizzato ma sempre rinnovato, è in essere dal 2001 come "direttore amministrativo" e dal 2012 come "direttore generale". L'ultimo mandato è scaduto il 7 aprile ed è ora in proroga per 45 giorni, vale a dire fino a mercoledì 22 maggio.

"Una "rettrice" come augurio per un effettivo rilancio dell'Ateneo". Il sindacato "Cgil" della Valle d'Aosta, sia dalla "Federazione lavoratori della conoscenza - Flc" sia dalla "Funzione pubblica - Fp" ha voluto rendere pubblica la "soddisfazione per l'elezione, per la prima volta, di una donna come "rettrice" dell'Università della Valle d'Aosta - si legge in una nota - con l'augurio che sia un segnale di un effettivo rilancio dell'Ateneo e, più in generale, dell'alta formazione in Valle d'Aosta".
"Nei mesi scorsi l'Università della Valle d'Aosta - prosegue la nota di Claudio Idone, segretario "Flc" e di Igor De Belli, segretatio "Fp" - è stata segnata da una gravissima frattura tra l'attuale rettore, Fabrizio Cassella, e la grande maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici dell'Ateneo. In un momento delicato per la vita dell'università valdostana, in assenza di un "Piano di sviluppo" e durante l'esercizio provvisorio che ha caratterizzato l'inizio di quest'anno, il rettore ha infatti diviso tra loro lavoratori e lavoratrici ed ha proposto di sospendere per un tempo indefinito prerogative e poteri dei suoi organi statutari. Con i suoi atti e le sue ripetute dichiarazioni ha creato e continua a riprodurre questa insanabile frattura del rapporto di fiducia con chi lavora nell'Università della Valle d'Aosta. Il Consiglio dell'Università ha comunque ritenuto opportuno non procedere ad una revoca, oramai a pochi mesi dalla scadenza del mandato, che avrebbe potuto condurre ad un contenzioso giudiziario".

"Non solo una rettrice donna ma proveniente dai ruoli dell'Ateneo". "Speriamo che l'elezione di Maria Grazia Monaci a prossima rettrice possa allora garantire il superamento di questa frattura - auspicano quindi i due sindacalisti - non solo una rettrice donna, ma soprattutto una rettrice proveniente dai ruoli dell'Ateneo, che lavora e vive in Valle d'Aosta da più di quindici anni, che è già stata eletta come direttrice di Dipartimento, che raccoglie ampio consenso e fiducia non solo tra i docenti ma in tutte le componenti dell'Ateneo. Come organizzazioni sindacali ci auguriamo quindi che il suo mandato possa non solo rappresentare una nuova fase di coesione nell'Università della Valle d'Aosta, ma anche un momento di ridefinizione democratica, condivisa e partecipata dei "Piani di sviluppo" dell'università, in grado di garantire quella svolta che già due anni fa, unitariamente come categorie dell'istruzione e della ricerca, chiedevamo per il nostro ateneo regionale".

ultimo aggiornamento: 
Mercoledì 15 Maggio '19, h.10.10

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