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E' mancato il Canonico don Amato Chatrian, sacerdote simpatico e grande esperto di musica: a febbraio avrebbe compiuto novant'anni

redazione 12vda.it
Don Amato Chatrian con la 'Cappella di San Grato' (foto Luigi Semeria)

Il Canonico don Amato Chatrian, prevosto della Cattedrale di Aosta è mancato nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 gennaio, all'ospedale "Beauregard" di Aosta, dove era stato appena ricoverato in seguito ad un'ischemia intestinale. Don Chatrian, che il prossimo 3 febbraio avrebbe compiunto novant'anni, e fino a qualche mese fa suonava ancora il pianoforte, è rimasto lucido fino alla fine, ed ha espresso che le sue esequie siano recitate e cantate in francese, così come le epigrafi.

Don Chatrian, originario di Torgnon, dopo il seminario minore proseguì la formazione presso il maggiore giungendo all'Ordinazione sacerdote il 12 giugno 1953. Iniziò il suo ministero come vicario parrocchiale a Brusson fino al 29 marzo 1960, quando fu nominato parroco di Sarre. Qui esercitò il suo ministero pastorale partecipando alla vita sociale della comunità, restaurando la chiesa parrocchiale e la casa canonica e curando con particolare attenzione il mondo agricolo, tanto che già nel 1962 fu richiesto quale consigliere ecclesiastico della "Associazione coltivatori diretti".
Nel 1978 venne nominato Cavaliere della Corona d'Italia da Umberto II di Savoia ed il 1° ottobre 1993 Canonico della Cattedrale dall'allora vescovo monsignor Ovidio Lari: tra i suoi primi impegni ci fu la riorganizzazione della "Schola Cantorum", che per molti anni curò sia sotto il profilo canoro sia sotto quello spirituale e, nel 1998, venne nominato responsabile della sezione musica sacra dell'Ufficio liturgico diocesano, venendo poi nominato, il 1° settembre 2004, prevosto della Cattedrale.

Don Amato Chatrian, che era membro della "Académie Saint Anselme", è stato assistente spirituale diocesano anche delle associazioni "Uciim", "Aimc" e "Meic" e del "Convegno di Maria Cristina" e nel 1999, grazie ad un'importante ricerca condotta con padre Eugenio Costa, fece pubblicare il repertorio diocesano di canti liturgici "Cantate al Signore. Chantez au Seigneur" ancora oggi utilizzato in tutte le chiese della Valle d'Aosta: «nonostante i problemi di salute - ricordano dalla diocesi di Aosta - ha continuato a svolgere con spirito gioviale il suo servizio nella Chiesa Madre della diocesi. Quanti lo hanno conosciuto ne riconoscono la profondità spirituale unita ad un brillante umorismo, caratteristica che emerge nel suo libro "Humour et bonne humeur des curés valdôtains" pubblicato nel 2006. Ritiratosi da alcuni anni presso il Priorato di Saint-Pierre, continuava a ricevere la visita degli amici ai quali offriva sempre parole buone e qualche battuta».

La camera ardente sarà allestita nella Cattedrale di Aosta a partire dalla tarda mattinata di venerdì 13 gennaio, dove alle ore 20.30 verrà recitato il Rosario. Il giorno dopo, alle ore 9.30 si terranno i funerali, presieduti da monsignor Franco Lovignana, Vescovo di Aosta e, successivamente la salma sarà accompagnata alla chiesa parrocchiale di Torgnon dove alle 11.30 si terrà una seconda celebrazione, prima della tumulazione nel cimitero del suo paese natale.

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