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La Polizia di frontiera sequestra quasi sei chili di cocaina al Traforo del Monte Bianco: cinque panetti erano nascosti nella cabina di un "Tir" bulgaro

Angelo Musumarra
I cinque panetti di cocaina scoperti dalla Polizia di Frontiera

Cinque chilogrammi ed 828 grammi di cocaina sono stati sequestrati dagli agenti della Polizia di frontiera nelle prime ore di venerdì 9 ottobre, a Courmayeur, all'uscita del Traforo del Monte Bianco, nella cabina di un autocarro "Daf" bulgaro: lo stupefacente, trovato senza l'ausilio delle unità cinofile, era nascosto in un doppio fondo, nel vano attrezzi della zona passeggeri. L'autista, un 34enne greco, incensurato, fermato intorno alle ore 22 di giovedì 8, a causa dell'eccessivo nervosismo ha insospettito gli agenti che per diverse ore hanno controllato tutto il mezzo, ufficialmente proveniente dalla Francia, che trasportava materiale in alluminio.
Una volta scoperti i cinque panetti, il contenuto è stato sottoposto ad un primo test da parte degli agenti della Polizia scientifica e poi ad un secondo, da parte del personale della "Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente - Arpa": «la qualità della cocaina presenta una una purezza di oltre il 75 per cento - spiega Alessandro Zanzi, dirigente della Polizia di Frontiera della Valle d'Aosta - e questo ci fa supporre che, presumibilmente era destinata a successivi trattamenti per poi essere messa sul mercato, dove la cocaina viene venduta con una purezza tra il venticinque ed il trenta per cento. Le analisi dell'Arpa hanno rivelato solo la presenza di "Tetramisole" (un medicinale per volatili che cura ascaridiosi, capillariosi ed ossiuriasi, patologie sviluppate dall'infezione di parassiti, trasmissibili anche all'uomo. n.d.r.), sostanza che viene, di solito, utilizzata per il "taglio". Si può ipotizzare che questi cinque panetti avrebbero reso oltre 700mila euro».

Al camionista, fermato, controllato, perquisito ed arrestato solo dopo che è stato verificato che nei panetti c'era effettivamente cocaina, viene contestato il reato di traffico internazionale di stupefacenti ed è improbabile che non sapesse nulla: «parla solo inglese - aggiunge Zanzi - il suo comportamento ha permesso la scoperta di questo quantitativo di droga e quando gli abbiamo contestato i reati è crollato in un pianto sconfortante ed è in uno stato psicofisico di grande sofferenza. Questo ci fa presupporre che fosse uno dei suoi primi trasporti e che arrivasse dal Belgio o dall'Olanda. Lui non si è giustificato ed ora è rinchiuso nella Casa circondariale di Brissogne».
L'indagine, che sta cercando di scoprire a chi fosse destinata la cocaina e l'eventuale connessione con la ditta di trasporti bulgara, è coordinata dal pubblico ministero Eugenia Menichetti, e vede anche il coinvolgimento della "Squadra mobile" della Questura di Aosta e della "Direzione centrale antidroga": «questo è uno dei più consistenti sequestri di cocaina mai avvenuti in Valle d'Aosta - sottolinea ancora Alessandro Zanzi - molte volte i controlli danno esito negativo, ma il personale è stato abile, sappiamo i "modus operandi" dei traffici illeciti, ed anche tra le Forze di polizia aumenta il "khow how" delle metodologie di trasporto. Abbiamo trovato lo stupefacente senza cani, è stata fortuna, ma la nostra capacità operativa ed esperienza ci hanno permesso di andare oltre l'apparenza. Questo risultato operativo ci gratifica, vista anche tutta l'attività di potenziamento che, come Polizia di frontiera, stiamo effettuando in questo periodo, su disposizione del Dipartimento di pubblica sicurezza. Abbiamo potenziato l'attività nel rispetto degli "Accordi di Schengen", non si vedranno mai controlli sistematici ma solo quelli mirati o "a campione", che vengono attuati nel rispetto della normativa europea sulla libera circolazione. Questo modo di operare ha portato, anche recentemente, ad arresti per mandati di cattura internazionali ed è il frutto del potenziamento dell'attività che, vista la situazione, considerata anche la tematica dei flussi, del favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e della tratta degli esseri umani, ci vede particolarmente coinvolti. Anche qui in Valle d'Aosta, nelle zone transfrontaliere, pur garantendo la libera circolazione, operiamo in modo specialistico e questo ci ha permesso di riportare anche risultati importanti. Questo è un buon viatico per continuare la nostra attività, con grande sacrificio del personale, richiedendo a tutti i poliziotti un impegno oltre l'ordinario, viste queste situazioni ambientali particolari».

Qui la gallery fotografica del sequestro di cocaina al Traforo del Monte Bianco:


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