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Il ritrovamento del tumulo da 18 metri di diametro nel cantiere dell'ospedale mette in collegamento le civiltà antiche di Aosta ed Halstatt, in Austria

Elena Meynet
Augusto Rollandin, Gaetano De Gattis, Roberto Domaine, Patrizia Framarin ed Emily Rini nel cantiere dell'ospedale

Si è svolta nella mattinata di mercoledì 18 marzo la visita guidata al cantiere archeologico dell'ampliamento dell'ospedale "Parini", denso di scoperte, tra cui, l'ultima, lo scorso 14 febbraio di un tumulo della straordinaria grandezza di diciotto metri di diametro, che ha conservato per 2700 anni il corpo di un giovane guerriero celtico, probabilmente un personaggio di rilievo nella società che nel primo millennio avanti Cristo, nella prima "Età del Ferro", abitava la base della collina di Aosta.

Presenti Augusto Rollandin, presidente della Regione, con Emily Rini, assessore regionale all'istruzione e cultura, Roberto Domaine, soprintendente ai Beni culturali, Gaetano De Gattis, dirigente della Soprintendenza, Patrizia Framarin, archeologa della Regione, David Wicks e Claudia De Davide di "Ahket", l'impresa che sta svolgendo lo scavo. 
I motivi di interesse per lo scavo sono molti, geografici, storici e di relazione con le altre civiltà che contemporaneamente si stavano sviluppando al di qua e al di là delle Alpi, come la cultura di Halstatt in Austria, con cui presenta somiglianze e che è considerata la culla dei Celti. Si tratta infatti di un ritrovamento plurimo, con un'area ancora più antica e da indagare: il tumulo, la tomba del "principe", conteneva infatti diversi arredi e si trova a tre metri da un cerchio di pietre, di cui si è potuto portare alla luce soltanto una disposizione ad arco.

Leggi il pezzo completo su iltrillodeldiavolo.it

Qui la gallery fotografica dello scavo archeologico nel cantiere dell'ospedale "Parini".

Nel video le valutazioni e le analisi delle autorità e degli esperti:

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