Alla Galleria San Grato, ad ottobre, le esposizioni delle opere di Mirko De Santis, Silvana Zanoni, Loredana Cicala, Alberto Piccolo e Maria Carere

Claudia Camedda
Un'opera di Mirko De Santis alla 'Galleria San Grato'

Alla "Galleria San Grato", in via De Tillier, nel centro di Aosta, anche ad ottobre si alternano gli incontri settimanali con altre quattro mostre organizzate dalla "Associazione artisti valdostani" presieduta da Marcella Curcio: da sabato 3 a venerdì 9 si tiene la collettiva di Silvana Zanoni e Loredana Cicala. La prima presenta dei lavori ad olio e spatola che hanno come soggetti i grandi uccelli, aironi cinerini ed aquile albatro. La Zanoni, che nel corso degli anni ha ricevuto numerosi premi e onorificenze in Valle d'Aosta, attualmente sta partecipando a Giulianova, in Abruzzo, ad un evento artistico insieme ad artisti di tutta Italia, che prevede tre giorni di pittura in spiaggia, con l'esposizione delle loro opere in due piazze ed in un una galleria locale. Anche Loredana Cicala, assidua appassionata delle arti figurative, che attraverso gli anni ha seguito con scrupolosità i corsi di diversi maestri della Valle come Alberto Piccolo, espone dieci quadri ad olio, i cui soggetti variano da paesaggi a rappresentazioni floreali. L'artista ha partecipato a varie mostre collettive degli allievi della scuola di pittura di Nus: la collettiva sarà aperta dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15 alle 19.

Da sabato 10 a venerdì 23 ottobre sarà la volta di Alberto Piccolo, pittore valdostano, che esporrà venti quadri, fra cui alcuni a olio su tela ed altri a olio su legno. I temi variano dalle montagne valdostane ed alle composizioni floreali come papaveri ed iris. Di effetto sono le rappresentazioni del Monte Bianco, del Cervino, del Grand Parey, dei boschi di betulle e di pini. I paesaggi alpestri e le rappresentazioni di fiori denotano il talento dell'artista, nella nitida stesura dei colori sulle tele. Alberto Piccolo, che nel corso degli anni è stato protagonista di numerose esposizioni in Valle d'Aosta, si è sempre fatto portavoce della bellezza suggestiva delle montagne valdostane. La mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 11 alle 19.

Da sabato 24 a venerdì 30 ottobre tocca a Maria Carere a presentare le sue opere, con i venticinque quadri della sua personale dal titolo "Montagne e minerali": i dipinti sono realizzati ad olio, ad acquarello, ad acrilico e tecnica mista e particolari sono le rappresentazioni dei minerali come granito e sonnite su tappeto di clorite e quarzo ialino dal colore aranciato. Si distingue poi il lavoro della montagna denominata dall'artista "Aria cristallina" mentre con il quadro "In alta quota", la Carere ha vinto premi a Firenze ed a Palermo. L'opera raffigura un paesaggio montagnoso dove delle rocce si riflettono nello specchio d'acqua di un torrente. Maria Carere, che ama anche la letteratura e la poesia, ha anche frequentato un percorso di scrittura autobiografica, tenuto da Giacinta Baudin e con questa seconda attività artistica, ha ottenuto nel 2009 un consenso della giuria al concorso letterario "Città di Levico Terme" in Trentino, che le ha aggiudicato il premio "Farfalla d'argento" e la pubblicazione della sua opera poetica "Avrei voluto" in una raccolta. La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 15.30 alle 19.30.

A traghettare l'attività alla "Galleria San Grato" dal mese di settembre ad ottobre è stato Mirko De Santis: l'artista, originario di Sarre, ha presentato, da sabato 26 settembre a venerdì 2 ottobre diciassette quadri dallo stile "Trip pop art", realizzati con materiali "popolari" come jeans e cartone su tavola di legno di abete. Imponente è il dipinto della sua "Mole Antoneliana" su multistrato pressato, così come è spettacolare la composizione del Monte Cervino con jeans, cerniere, pennelli e pezzi di cassette in legno. Anche la catena del Monte Bianco, realizzata con carta di giornale pressata e cerniere con diverse tonalità di rosso intenso lascia stupiti: in tutte le opere di De Santis prevalgono le sfumature delle tinte scure e rosso acceso così come una composizione con carta di pubblicità dei grandi magazzini e nastro americano che raffigura sempre il Monte Bianco. La "Danza delle ombre", dai colori acrilici, si staglia nello sfondo turchese sulla base tinta bronzo: l'immagine di una donna "polimaterica", ottenuta con l'assemblamento di pezzi di carta di giornale, gomme, un appendino in legno, tessuto di collant femminile, risulta infatti un genere completamente innovativo. I "Suonatori notturni" su tavola in legno si distinguono per i colori stesi con il "sac à poche", una realizzazione di opera d'arte che rompe con gli schemi tradizionali. L'artista, che al momento non ha ancora uno stile preciso, percepisce l'arte come un percorso sempre in sperimentazione, sia nelle forme che nello studio e utilizzo dei materiali.