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La "Cincia bigia" è a rischio, nella Valle di Gressoney a causa dei turisti e delle fastidiose suonerie dei telefoni cellulari

redazione 12vda.it
Un tentativo di dialogo con alcuni esemplari di Cincia Bigia

L'ottimo lavoro realizzato dal professor Andrea Gazzola, studioso del dipartimento di zoologia e genetica evoluzionistica dell'Università di Sassari, il più grande esperto italiano di lupi che, dall'agosto 2006 al luglio 2007, ha coordinato le operazioni per il monitoraggio del lupo in Valle tramite il "wolf-howling", imitandone l'ululato, verrà replicato con un'altra specie animale presente in Valle d'Aosta.
In particolare, l'esperimento verrà effettuato sulla "Cincia bigia", nome comune del "Parus palustris", un un piccolo uccello passeriforme lungo circa dodici centimetri, appartenente alla famiglia dei Paridi.

Il problema è stato portato all'attenzione nel settembre del 2009 dopo che un ornitologo tedesco, il professor Frederich Ische, ordinario dell'Università di Bergheim, in vacanza a Gressoney-Saint-Jean, ha notato che, a causa dell'uomo, questi piccoli uccelli hanno cambiato le proprie abitudini, rischiando l'estinzione: «purtroppo anche in alta montagna, soprattutto d'estate - spiega l'ornitologo - la popolazione umana raddoppia, e con loro i telefoni cellulari. Le suonerie, soprattutto quelli che avvertono l'arrivo di sms o e-mail, infastidiscono le femmine della "Cincia bigia" che si rifiutano così di covare le uova dei piccoli, che vengono così abbandonate ai predatori. Purtroppo non possiamo contare sul maschio, che come Paride, il personaggio mitologico dell'Iliade, che dà il nome alla specie, si occupa prevalentemente di fecondare le femmine ma non di proteggere la prole».

Dagli studi effettuati in Germania, nel dipartimento di ornitologia dell'Ateneo di Bergheim, diretto proprio di Ische, è stato verificato che il piccolo passeriforme comunica con i suoi simili emettendo un "ptciu" nasale ben squillante, ripetuto più volte, ed è emerso che le suonerie verrebbero percepite dalle femmine come una sorta di pesante insulto: «in pratica si offendono - aggiunge il professor Ische - e se ne vanno via. Purtroppo il carattere scontroso di questo uccello è una caratteristica genetica su cui non possiamo agire».

Gli ornitologi tedeschi hanno tentato di trovare una sorta di linguaggio codificato per "parlare" con gli uccelli, ricordando un po' i tentativi che, negli anni '70, numerosi italiani cercavano di fare con "Portobello", il mitico pappagallo dello show di Enzo Tortora: «non è stato semplice - spiegano ancora all'Università di Bergheim - ma partendo proprio dal tedesco, con i suoi suoni duri e perentori, le femmine della "Cincia bigia" si ravvedono e tornano a covare».

Per coprire la zona interessata, che parte da Gressoney-La-Trinité ed arriva fino a Gaby, c'è la necessità di 14 persone che, dopo aver frequentato un apposito corso di formazione all'Università di Bergheim, con la quale l'assessorato regionale all'agricoltura e risorse naturali ha già provveduto a firmare una convenzione, verranno posizionate sul territorio: «è necessario che questi operatori siano già a conoscenza della lingua tedesca - conclude il professor Ische - in quanto le femmine della "Cincia bigia" non considerano intonazioni diverse da quella teutonica: i francesi e gli italiani non vanno bene, ma i walser della Valle del Lys sono perfetti, anche per la conoscenza del territorio».

Per salvare la "Cincia bigia" la Regione ha stanziato, in via d'urgenza, 104mila euro, che verranno utilizzati per il corso di formazione ed i compensi degli operatori: chi volesse dare la propria disponibilità può contattare l'apposito ufficio al numero telefonico 0165.314.54‎. Intanto, nella riunione della Giunta regionale del prossimo venerdì 2 aprile, il presidente della Regione, nelle sue funzioni prefettizie, emanerà un'ordinanza di divieto di utilizzo delle suonerie nei cellulari: da Gaby a Gressoney, per motivazioni etologiche, i telefonini potranno quindi solo vibrare, almeno fino a quando il problema non sarà risolto.


(Questa notizia è un pesce d'aprile... la "Cincia bigia" esiste veramente, non è, fortunatamente, a rischio estinzione).

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