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Rimane debole l'economia valdostana: l'aggiornamento di "Bankitalia" evidenzia le difficoltà dell'industria e del turismo, nonostante l'aumento dell'occupazione

redazione 12vda
Daniele Coin, Gennaro Maria Argirò e Silvia Camussi

E' una Valle d'Aosta ancora in crisi quella dipinta dai ricercatori della filiale di Aosta della "Banca d'Italia": l'aggiornamento congiunturale dell'economia valdostana, pubblicato martedì 11 novembre, evidenzia che prima metà del 2014 è proseguita la fase di debolezza dell'economia valdostana: «l'attività industriale è rimasta contenuta, pur a fronte di una lieve ripresa dell'export - spiega il direttore Gennaro Maria Argirò, affiancato da Daniele Coin e Silvia Camussi - la congiuntura delle costruzioni è rimasta negativa mentre il terziario ha risentito della debolezza della domanda interna. Sulle attività turistiche e commerciali hanno influito negativamente le avverse condizioni climatiche estive. Il mercato del lavoro ha registrato un miglioramento nell'industria in senso stretto, a fronte di un ulteriore calo nel commercio, alberghi e ristorazione e nel settore edile. Le imprese non indicano per i prossimi mesi un miglioramento della congiuntura, l'incertezza resta elevata».
Nel dettaglio, in base ai dati del sondaggio effettuato direttamente da "Bankitalia", il fatturato delle imprese industriali valdostane è ulteriormente calato da gennaio a settembre 2014, con il saldo tra aumenti e diminuzioni che ha fatto segnare un calo di sedici punti percentuali. I piani di investimento per il 2014 sono stati rivisti al ribasso nel ventuno per cento dei casi, mentre l'otto per cento li ha cambiati in aumento. Le aspettative per i prossimi mesi non prefigurano un miglioramento congiunturale: la produzione nel quarto trimestre è prevista in calo per il 32 per cento delle imprese ed in aumento solo per il quattro per cento circa. Gli ordini a sei mesi sono stabili per oltre il settanta per cento delle imprese ed in aumento per il diciotto per cento mentre gli investimenti per il 2015 sono previsti in calo per un terzo delle imprese ed in aumento per l'otto per cento. L'export è lievemente cresciuto nel primo semestre, dell'1,4 per cento in Valle d'Aosta, dell'1,2 per cento in Italia e dell'1,3 per cento nelle regioni del nord ovest: l'aumento ha riflesso principalmente l'andamento delle vendite di prodotti in metallo, quindi quelli legati all'attività della "Cogne acciai speciali", ma ha riguardato anche il comparto dei macchinari, mentre sono diminuite le esportazioni di prodotti alimentari e del comparto dei mezzi di trasporto. Le vendite verso la Svizzera e la Francia sono calate ma la perdita è stata compensata dall'aumento dell'export verso Germania, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca, Messico e Stati Uniti.
La "Banca d'Italia" ha studiato anche i livelli di produzione delle imprese delle costruzioni che, nel 2014, è calata per oltre un terzo delle imprese rilevate, mentre è solo un decimo ha indicato un aumento. Da gennaio a giugno è proseguito il calo sia del numero dei bandi pubblici, con una decrescita del 12,7 per cento, sia del loro valore complessivo, con un calo del 58,5 per cento. Inoltre, nel 2014 si è registrato un peggioramento dei tempi di pagamento delle Amministrazioni pubbliche ed è proseguito il calo delle compravendite di abitazioni, che ha fatto segnare una percentuale negativa del 12,8 per cento.
E' ulteriormente calato, nei primi nove mesi dell'anno, il fatturato delle imprese dei servizi non finanziari: il saldo tra aumenti e diminuzioni è venti punti percentuali in negativo, così come è sceso del due per cento il numero complessivo di passaggi di mezzi pesanti sulle autostrade valdostane mentre sono invece cresciuti del 3,5 per cento quelli attraverso i trafori del Gran San Bernardo e del Monte Bianco. Più pesante il calo dei passaggi di mezzi leggeri sulle autostrade valdostane, che arriva al 5,1 per cento, mentre quelli i trafori sono leggermente aumentati dello 0,6 per cento.
Da gennaio ad agosto sono calate del 1,3 per cento le presenze di turisti ed anche gli arrivi si sono ridotti dello 0,6 per cento. L'andamento negativo è stato determinato dalla diminuzione della componente italiana del 6,9 per cento per le presenze e del 6,3 per cento per gli arrivi, pur a fronte di un aumento dei turisti stranieri, del 7,8 per cento nelle presenze e del 9,3 per cento per gli arrivi. Un segnale positivo arriva dall'occupazione, che nel primo semestre del 2014 è tornata a crescere del due per cento in Valle d'Aosta, mentre è calata dello 0,5 per cento nel nord ovest ed in Italia. Questo ha riflesso un miglioramento dell'industria in senso stretto ed un marginale aumento nei servizi diversi dal commercio. L'aumento è stato più forte per la componente maschile, del 2,4 per cento, mentre è stato dell'1,5 per cento per le donne, ma è proseguito il calo nel settore del commercio, alberghi e ristoranti e in quello edile. L'offerta di lavoro è tornata ad ampliarsi del 2,2 per cento, con il tasso di disoccupazione che è leggermente salito nel primo semestre dell'anno arrivando fino all'8,6 per cento. Il peggioramento ha riguardato unicamente gli uomini con un aumento di 0,6 punti percentuali, arrivando a quota 9,4 per cento mentre per le donne è calato di 0,3 punti percentuali fermandosi al 7,6 per cento. Il monte ore totale di "cassa integrazione" si è ridotto, nei primi nove mesi dell'anno, del 6,3 per cento ed il calo ha riguardato la componente "ordinaria" che è scesa del 14,6 per cento mentre quella "straordinaria" ed "in deroga" è invece aumentata del 12,2 per cento.
La situazione del credito bancario in Valle d'Aosta è ulteriormente peggiorata nei primi sei mesi del 2014, con la dinamica negativa riconducibile alle imprese, che si è attenuato solo ad agosto, mentre i prestiti alle famiglie sono aumentati. La domanda di credito delle imprese rimane debole, e viene utilizzata principalmente per il sostegno del capitale circolante, mentre è calata ancora quella per investimenti produttivi. L'offerta, stabile, ha visto l'arresto degli irrigidimenti degli Istituti bancari, la distensione sulle quantità erogate, con cautele nei confronti delle posizioni più rischiose, come "spread" e "garanzie". I dati di "Bankitalia" evidenziano che, nel secondo semestre 2014, si è verificato un lieve allentamento delle condizioni di offerta, favorito dal minore costo della provvista. La domanda di credito delle famiglie, invece, è tornata a crescere ed i criteri di accesso si stanno allentando. E' cresciuta, in particolare, la richiesta dei mutui immobiliari mentre l'offerta ha visto un allentamento, dopo diversi semestri di variazioni in senso restrittivo, sia per il costo applicato che per le quantità sia per il "loan to value", un sistema di finanziamento che utilizzare il rapporto tra il mutuo ed il valore dell'immobile. Le banche hanno effettuati delle politiche di prezzo invariate verso la clientela più rischiosa e l'offerta si stabilizzerà nella seconda parte del 2014. I tassi dei prestiti alle imprese a breve termine sono aumentati dal 6,6 al 6,9 per cento, mentre i tassi dei prestiti alle famiglie hanno visto un "Taeg - tasso annuo effettivo globale" sulle nuove erogazioni per I'acquisto di abitazioni che è diminuito di 0,4 punti percentuali, scendendo al 3,5 per cento. A giugno sono cresciute le nuove sofferenze in rapporto ai prestiti, che sono l'1,6 per cento, su un valore che, a dicembre 2013 era dell'1,5 per cento. Per le imprese l'indicatore di coloro che non riescono a restituire i prestiti è aumentato al due per cento, mentre era all'1,8 per cento a fIne 2013, un peggioramento provocato dai i comparti manifatturiero e dei servizi mentre il settore delle costruzioni ha fatto segnare un lieve miglioramento. Per le famiglie l'indicatore delle sofferenze è calato allo 0,9 per cento, migliorato rispetto all'1,1 per cento di fine 2013. Nel totale, i crediti verso la clientela in temporanea difficoltà, come quelli scaduti, le esposizioni incagliate e ristrutturate, sono il 5,9 per cento, lo 0,4 in più rispetto il 2013, a causa delle difficoltà delle imprese manifatturiere.
La crisi evidenzia che raccolta al dettaglio delle banche è aumentata a ritmi superiori al 2013: i depositi sono cresciuti del 7,2 per cento, mentre erano al 3,7 per cento a fine 2013, sono calati i depositi a risparmio a favore di quelli in conto corrente. Il risparmio delle famiglie ha evidenziato una crescita dei depositi ed è aumentato dell'1,1 per cento il valore complessivo dei titoli a custodia. Sono cresciuti i titoli di Stato, le azioni e le quote di "Oicr" (fondi comuni di investimento e società di investimento a capitale variabile), mentre sono calate le obbligazioni bancarie e societarie.

Qui si puo leggere l'aggiornamento congiunturale sull'economia valdostana realizzato dalla "Banca d'Italia".

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