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Secondo "Il Sole - 24 ore" Aosta ha reagito bene alla crisi: cresciuto il "Pil", i laureati ed i depositi bancari, ma anche la produzione di rifiuti

redazione 12vda.it
Piazza Chanoux, centro di Aosta

La "provincia" di Aosta è una di quelle che in Italia ha reagito meglio, dal 2007 al 2013, alla crisi economica e sociale che sta interessando l'Italia, secondo uno studio pubblicato lunedì 14 luglio dal quotidiano economico "Il Sole - 24 ore": si piazza infatti si piazza 95esima, con 36 punti netti, sulle 103 analizzate. La classifica si legge al contrario: il quotidiano parte dalla base di cento punti segnare la crisi più accentuata e quindi la Valle d'Aosta è nona a livello nazionale, meglio di Milano, che ha fatto segnare 36,2 punti ed appena dopo Verona, che si è fermata a 35,2 punti.
I valori peggiori sono stati conteggiati nella provincia di Viterbo, nel Lazio del nord, che ha fatto segnare il punteggio di 63,9, seguita dalla provincia di Latina, sempre nel Lazio, con 61,7 punti e quindi, al terzo posto, da quella di Novara, in Piemonte, con il punteggio di 61,4. Quelli migliori sono in fondo, con la provincia di Vicenza, con 28,9 punti, davanti a quella di Bolzano, con il punteggio di 30,2 e Modena, con il punteggio di 32,2. Nello studio non sono comprese le province "nuove", operative dal 2005 e dal 2006, di Barletta-Andria-Trani, Carbonia Iglesias, Fermo, Medio Campidano, Monza Brianza, Ogliastra ed Olbia Tempio.
Tutte davanti ad Aosta le province limitrofe, con Cuneo undicesima con 58,6 punti, Alessandria 17esima con 57,8 punti, Vercelli 23esima con 55,7 punti, Torino 47esima con 49,6 punti e Biella 60esima con 48,1 punti. Il quotidiano di "Confindustria" ha scelto dieci indicatori per "misurare" la reazione alla crisi, analizzando le variazioni sui depositi bancari, sui prestiti personali, sulla disoccupazione, sul "pil", sui laureati, sui prezzi delle case, sull'acquisto delle automobili nuove, sui beni durevoli, sulla spesa farmaceutica e sulla produzione di rifiuti.
I dati relativi a depositi bancari medi per ogni abitante, sulla base dei dati della "Banca d'Italia", presentano un incremento del 74,2 per cento, passando dai 14mila e 426 euro del 2007 ai 25mila 125 euro e 93 centesimi del 2013, che posiziona la nostra regione al 65esimo posto: la media nazionale indica una crescita del 67,4 per cento, passando dai 10mila e 575 euro del 2017 ai 17mila 704 euro e 64 centesimi del 2013.
Ad Aosta cala lievemente l'importo medio dei prestiti personali che, sulla base dell'agenzia di rating "Crif", in sei anni è sceso dello 0,9 per cento, dai 13mila e 330 euro del 2008 ai 13mila e 210 euro del 2013, piazzandola al 78esimo posto: a livello nazionale il calo è più accentuato, dai 13mila e 152 euro del 2008 si è passati ai 12mila e 185 euro del 2013, pari al 7,4 per cento in meno.
Come è noto, in questi anni è aumentato il tasso di disoccupazione che, sulla base dei dati "Istat" è passato da una percentuale del 3,18 nel 2007 all'8,38 del 2012, con un incremento del 164 per cento, che porta Aosta al 23esimo posto in classifica: un valore alto ma comunque inferiore alla media nazionale, che fa nel 2007 faceva segnare il 6,10 per cento, salendo al 12,20 per cento nel 2013.
In controtendenza, rispetto ai valori nazionali, anche quelli relativi al "Prodotto interno lordo" che, sulla base dei dati "Prometeia", vede Aosta incrementare, dal 2007 al 2013, del 2,9 per cento il proprio valore aggiunto, passando dal 29mila e 40 euro a 29mila e 882 euro, piazzandosi 95esima in classifica, rispetto ad un calo nazionale dell'1,8 per cento, che vede un decremento dai 23mila ed 819 euro del 2007 ai 23mila e 379 euro del 2013.
Aosta, sui laureati, presenta un incremento quasi doppio della media nazionale: i dati forniti dal Ministero dell'istruzione e da "Istat" evidenziano, dal 2007 al 2012, una crescita del 14,8 per cento nei nuovi "dottori" tra i 25 ed i trent'anni ogni mille giovani, passati da 61,51 a 70,62, piazzando il capoluogo regionale al 72esimo posto: il valore nazionale indica una crescita del 7,7 per cento, passando dai 65,21 del 2007 ai 70,21 del 2012.
Nei prezzi medi di vendita al metro quadrato per appartamenti nuovi di cento metri quadrati in zona semi-centrale, sui dati dello istituto di ricerche "Scenari immobiliari", Aosta è 49esima; nel 2007 si pagavano 2.900 euro per metro quadro mentre nel 2013 si è scesi a 2.500, con un calo del 13,8 per cento.
Il capoluogo regionale è primo invece nella differenza nelle immatricolazioni di auto nuove, con un calo percentuale, misurato da "Aci" e "Istat" dell'84,5 per cento: dalle 33.396 auto immatricolate nel 2007 si è scesi a 5.180 nel 2013. Il dato risente della modifica delle abitudini nell'utilizzo del "leasing": sette anni fa in Valle d'Aosta le aziende che "affittavano" flotte automobilistiche immatricolavano nella nostra regione a causa delle basse tassazione, mentre ora, con le nuove formule di "renting", non risulta più così conveniente. A livello nazionale il decremento è del 48 per cento netto, passando dai due milioni 517mila e 99 auto del 2007 al milione 308mila e 922 del 2013.
Per contro, le famiglie valdostane sono in fondo alla classifica, al 103esimo posto, per l'acquisto di beni durevoli, vale a dire mobili, elettrodomestici ed apparecchiature informatiche, passando dai 761 euro del 2008 agli 856 del 2013, con un incremento del 12,5 per cento. I dati di "Osservatorio Findomestic", a livello nazionale, segnano un calo del 18,6 per cento: nel 2008 la famiglie italiane spendevano 1.062 euro, passati a 864 nel 2013, valore comunque superiore a quello valdostano.
I dati della multinazionale "Ims health" evidenziano una sostanziale stabilità nella spesa dei farmaci per abitanti: dai 437,8 euro del 2009 Aosta è passata a 439,3 euro nel 2013, con una crescita percentuale dello 0,3 per cento che la piazza in 65esima posizione. La media nazionale fa segnare un calo dello 0,5 per cento, passando da 431,3 euro del 2009 a 429,2 euro nel 2013.
L'ultimo indicatore, quello della produzione dei rifiuti urbani, sulla base dei dati "Istat", vede Aosta 101esima, (in questo caso la classifica non si legge al contrario) con un incremento del 13,6 per cento, unica provincia del nord Italia: dai 483 chili prodotti da ogni valdostano del 2007 si è passati ai 548,9 del 2012: a livello nazionale la media presenta un calo dell'8,9 per cento, da 662,8 chili del 2007 si è passati a 567,3 chili nel 2013.

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