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Un'ora di sciopero dei metalmeccanici valdostani in solidarietà delle vittime di Taranto e Roma: «il diritto alla vita è un bene assoluto»

redazione 12vda.it
L'Ilva di Taranto (foto Massimo Mucchetti)

I sindacati valdostani "Fim Cisl", "Fiom Cgil", "UilM" e "Savt met" hanno proclamato, per mercoledì 21 settembre, un'ora di sciopero in solidarietà alle recenti vittime sul lavoro: "giovedì scorso la tragedia di Piacenza in un'azienda di logistica - ricordano in una nota condivisa - sabato 17 settembre a distanza di poche ore una dall'altra, la morte di un lavoratore all'Ilva di Taranto e quella di un lavoratore dell'Atac, azienda dei trasporti romana".
I riferimenti sono agli incidenti che hanno provocato la morte, rispettivamente, di Giacomo Campo, operaio 25enne che lavorava per la ditta "Steel service", che operava dentro lo stabilimento siderurgico pugliese (per il quale sono indagate, con l'accusa di omicidio colposo e altri reati in materia di infortunistica, dodici persone tra rappresentanti dell'Ilva e della ditta dell'appalto) e di Antonio Alleovi, tecnico 54enne che è rimasto folgorato mentre operava sui pantografi elettrici installati sui tetti dei treni che fanno servizio sulla tratta "Roma - Viterbo", sulla quale sono state aperte due inchieste,una dalla Procura e l'altra dalla stessa "Atac".

"Dall'inizio dell'anno cinquecento lavoratori sono morti mentre lavoravano - proseguono i sindacati valdostani - è un dato inaccettabile, che rappresenta una situazione drammatica. Queste morti non sono mai la conseguenza della fatalità ma sempre della mancanza di rispetto delle imprese per le procedure e le regole di sicurezza e, in generale, della inadeguatezza dei sistemi di prevenzione tali da assicurare effettive garanzie per i lavoratori. Questa realtà è la conseguenza di un clima e di comportamenti che valutano la vita e il lavoro e le condizioni in cui si svolge come variabili dipendenti dagli interessi dell'impresa e del profitto. I subappalti e la precarietà lavorativa peggiorano le condizioni di lavoro e aumentano le pressioni sui singoli lavoratori".

"Per i lavoratori metalmeccanici un contratto nazionale che affronti queste tematiche vuole dire porre argine a questa situazione - evidenziano ancora le quattro sigle sindacali - perché si rendono più forti i lavoratori nella difesa dei propri diritti e di una condivisa e diffusa cultura della sicurezza. Riconfermiamo il nostro impegno per garantire un lavoro sicuro e con diritti e dichiariamo la nostra contrarietà a qualsiasi intervento che peggiori le norme sulla sicurezza. Il diritto alla vita di un lavoratore è un bene assoluto che nessuno può cancellare".

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