Gentile visitatore,

se sei su 12vda è chiaro che apprezzi il nostro lavoro giornalistico, che si può leggere, ascoltare e vedere senza dover pagare nulla, nel rispetto di un'informazione libera ed indipendente.
12vda è una testata che non è supportata da lobby politiche, commerciali o sociali, e si sostiene esclusivamente con la pubblicità, che è non assolutamente invasiva, non prevede fastidiosi "pop up" o "finte notizie".

Il nostro lavoro quotidiano richiede infatti tempo e denaro ed i ricavi della pubblicità ci aiutano a tenere in piedi questa testata giornalistica.

Se leggi questo messaggio vuol dire che hai attivato un "adblocker", che blocca automaticamente e non permette di vedere la pubblicità. Nel rispetto del nostro lavoro ti chiediamo quindi di disattivarlo ed anzi, se di tuo interesse, di cliccare sui nostri banner.

In questo modo potremmo restare on line, indipendenti e liberi di raccontare la Valle d'Aosta come la vediamo noi.

Grazie.

«Le "Funivie del Monte Bianco" sono, per la metà, di privati» denuncia Zucchi della Lega Nord. «La proprietà è regionale» risponde Rollandin

redazione 12vda.it
Nicoletta Spelgatti ed Alberto Zucchi

La società "Funivie del Monte Bianco", gestore della nuova "Funivia Skyway del Monte Bianco", inaugurata lo scorso 23 giugno, alla presenza del presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, è, quasi per la metà, in mano a dei privati: lo ha scoperto Alberto Zucchi, ex consigliere regionale del Popolo della Libertà, ora della Lega Nord, che, visura camerale alla mano, ha evidenziato che del milione delle quote societarie, solo 500mila e 10 quote da 51 centesimi sono di proprietà della finanziaria regionale "Finaosta", mentre 399mila e 992 sono dell'imprenditore milanese Ferruccio Gilberti, che guida del gruppo cartiaio "Cordenons" ed è figlio del conte Giovan Battista "Titta" Gilberti (il quale, nel 1957, diventò il maggior azionista e presidente della società proprietaria delle Funivie, acquistandole dal conte Lora Totino), e 99mila e 998 della società "Mare holding Spa" che si occupa prevalentemente di lavorazioni chimiche per il settore cartario e commercio di materie prime varie per l'industria chimica.
«Sono trasalito quando l'ho scoperto - commenta Zucchi - è una questione che, pur avendo studiato il dossier dell'opera nella passata Legislatura in Consiglio Valle, non mi era passata neanche per l'anticamera del cervello. Di fronte ad una presenza di denaro pubblico così massiccia, non è comprensibile una presenza così forte, nella società, di queste persone così facoltose, che devono quindi mettere mano al loro portafoglio e contribuire, per la loro parte, all'investimento complessivo. Risulta difficile tollerare questa situazione e vorremo capire quale sia lo scenario che si presenta, o questi "mettono i soldi" oppure, come previsto dal Codice civile, l'investimento pubblico porterà alla riduzione delle loro quote. E' grave che questo fatto sia stato taciuto ai valdostani, nessuno ha avvisato che la società "Funivie del Monte Bianco" è per la metà privata e vogliamo sapere come si intenda agire per evitare che ci sia un arricchimento senza causa. Se non fosse stato studiato un meccanismo di uscita di questi signori, assisteremmo ad un paradosso, e non andrebbero invocati né la Corte dei conti né la Procura, ma direttamente il primario del reparto di psichiatria dell'ospedale di Aosta».

A Zucchi risponde direttamente il presidente della Regione, Augusto Rollandin: «all'inizio degli anni 2000, il demanio statale, in attuazione alla norme statutarie, ha trasferito la proprietà degli impianti alla Regione - precisa - che si è assunta l'onere di avviare il "Piano di rinnovo" dell'infrastruttura, anche nell'obiettivo di adeguarla alla normativa tecnica nazionale. Nel 2010, da un'intesa tra Stato e Regione sulle grandi opere nazionali, siglata a Roma il 9 luglio, ne è derivato il progetto di riammodernamento. Le attuali "Funivie del Monte Bianco" sono quindi interamente proprietà della Regione Valle d'Aosta che ha dato in concessione la gestione dell'impianto, mantenendo però di fatto, attraverso la finanziaria regionale, il controllo ed il governo dell'intera società, nella quale "Finaosta" detiene il 50,01 per cento del capitale azionario. In quest'ottica, le deliberazioni inerenti fatti strategici dell'attività sono stati sottratti alla competenza del Consiglio di amministrazione ed attribuiti all'Assemblea, e quindi alla "Finaosta", così come la stessa "Finaosta" delibera, in virtù della sua posizione di controllo, in ordine alla distribuzione di eventuali utili o riserve. Proprio per non procurare un arricchimento patrimoniale ai soci di minoranza, invece che agire per il tramite di contributo in "conto impianti", come di norma viene fatto per il sostegno degli investimenti funiviari, la Regione ha deciso di realizzare la costruzione di nuovi impianti mantenendone la proprietà ed affidandone, per suo conto, la realizzazione al concessionario "Funivie Monte Bianco". Come già più volte ribadito, "Skyway" fa quindi parte delle grandi opere strategiche nazionali, volte alla modernizzazione e allo sviluppo del Paese Italia ed il suo finanziamento verrà quindi in parte coperto dall'intervento dello Stato».

Sull'investimento complessivo, la Lega Nord della Valle d'Aosta chiede trasparenza. I dati ufficiali parlano di una spesa complessiva di 105 milioni di euro, di cui settanta provenienti dallo Stato, recuperati anche da fondi europei: «non è stato spiegato bene ai cittadini valdostani quali sono stati i costi e come si è coperto questo finanziamento - evidenzia Nicoletta Spelgatti, capogruppo in Consiglio comunale ad Aosta - vogliamo sapere perché qualcuno ha scritto che è costata 138 milioni di euro ed altri ipotizzano una spesa totale di 150 milioni. Vogliamo sapere la cifra precisa dei costi finali di quest'opera, quanto i cittadini valdostani hanno speso, quanti e quali sono stati i fondi europei, quanto ci ha messo lo Stato e quanti di questi fondi sono stati anticipati dalla Valle d'Aosta e quando rientreranno. Vorremmo anche vedere il "business plan" per capire come questa opera meravigliosa ma faraonica sia economicamente sostenibile dalla comunità valdostana, come avrà dei rientri economici ed in quanto tempo questi costi verranno ripagati. Vogliamo sapere sulla base di quali considerazioni è stato autorizzato questo tipo di investimento così elevato».
«Facendo "i conti della serva"
- aggiunge Andrea Manfrin, consigliere comunale di Aosta - per rientrare dai costi di investimento, partendo dai 105 milioni di euro, abbiamo calcolato che ogni giorno, per dieci anni, si devono portare su mille persone, ma non mi sembra ci siano le condizioni per farlo. Era davvero una priorità realizzare questa funivia o forse prima era necessario organizzarsi per fare arrivare i turisti in Valle d'Aosta, in modo che possano fruire non solo della funivia ma di tutta l'offerta valdostana. Questo problema è stato saltato a pié pari, vista la situazione dell'autostrada, la più cara d'Italia, della ferrovia, che ci mette due ore e mezza per arrivare da Torino ed un aeroporto che non funziona. Difficilmente i turisti potranno accorrere in massa a visitare questa meraviglia».

«E' sempre la solita storia - conclude Sergio Ferrero, segretario regionale della Lega Nord - in Valle d'Aosta si iniziano a costruire le case sempre dal tetto e mai dalle fondamenta».

timeline

podcast "listening"