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Il sindaco di La Thuile rassicura sul futuro del "Planibel": «nessun chiusura, chi subentra è già pronto ad entrare»

redazione 12vda
Il residence 'Planibel' di La Thuile

«Il "Fondo" ci ha garantito che mantiene la continuità della gestione, non è una novità, dato che è un discorso che risale a mesi fa e riguarda in maniera diversa il "Planibel" rispetto alle altre strutture di "Atahotels"». Così, il sindaco di La Thuile, Mathieu Ferraris, commenta a 12vda la notizia, diffusa a livello nazionale dal sindacati "Filcams Cgil", della messa in vendita di otto strutture di proprietà del "Fondo Antirion Global", gestite da "Atahotels", tra cui figura anche il prestigioso residence valdostano.
Il "Fondo", subentrato nella proprietà delle strutture alberghiere ad "Enpam", l'ente di previdenza dei medici, avrebbe intenzione di mettere sul mercato, oltre al "Planibel" anche gli hotel "Executive" e "Quark" ed i residence "De Angeli", "Ripamonti" e "Class" di Milano, il "Villa Pamphili" di Roma ed il resort "Tanka Village" di Villasimius, in provincia di Cagliari: «la differenza sta nel fatto che, per il "Planibel" - continua Ferraris - il "Fondo" ne è proprietario con altri soci. Se per le altre strutture c'era una trattativa in corso, per la struttura di La Thuile sono già presenti altri soggetti che sono disposti a subentrare ad "Atahotels". Il problema quindi non come è stato dipinto, tanto che al "Planibel" stanno proseguendo ad accettare tutte le prenotazioni fino al periodo di Pasqua e loro stessi non prospettano alcuna chiusura».

Dagli scorsi mesi, infatti, erano in corso le trattative tra "Atahotels", che fa parte del gruppo assicurativo "Unipol Sai", ed il "Fondo Antirion" per rinnovare i contratti di locazione delle otto strutture alberghiere: l'accordo, che erano stato dato per concluso, aveva visto il parere positivo da parte del "Fondo" sulla cifra concordata, salvo poi interrompere la discussione, senza particolari motivazioni, evidenziando anche la volontà di non prendersi carico dei dipendenti.
Il 15 febbraio potrebbero quindi chiudere quindi le diverse strutture, che hanno un valore stimato complessivo di 244 milioni di euro, mettendo così a rischio oltre quattrocento posti di lavoro: "sono 135 i dipendenti a tempo indeterminato in forza negli otto hotel della catena alberghiera coinvolti dalla mobilità - si legge nella nota della "Filcams" - anche se il rischio occupazionale riguarda complessivamente 429 lavoratori, compresi gli addetti negli appalti dei servizi funzionali all'esercizio dell'attività alberghiera, di ristorazione, pulizia e sanificazione camere. A determinare la decisione societaria è la disdetta dei contratti di locazione delle otto strutture a far data dal 31 dicembre da parte della proprietà, la "Fondazione Enpam", che nel frattempo ha ceduto la proprietà di sette strutture al "Fondo Antirion global", intimando la riconsegna di parte dei locali al 15 febbraio, termine spostato al 28 febbraio per l'unico locale rimasto in capo alla Fondazione. Nella procedura di mobilità si legge che nel 2013 e 2014 "Atahotels" ha registrato perdite rispettivamente di circa 22 milioni ed 800mila euro e di otto milioni e 700mila. Rispetto ai risultati negativi l'andamento dell'anno 2015 si pone in controtendenza grazie agli effetti positivi della manifestazione mondiale Expo".

«Vogliamo trovare una soluzione nel più breve tempo possibile - ha commentato Gian Marco Nicelli, amministratore delegato del "Fondo Antirion" - e ci sono diverse proposte percorribili. Stiamo valutando le migliori opportunità per valorizzare gli immobili ed al momento la priorità è la loro riconsegna. Poi non è escluso che venga dato a breve un mandato di gestione transitorio per non fermare le strutture. Puntiamo ad assicurare gestori performanti a garanzia dello sviluppo del business in linea con i valori e i rendimenti di mercato».
Le trattative riguarderebbero le catene "Accor", "Nh", "Marriott" e "Melià" mentre "Atahotels" sta concludendo l'acquisto delle attività di gestione degli albeghi della catena "Unahotels" per una cifra complessiva di 286 milioni e 600mila euro.