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I consiglieri regionali visitano la discarica di inerti a Pompiod, al centro di una petizione che vuole conoscere la provenienza dei rifiuti smaltiti

comunicato stampa
L'ingresso della discarica di Pompiod

Nella mattinata di martedì 24 settembre 2019, la terza Commissione "Assetto del territorio" del Consiglio Valle ha effettuato un sopralluogo alla discarica di Pompiod nell'ambito dell'esame della petizione popolare sottoscritta da 1.132 cittadini volta a conoscere la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica sita nel Comune di Aymavilles.
Alla visita hanno partecipato anche l'assessore regionale all'ambiente, Albert Chatrian, il direttore dell'Arpa Valle d'Aosta, Giovanni Agnesod, accompagnati dai funzionari delle rispettive strutture, una delegazione dei firmatari della petizione oltre che i sindaci di Aymavilles, Loredana Petey, e di Jovençan, Vally Lucianaz.

«Ci siamo fatti promotori di questo sopralluogo - riferisce il presidente della terza Commissione, Alessandro Nogara - allargandolo a tutti i soggetti interessati proprio perché vogliamo che su questo tema vi sia la massima trasparenza. L'incontro è stato molto proficuo: i responsabili della gestione della discarica hanno risposto alle domande poste dai consiglieri e dai rappresentanti dei firmatari della petizione. E' stato importante che al sopralluogo fossero presenti i tecnici di Arpa e l'assessore Chatrian con la dirigente della struttura competente Ines Mancuso. Ora proseguiremo l'esame della petizione confrontandoci ulteriormente, con l'obiettivo di dare la giusta tranquillità e le dovute risposte ai cittadini della zona».

Lo scorso 18 settembre, in Consiglio Valle, la consigliera Daria Pulz aveva presentato un'interrogazione a risposta immediata chiedendo «quante altre discariche come quella di Pompiod ad Aymavilles, che dovrebbe accogliere rifiuti speciali non urbani e non pericolosi provenienti in gran parte da fuori Valle , sono in procinto di essere aperte?». La Pulz aveva manifestato «preoccupazione per le autorizzazioni e successive deroghe per il conferimento nella discarica di Pompiod di rifiuti assimilabili a inerti, che tuttavia possono superare per quantità di sostanze pericolose i valori consentiti per le varie tipologie di materiali».

«E' importante che su questo tema ci sia chiarezza - aveva risposto Albert Chatrian - in Valle d'Aosta ci sono discariche a titolarità privata, come Pompiod, e altre a titolarità pubblica, come Pontey: per quest'ultima, la Regione ha posto un vincolo che non autorizza a ricevere rifiuti da altre regioni o dall'estero. Per quanto riguarda i Comuni in cui sono presenti discariche per rifiuti inerti a titolarità pubblica, generalmente i Comuni hanno disposto il vincolo di accettare solo rifiuti prodotti sul territorio del Comune stesso. Le due discariche private sono quelle di Pompiod ad Aymavilles e di Chalamy a Issogne, ancora in fase di approntamento: non c'è in programma nessuna ulteriore autorizzazione. In questo senso è necessario segnalare che, da normativa comunitaria, i rifiuti speciali vengono trattati come merci: la Regione quindi non ne può ostacolare la libera circolazione per quanto riguarda i privati».

Nella replica, la consigliera Daria Pulz ha osservato: «la risposta non ci tranquillizza. Siamo coscienti che gli strumenti normativi non limitano abbastanza le autorizzazioni e le deroghe: basta un'autocertificazione da parte dei conferitori per depositare i rifiuti, che il gestore è tenuto a controllare con contro analisi costose e selettive, perché è impossibile analizzare tutti i materiali che poi reagiscono tra loro. La politica deve vestire i panni dei cittadini, facendosi carico delle loro motivate preoccupazioni».

Chatrian aveva presentato, in audizione in Commissione consiliare, il giorno precedente, i primi risultati ufficiosi delle indagini ambientali eseguite dall'Arpa presso la discarica di Pompiod: «come promesso nell'incontro che ho avuto con la popolazione il 23 luglio - aveva ricordato l'assessore - ho richiesto all'Agenzia regionale per l'ambiente di effettuare rilievi sul territorio e sull'aria dove ha sede la discarica, avendo a cuore la necessità di assicurare sempre una qualità ambientale volta alla tutela della salute delle persone, oltreché per andare incontro alla richiesta formulata dai cittadini di una maggiore trasparenza sui valori ambientali della zona, ed acquisire, quindi, un quadro conoscitivo multidisciplinare che possa finalmente rassicurare la popolazione e le amministrazioni di Aymavilles e di Jovençan sulla presenza della discarica di Pompiod. Come ho avuto già modo di dire allora ai cittadini di Aymavilles: la loro preoccupazione è la mia e di tutto il Governo regionale. Come Assessore infatti, ma ancora prima come valdostano, ritengo che sia un dovere imprescindibile salvaguardare la salute dei cittadini, nonché la qualità dei nostri suoli e delle nostre acque. E il mio impegno politico e personale va e andrà in questa direzione».

Dai primi risultati forniti in via ufficiosa da Arpa, afferenti alla qualità dei suoli, delle acque sotterranee e dalle emissioni in atmosfera, emerge una situazione positiva e rassicurante rispetto a quanto prospettato. I risultati definitivi e ufficiali saranno illustrati agli interessati non appena disponibili ed elaborati: «aspettiamo i risultati delle altre analisi di caratterizzazione dei materiali conferiti e sul percolato di discarica - aveva aggiunto Albert Chatrian - per cui Arpa si è dovuta avvalere del supporto di un laboratorio esterno. Quindi mentre quindi la petizione proseguirà, e deve proseguire, il proprio iter, dal canto nostro, come Assessorato, proseguiremo l'impegno assunto a luglio con la popolazione per avere dati certi sul reale impatto della discarica. Ritengo, comunque, di esprimere che, come amministratore, avrei nutrito perplessità sull'individuazione, nel 2010, del sito di Pompiod, per la realizzazione ancorché di una discarica per rifiuti inerti».

Il regolamento del Consiglio Valle prevede che entro novanta giorni dalla presentazione della petizione, dichiarata ricevibile ed ammissibile il 26 luglio scorso, l'argomento debba essere sottoposto all'esame dell'Aula consiliare ed il percorso può concludersi con l'approvazione di una risoluzione diretta a far partecipi gli organi competenti delle necessità esposte nella petizione.