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Il "Centro Sportivo Esercito", con Antonioli, Boscacci ed Eydallin, si conferma al 22esimo "Trofeo Mezzalama", «il più duro di sempre» con i quattromila vietati dal maltempo

comunicato stampa
Gli scialpinisti del 'Mezzalama' impegnati in quota (foto di Riccardo Selvatico)

Un "Trofeo Mezzalama" durissimo per il freddo polare, il vento micidiale e la visibilità ridotta dalla nebbia e dal nevischio che hanno sferzato gli scialpinisti in corsa e lo staff di guide alpine e volontari schierati sui ghiacciai del Monte Rosa. Certamente la ventiduesima è stata l'edizione più difficile di quelle moderne che ricordi lo staff diretto da Adriano Favre, svoltesi ogni due anni dal 1997 da Breuil-Cervinia a Gressoney-la-Trinité. Ma probabilmente domenica 28 aprile si è corsa la "maratona bianca" più impegnativa di tutti i tempi.
Perché mai come è stato necessario, per le condizioni meteo proibitive, rinunciare e aggirare i tre quattromila, ossia il Castore (4.126 metri) e il Naso del Lyskamm (4.272 metri), classici pilastri della gara leggendaria, e naturalmente anche la Roccia della scoperta (4.177 metri) in programma questa volta in omaggio alla prima ascensione del 1778. Il tratto più alto e più ostico per l'infuriare del maltempo è stato così il segmento tra il colle del Breithorn (3.818 metri) ed il Passo di Verra (3.844 metri), un falsopiano di un paio di chilometri solitamente facile, diventato infernale.

Con simili condizioni una settantina di squadre non sono riuscite a superare in tempo i cancelli orari. Così ha brillato ancora di più sulla massa delle 279 squadre al via, per un totale di 837 atleti da diciotto Nazioni, la forma e la determinazione dei favoriti. Era attesa la battaglia tra la cordata degli alpini Robert Antonioli, Michele Boscacci e Matteo Eydallin e quella del fuoriclasse spagnolo Kilian Jornet Burgada, in squadra con gli austriaci Armin Hoeft e Jakob Hermann. Ma anche questa volta, come ormai da quattro edizioni, hanno rivinto i militari del "Centro Sportivo Esercito" con il tempo di 4h 45' 30". Partiti subito in testa, Antonioli, Boscacci ed Eydallin hanno sempre condotto la gara con un ritmo molto sostenuto a dispetto delle intemperie. Dietro di essi si sono stabilmente inseriti gli svizzeri Werner Marti e Martin Anthamatten in squadra con l'italiano William Boffelli riuscendo a strappare il secondo posto con un distacco di 2'51". Così la squadra di Kilian Jornet staccata di 3'51" ha dovuto accontentarsi del terzo posto. Decisamente più alti i distacchi degli altri.
Tra le donne, come previsto, il primo posto è andato alla cordata delle francesi Axelle Mollaret e Lorna Bonnel con l'italiana Alba de Silvestro nel tempo di 5h 59'48".

Da rilevare che anche i tempi dei migliori non sono confrontabili con quelli delle trascorse edizioni. In ogni caso l'aggiramento del Castore, del Naso del Lyskamm e della Roccia della Scoperta a quote più basse, ha comportato un dislivello in salita di 3.400 metri, equivalente a quello del percorso classico.
 



Classifica maschile:
1. "Centro Sportivo Esercito": Michele Boscacci (IT), Robert Antonioli (IT), Matteo Eydallin (IT)
04:45'30"
2. "Team Atk": Werner Marti (CH), William Boffelli (IT), Martin Anthamatten (CH)
04:48'21"
3. "Kilian with the Austrian's": Jakob Herrmann (AT), Armin Hoefl (AT), Kilian Jornet Burgada (ES)
04:49'21"
4. "Puissance": Xavier Gachet (FR), Samuel Equy (FR), William Bon Mardion (FR)
05:08'28"
5. "LanfraObyAymo Team Laspo": Henri Aymonod (IT), Alex Oberbacher (IT), Pietro Lanfranchi (IT)
05:22'04"

Classifica femminile:
1. "Esercito France": Axelle Mollaret (FR), Alba De Silvestro (IT), Lorna Bonnel (FR)
05:59'43"
2. "Centro Sportivo Esercito Camp": Giulia Murada (IT), Ilaria Veronese (IT), Mara Martini (IT)
06:42'31"
3. "Nicolini Ghirardi Balzarini": Elena Nicolini (IT), Bianca Balzarini (IT), Corinna Ghirardi (IT)
06:43'02"
4. "Dynafit girls": Veronika Mayerhofer (AT), Malene Blikken Haukøy (NO), Johanna Hiemer (AT)
07:13'05"
5. "Bielerine and Gio": Katrin Bieler (IT), Giorgia Felicetti (IT), Annie Bieler (IT)
07:27'21"

 

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