Il "Giro d'Italia" torna in Valle d'Aosta per 24esima volta, a Breuil-Cervinia, con il Comune di Valtournenche che paga l'asfaltatura di una strada ad Emarèse

Angelo Musumarra
Bar Refaeli, la madrina delle tappe israeliane del 101esimo 'Giro d'Italia'

Sarà, con tutta probabilità, il Comune di Emarèse ad ottenere tangibili vantaggi del passaggio della 101esima edizione del "Giro d'Italia" in Valle d'Aosta, previsto per sabato 26 maggio: infatti, la penultima tappa della competizione ciclistica, che partirà da Gerusalemme venerdì 4 maggio, vedrà i corridori affrontare, dopo diciannove tappe, il Col Tsecore, per un primo "Gran premio della montagna - Gpm" a 1.623 metri di quota, il Col de Saint-Panthaléon, per il secondo "Gpm" a 1.664 metri di quota, per poi arrivare, con il terzo ed ultimo "Gpm", a Cervinia (che, per l'occasione, come già successo in passato, perde il tradizionale toponimo originale "Breuil").

Il problema della strada comunale di Emarèse. Il percorso valdostano, che interessa i Comuni di Pont-Saint-Martin, Donnas, Bard, Arnad, Verrès, Challand-Saint-Victor, Challand-Saint-Anselme, Emarèse, Saint-Vincent, Chatillon, Chambave, Saint-Denis, Torgnon, Antey-Saint-André e Valtournenche, passa quindi anche per la strada comunale "Col Tsecore - Ravet", sotto la giurisdizione del Comune di Emarèse: «mi fa molto piacere che il "Giro d'Italia" passi da Emarèse - racconta a 12vda la prima cittadina, Lucina Grivon - è un'opportunità per far conoscere una piccola realtà come la nostra, ma la mia prima preoccupazione era la sicurezza della strada che non avrebbe consentito, nelle condizioni in cui è messa in questo momento, di affrontare una gara ciclistica internazionale, oltretutto in discesa, con questi che scenderanno ad ottanta, cento all'ora. Io non avrei mai dato l'autorizzazione a passare in questa situazione ed, indubbiamente, non avevo i soldi per fare questo lavoro. Ho quindi scritto a chi di dovere evidenziando che, purtroppo, con rammarico, ero costretta, se non si trova una soluzione, a non concedere l'autorizzazione a passare, dato che la strada è comunale ed io ho una responsabiltà civile e penale».
L'Amministrazione comunale di Emarèse, scrivendo alla Regione, si era quindi dichiarata "disponibile all'effettuazione degli interventi necessari al ripristino delle condizioni di percorribilità in sicurezza del tratto di strada comunale, stimandone in circa 95mila euro i relativi costi" ma evidenziando "l'indisponibilità delle necessarie risorse finanziarie".

Dal Comune di Valtournenche 90mila euro per riasfaltare la strada. Escludendo la possibilità di cambiare il percorso, a pagare la riasfaltatura del tratto in questione sarà quindi il Comune di Valtournenche, con il suo commissario, Sara Bordet, che si era inizialmente impegnato con l'Amministrazione regionale per co-finanziare quanto richiesto dall'organizzazione del "Giro d'Italia" nella misura di 90mila euro. Questi soldi verranno invece direttamente trasferiti al Comune di Emarèse per pagare i lavori sulla strada comunale che, ovviamente, sarà percorribile in sicurezza anche, e soprattutto, dopo il passaggio della gara ciclistica: «devo ringraziare l'Amministrazione regionale - aggiunge la Grivon - ed in particolare Mauro Baccega, assessore regionale alle opere pubbliche, che mi ha capito fin da subito, e Renzo Testolin, assessore regionale alle finanze, che ha poi trovato la soluzione. Insieme mi hanno sopportato sia persona che per telefono praticamente per una settimana».
Dopo l'approvazione del finanziamento da parte della Giunta regionale, avvenuto mercoledì 2 maggio, il Consiglio comunale di Emarèse si riunirà in seduta straordinaria alle ore 8.30 di sabato 5 maggio per approvare la variazione di bilancio, così da poter bandire la gara d'appalto nella giornata di lunedì 8: i lavori di riasfaltatura della strada dovranno essere conclusi entro il 22 maggio, quando Lucina Grivon, così come gli altri sindaci interessati dal passaggio della "carovana rosa", dovranno occuparsi di trovare i palloncini con i quali abbellire il percorso.

Quasi 250mila euro stanziati dalla Regione, su richiesta della "Rcs sport". La Regione quindi si accolla in toto la spesa di 247.885 euro, richiesta dalla società "Rcs sport SpA" per ospitare in Valle d'Aosta la tappa del "Giro d'Italia" a cui si aggiunge, solo per la nostra regione, l'organizzazione della "Gran fondo Giro d'Italia", gara amatoriale che, il giorno successivo, domenica 27 maggio, mentre i professionisti saranno impegnati nella passerella finale a Roma, permetterà di ripercorrere, partendo da Saint-Vincent, scendendo fino a Verrès per poi arrampicarsi sulle strade della Val d'Ayas, il percorso finale della tappa valdostana del "Giro d'Italia". La partecipazione alla "Gran fondo" costa 65 euro, scontati a cinquanta euro se ci si iscrive on line prima del 25 maggio.
Oltre al pagamento diretto in favore della "Rcs sport Spa" dei quasi 250mila euro di fondi pubblici, ritenuti "congrui" da Paolo Ferrazzin, coordinatore del dipartimento turismo, sport e commercio, "tenuto conto della visibilità mediatica dell'iniziativa e della ricaduta economica sul territorio", le Amministrazioni comunali di Valtournenche e Saint-Vincent dovranno impegnarsi "per conto della Regione, sostenendone gli oneri, ad eseguire tutte le attività necessarie alla buona riuscita della manifestazione, limitatamente ai rispettivi territori comunali, e relative, ad esempio, al supporto tecnico ad "Rcs", al servizio di polizia locale, alla sicurezza degli atleti e ai servizi di soccorso, nonché assumendosi eventuali responsabilità civili nei confronti di "Rcs" e di terzi, derivanti dallo svolgimento delle predette attività".

Nel 2015, arrivo a Breuil Cervinia e partenza da Saint-Vincent. Il "Giro d'Italia" torna quindi per la quinta volta a Breuil Cervinia e per la 24esima in Valle d'Aosta: nel 2015, quando la presenza della 98esima edizione della "corsa rosa" era stata doppia, con l'arrivo e la partenza di tappa, la Regione aveva speso 207.400 euro.
Il 29 maggio di due anni fa a vincere la 19esima tappa, la terzultima del "Giro", che era partita da Gravellona Toce, era stato Fabio Aru, che si era ripetuto il giorno successivo, quando la carovana era partita da Saint-Vincent alla volta di Sestrière: il giovane scalatore sardo, che si era formato, nella sua attività pre-professionistica, proprio sulle salite valdostane, era arrivato secondo nella classifica finale, a 1'53" dal vincitore, lo spagonolo Alberto Contador.

La prima volta del "Giro" in Valle d'Aosta nel 1952, alla 35esima edizione. Il primo passaggio in Valle d'Aosta del "Giro d'Italia" risale al 1952, durante la 35esima edizione, con l'arrivo della 18esima tappa, il 6 giugno, da Cuneo a Saint-Vincent, che fu vinta da Pasquale Fornara, mentre la 19esima, il giorno successivo, da Saint-Vincent a Verbania, vide la vittoria di Fritz Schär. La maglia rosa rimase, fino alla fine, sulle spalle di Fausto Coppi.
Ci sarebbero voluti cinque anni per rivedere la "carovana" del "Giro d'Italia" in Valle, fino al 1957, per la 40esima edizione, con la 14esima tappa, il 1° giugno, da Genova a Saint-Vincent, dove il primo ad arrivare fu Mario Baroni, mentre la 15esima, che il giorno successivo, il 2 giugno, partì da Saint-Vincent alla volta di Sion, in Svizzera e fu vinta dal francese Louis Bobet, che però non riuscì a raggiungere Gastone Nencini nella classifica finale, che vinse il "Giro", con un vantaggio di soli 19 secondi.

Dal 1958 al 1960 sette tappe del "Giro" in Valle d'Aosta. Successivamente, il "Giro d'Italia" tornò in Valle consecutivamente per altre tre volte: nel 1958, per la 41esima edizione, il 20 maggio, con la terza tappa da Varese a Saint-Vincent, vinta dallo spagnolo Salvador Botella ed il giorno successivo con la quarta, da Saint-Vincent alla Collina di Superga, dove primeggiò un altro spagnolo, Federico Bahamontes, mentre la "corsa rosa" vide la vittoria finale di Ercole Baldini.
Nel 1959, nella 42esima edizione, il "Giro" si concluse proprio in Valle d'Aosta, con ben tre tappe, la ventesima, il 5 giugno, da Torino a Saint-Vincent, vinta da Alfredo Sabbadin, la 21esima, da Aosta a Courmayeur, dove trionfò il ciclista lussemburghese Charly Gaul, che in quell'occasione riconquistò anche la "maglia rosa", andando in fuga sul Piccolo San Bernardo e staccando il francese Jacques Anquetil di dieci minuti, e la 22esima, il 7 giugno, con l'ultima tappa da Courmayeur a Milano, che venne vinta dallo svizzero Rolf Graf, con Gaul che riuscì a mantenere la testa della classifica così fino alla fine.
Anquetil vincerà poi la 43esima edizione del "Giro d'Italia", con Gaul relegato al terzo posto, l'anno successivo, nel 1960, dove la "corsa rosa" arrivò per la prima volta a Breuil Cervinia il 30 maggio, traguardo della 12esima tappa, che, dopo la partenza da Asti, vide la vittoria dell'italiano Addo Kazianka, mentre la successiva, partita da Saint-Vincent alla volta di Milano, venne vinta dal francese Jean Stablinski.

Saint-Vincent protagonista del "Giro" nel 1962 e 1963. La "corsa rosa" passò per la Valle d'Aosta nel 1962, nel finale della 45esima edizione del "Giro", ospitando nuovamente tre tappe, la 19esima, il 7 giugno, da Frabosa Soprana, nel cuneese, a Saint-Vincent, vinta da Giuseppe Sartore, la ventesima, che l'8 giugno partì ed arrivò, dopo 238 chilometri, sempre a Saint-Vincent, vinta da Alberto Assirelli e la 21esima, che il 9 giugno, ancora da Saint-Vincent, portò i ciclisti al traguardo finale di Milano, con Franco Balmamion che conservò la "maglia rosa" fino alla fine della corsa.
Il ciclista piemontese, trionferà anche l'anno successivo, nel 1963, nella 46esima edizione del "Giro", sempre senza vincere nessuna tappa: in quell'anno la corsa arrivò nuovamente a Saint-Vincent il 31 maggio, alla fine della 13esima tappa, partita dalla cittadina svizzera di Leukerbad, facendo segnare la vittoria di Vito Taccone, ripartendo poi il giorno successivo, il 1° giugno, alla volta di Cremona, dove vinse Marino Vigna.

Nel 1968 il primo caso di doping, con la tappa valdostana senza vincitore. Bisognerà aspettare nuovamente altri cinque anni per rivedere in Valle d'Aosta il "Giro d'Italia", fino al 1968, nella 51esima edizione, direttamente con la seconda tappa, il 22 maggio, che portò a Saint-Vincent la "carovana rosa" partita da Novara, con la vittoria di Gianni Motta, e ripartendo il giorno successivo, il 23 maggio, alla volta di Alba, nella tappa vinta dal belga Guido Reybrouck, connazionale di Eddy Merckx, con il "cannibale" che si aggiudicherà il primo dei suoi cinque "Giri d'Italia". Dopo la conclusione della corsa, l'organizzazione rivelò la positività all'antidoping di otto atleti, tra cui lo stesso Gianni Motta, a cui venne poi tolta la vittoria della tappa valdostana e fu rimosso dall'ordine d'arrivo finale.

Le vittorie di Eddy Merckx dopo lo scandalo del "falso doping". Nel 1970 sono nuovamente tre le tappe "valdostane" del "Giro d'Italia", subito dopo il via, la seconda, il 19 maggio, da Comerio a Saint-Vincent, che vide la vittoria di Eddy Merckx, rientrato in gara dopo lo scandalo del "falso doping" dell'anno precedente, la terza, il 20 maggio, partita da Saint-Vincent ed arrivata, dopo 162 chilometri, per la prima volta, ad Aosta, vinta da Franco Bitossi e la quarta, il 21 maggio, che da Saint-Vincent trasferiva la "carovana rosa" a Lodi, vinta da Marino Basso. La classifica finale vide la seconda vittoria di Eddy Merckx, davanti a Felice Gimondi.
Il "cannibale" tornerà in Valle d'Aosta, con tutta la carovana del "Giro" nel 1973, nella 56esima edizione, vincendo la quarta tappa, il 22 maggio, da Ginevra ad Aosta. Dopo un giorno di riposo la gara ripartì il 24 maggio, con la quinta tappa, da Saint-Vincent a Milano, vinta dall'olandese Gerben Karstens. Merckx vinse anche quell'edizione, ancora davanti a Gimondi.

Nel 1978 arriva il colore in televisione ed il "Giro" parte da Saint-Vincent. Cinque anni dopo, nel 1978, la 61esima edizione del "Giro", la prima ad essere trasmessa in televisione a colori, partirà proprio dalla Valle d'Aosta, con la "cronometro individuale" del prologo, da Saint-Vincent, il 7 maggio, vinta dal tedesco Dietrich Thurau, mentre la prima tappa, che l'8 maggio da Saint-Vincent portò la "corsa rosa" a Novi Ligure, venne vinta dal belga Rik Van Linden, con il connazionale Johan De Muynck che, dopo venti tappe, si aggiudicherà la classifica finale, davanti agli italiani Gianbattista Baronchelli e Francesco Moser.
L'anno succesivo, nel 1979, per la 62esima edizione, il "Giro" arrivò a Saint-Vincent da Alessandria, per la dodicesima tappa, il 29 maggio, vinta dal belga Roger De Vlaeminck, mentre il giorno successivo, il 30 maggio, la partenza della 13esima tappa avviene da Aosta, verso Meda, dove a vincere fu Dino Porrini mentre la "maglia rosa" venne, alla fine, indossata da Giuseppe Saronni.

Nel 1987, a Pila, il capolavoro di Stephen Roche. Dopo un "black out" di sei anni, il "Giro d'Italia" tornò in Valle d'Aosta, sempre a Saint-Vincent, nel 1985, per la 68esima edizione: la 19esima tappa, partita da Domodossola, vide, il 6 giugno, arrivare primo sul traguardo Francesco Moser, mentre il giorno dopo, il 7 giugno, fu l'americano Andrew Hampsten a vincere la 20esima tappa, da Saint-Vincent a Valnontey di Cogne. Sempre da Saint-Vincent, l'8 giugno, partì la 21esima e penultima tappa, alla volta di Genova, che vide la vittoria dello svizzero Urs Freuler: a vincere il "Giro" sarebbe stato il francese Bernard Hinault.
Nel 1987, in occasione del 70esimo anniversario, il "Giro d'Italia" si concluse in Valle d'Aosta: la "carovana rosa" arrivò a Pila per la 21esima tappa, il 12 giugno, da Como, con la vittoria dell'inglese Robert Millar che tagliò il traguardo staccando, insieme allo spagnolo Marino Lejarreta ed alla "maglia rosa", l'irlandese Stephen Roche, di due minuti gli inseguitori, con Roberto Visentini, vincitore del "Giro" dell'anno precedente, compagno di squadra di Roche, che in un tentativo di fuga per cercare di riconquistare la vetta della classifica generale, cadde e si fratturò un polso. Riuscì ad arrivare al traguardo ma fu costretto al ritiro.
La seconda tappa valdostana, la "cronometro individuale" da Aosta a Saint-Vincent, il 13 giugno, si trasformò così in una passerella per Roche che la vinse, portandosi a casa anche il successo finale, nell'anno in cui si aggiudicò anche il "Tour de France" ed il Campionato mondiale su strada.

L'unica volta del "Giro" a Gressoney. Il "Giro d'Italia" tornò in Valle d'Aosta cinque anni dopo, nel 1992, per la sua 75esima edizione, nelle fasi finali, con l'arrivo della 19esima tappa, l'11 giugno, da Saluzzo a Pila, vinta dal tedesco Udo Bölts e la partenza della 20esima, la penultima, da Saint-Vincent a Verbania, il 12 giugno, dove vinse Franco Chioccioli, che arrivò terzo nella classifica finale, dietro a Claudio Chiappucci ed allo spagolo Miguel Indurain, che quell'anno vinse anche il "Tour", ripetendo l'accoppiata l'anno successivo, nel 1993.
Tre anni dopo, nel 1995, per la 78esima edizione, il "Giro" tornò in Valle e, per la prima ed unica volta, a Gressoney-Saint-Jean, dove, il 2 giugno, per la 20esima tappa, i corridori salirono dopo essere partiti da Briançon, in Francia, con la vittoria dell'ucraino Serhij Ušakov. Il giorno successivo, il 3 giugno, la 21esima e penultima tappa, partì da Pont-Saint-Martin, alla volta di Luino, dove tagliò per primo il traguardo il russo Evgenij Berzin, mentre la "maglia rosa" era sempre rimasta, sin dalla seconda tappa sulle spalle dello svizzero Tony Rominger.

La consacrazione di Ivan Gotti a Breuil-Cervinia. Il collegamento tra Briançon e la Valle d'Aosta verrà ripetuto anche l'anno successivo, nel 1996, nel corso della 79esima edizione del "Giro d'Italia", quando il 2 giugno, i corridori arrivarono ad Aosta, dove il primo a tagliare il traguardo della 15esima tappa fu Gianni Bugno. Il giorno successivo, il 3 giugno, la 16esima tappa partì dal capoluogo regionale alla volta di Losanna, che fu vinta dall'ucraino Aleksandr Hončenkov, mentre fu il russo Pavel Tonkov ad aggiudicarsi la "maglia rosa" definitiva.
Per la ventesima volta in Valle d'Aosta, nel 1997, nell'80esima edizione del "Giro", si tornò a fissare l'arrivo a Breuil-Cervinia, per la 14esima tappa, il 31 maggio, dove Ivan Gotti, con la sua vittoria, riuscì a passare in testa alla classifica generale restandoci fino alla fine. Il giorno successivo, il 1° giugno, la "carovana rosa" ripartì da Verrès, alla volta di Borgomanero, per la 15esima tappa, che venne vinta da Alessandro Baronti: alla fine della "corsa rosa", Ivan Gotti ebbe la meglio su Pavel Tonkov, vincendo con un vantaggio di 1'27".

La vittoria di Leonardo Piepoli a La Thuile e la determinazione di Ryder Hesjedal. Ci vorranno poi nove anni per vedere nuovamente in Valle d'Aosta i ciclisti professionisti del "Giro d'Italia": nel 2006, per l'89esima edizione, il 20 maggio, l'arrivo della 13esima tappa, era stato fissato a La Thuile, dove il primo a tagliare il traguardo è stato Leonardo Piepoli, seguito dal leader di classifica, Ivan Basso, gli unici due che erano riusciti a scattare sul Colle San Carlo, dove le temperature erano scese fino ai quattro gradi e nevischiava. Il giorno dopo, 21 maggio, la partenza della 14esima tappa era stata fissata ad Aosta, per arrivare fino a Domodossola, passando per la Svizzera attraverso il Traforo del Gran San Bernardo ed il Passo del Sempione, dove aveva vinto il colombiano Luis Laverde.
Ivan Basso vincerà poi il suo primo "Giro", con un margine di 9'18" dal sorprendente spagnolo José Enrique Gutiérrez, prima di essere coinvolto nel caso "Operacion Puerto" che lo farà escludere dal "Tour de France" e che poi culminerà con la confessione di un tentativo di "autoemotrasfusione", con la successiva squalifica per due anni.
Prima del 2015, il "Giro d'Italia" era tornato in Valle d'Aosta nel 2012, per la 95esima edizione, dove la 14esima tappa, partita il 19 maggio da Cherasco, si concludeva a Breuil-Cervinia, con la vittoria del costaricano Andrey Amador ed il ritorno in "maglia rosa" del canadese Ryder Hesjedal, che aveva resistito e poi attaccato i diretti avversari.
Il "tira e molla" con lo spagnolo Joaquim Rodríguez durerà fino alla fine del "Giro", quando nell'ultima tappa, a Milano, nella "cronometro individuale" riuscirà a guadagnare 47 secondi sul diretto avversario, superandolo nella classifica generale per soli 16 secondi, aggiudicandosi così la "corsa rosa".
Rodríguez non riuscirà mai più a vincere il "Giro d'Italia". 

ultimo aggiornamento: 
Giovedì 3 Maggio '18, h.19.35

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