Il testamento politico di Paolo Contoz, che non si ricandiderà, si argina in Consiglio Valle tra la sfortuna, i tempi risicati ed il clima da ultimo giorno di scuola

redazione 12vda.it
Paolo Contoz durante l'ultima riunione del Consiglio Valle

La schiettezza e la sincerità, forse eccessiva, hanno caratterizzato l'anno di attività in Consiglio Valle di Paolo Contoz, 58 anni, imprenditore di Nus, entrato nell'Assemblea consiliare il 10 marzo scorso, in sostituzione di Marco Viérin, sospeso dalla carica a causa della condanna in Appello per peculato sulla gestione dei fondi dei Gruppi consiliari, e diventato "effettivo" lo scorso martedì 27 marzo, dopo l'accettazione delle dimissioni dello stesso Viérin (che due giorni dopo sarebbe stato reintegrato, in seguito alla sentenza di assoluzione da parte della Corte di Cassazione).

«L'ultima opportunità di parlare al popolo valdostano». Contoz, che era stato candidato nella lista della Stella Alpina, con la quale si era presentato alle elezioni regionali del 2013, raccogliendo 883 preferenze, era poi risultato il terzo escluso e, nello scorso marzo, quando aveva fatto il suo ingresso in aula, si era seduto a fianco di Pierluigi Marquis, che da lì a poco sarebbe diventato presidente della Regione, annunciando di non voler far parte del gruppo dal quale proveniva, ma di aderire all'Union Valdôtaine, che sarebbe andata in minoranza, per poi passare in maggioranza, con i nuovi equilibri, nove mesi dopo, quando gli è stata affidata la Presidenza della quarta Commissione consiliare ed il ruolo di vice capogruppo.
Nell'ultima seduta del Consiglio Valle, prendendo definitivamente il posto di Marco Viérin, ha cercato di tracciare un bilancio della sua attività nell'Assemblea consiliare, con l'obiettivo di annunciare la sua decisione in merito alle prossime elezioni politiche, ma la sfortuna, unita ad un clima in Aula che non lo ha agevolato, non gli ha reso possibile comunicare "al popolo valdostano" tutto ciò che voleva dire: «visto che ho preso il posto del consigliere Marco Viérin in questo Consiglio - inizia il discorso, scritto su dieci pagine non numerate - approfitto per fare alcune considerazioni sull'anno che ho passato, anche perché forse questa sarà l'ultima opportunità che avrò di parlare al popolo valdostano da quest'aula (in realtà, nella stessa giornata, parlerà per altre quattro "ultime" volte. n.d.r). Sono sempre stato appassionato di politica ed avevo più volte provato ad entrare in Consiglio regionale senza riuscirci. In questa Legislatura sono riuscito ad entrare dalla finestra ed in un solo anno sono stato sia in minoranza che in maggioranza, quindi ho potuto vedere i due lati della medaglia».

«Rammaricato di non aver potuto presentare le mie mozioni». «Quando sono entrato, avrei dovuto forse entrare nel movimento della Stella Alpina che mi aveva candidato alle elezioni del 2013 - ricorda - ma da questo movimento avevo già preso le distanze dal 2015, anno in cui sono uscito sbattendo la porta, per come si erano comportati nei miei confronti e per i motivi che poi hanno portato all'esclusione dal Consiglio regionale di alcuni consiglieri regionali di Stella Alpina. Per essere coerente con me stesso e con la decisione che avevo preso nel 2015 sono entrato nel gruppo dell'Union Valdôtaine, con il quale mi ero avvicinato negli anni a seguire, nonostante le lusinghe e le promesse di ogni tipo che mi avevano proposto i vertici del movimento della Stella Alpina il 10 marzo, quando sono entrato. Da quando sono entrato nel gruppo dell'Union Valdôtaine, anche se come indipendente, ho sempre partecipato ad ogni incontro sia di maggioranza che di minoranza, non sono mai mancato a nessuna riunione di gruppo od altro ed ho quasi sempre condiviso il loro operato, anche se ho dovuto rinunciare, e di questo me ne rammarico veramente, a presentare in più di un'occasione, per non discutere sempre, quelle che erano le mie posizioni su diversi temi».

Le cinque proposte di Paolo Contoz. Contoz spiega che avrebbe voluto proporre una legge che poneva dei limiti ai mandati consiliari «che non è vero che è incostituzionale perché la Regione Veneto ha approvato la legge e lo Stato italiano non l'ha impugnata» ma anche la riduzione del numero dei consiglieri regionali «che era già una proposta del gruppo dell'Union Valdôtaine», la possibilità, per i valdostani, di giocare, al "Casino de la Vallée", non solo alle "slot machine" «vista la grave crisi che sta attraversando» e «la possibilità di prevedere un regolamento che consentisse al Consiglio regionale di svolgere il proprio lavoro a 35 consiglieri e non a 34 come è successo in buona parte di questa Legislatura» riferendosi alla prolungata assenza, a causa di una grave malattia, del collega Stefano Ferrero, oltre a chiedere «un regolamento che impedisce di candidarsi a coloro che hanno pendenze con la giustizia o con i loro fornitori, ed altro ancora».
«Purtroppo tutte queste mie proposte che erano state da me preparate sotto forma di mozione, mi sono state bocciate dal gruppo - racconta ancora, confermando la spaccatura presente all'interno del gruppo unionista - perché giudicate "populiste", mentre poi si sono rilevate vincenti per il gruppo dei "Cinque Stelle" che gli ha permesso di portare una candidata a Roma. perché non bisogna riempirsi la bocca con la parola "Autonomia", bisogna anche ascoltare il popolo, questa volta fare i populisti ha premiato, eccome».

Il primo stop e le imprecazioni captate dal microfono aperto. «Nonostante tutto sono rimasto sempre fedele al gruppo...» aggiunge, fermandosi improvvisamente ed affermando, dopo qualche interminabile secondo di pausa, che «ho perso il foglio» e poi dicendo, più sommessamente, ma in maniera percettibile «oh Dio santo...» e quindi «ma vaff...», cercando poi di sdrammatizzare: «l'avrà preso Marco Viérin, comunque aspettate un attimo».
Dopo qualche altro secondo Contoz ritrova il terzo foglio e riparte: «nonostante tutto sono rimasto sempre fedele al gruppo - continua - quando sono stato in minoranza ho portato diverse interpellanze che spero siano state utili ai valdostani, mi sono astenuto sulla legge dei vitalizi, che non condividevo, e questa mia astensione ha permesso l'abolizione dei vitalizi in Valle d'Aosta grazie alla nuova legge poi approvata dal Consiglio regionale. Ho partecipato alla votazione sulla nuova legge elettorale anche se ho convintamente votato per la preferenza unica. Quando siamo passati in maggioranza l'Union mi ha chiesto di fare il presidente della quarta Commissione ed il vice capogruppo ed io ho accettato senza fiatare».
«Adesso siamo arrivati alla fine Legislatura ed io ero pronto a candidarmi alle prossime elezioni di maggio 2018 - annuncia - e vi dico, senza falsa modestia, che come non mai pensavo di essere rieletto perché la gente probabilmente vede in me il politico diverso non attaccato alla poltrona. Approfitto per questo di ringraziare i vertici dell'Union Valdôtaine che mi hanno garantito il posto in lista, anche se ad oggi il mio nome non è ancora stato ufficializzato...», "ma mi fido della parola data", avrebbe dovuto dire, se non fosse che la pagina successiva non era quella prevista e quindi Contoz si blocca nuovamente.

Il secondo e terzo stop e la sospensione per «un problema alla consolle». Il microfono resta sempre aperto, a Contoz scappa un'imprecazione, che si conclude con «... fa», abbreviazione di "faus", che in patois significa "falso", poi dice «oh Madonna», e quindi «ma vaff...» e poi prova a riprendere, ma il foglio è sempre lo stesso.
I colleghi ridono senza pietà, tanto che il presidente del Consiglio, Joël Farcoz, chiede «per favore» di smettere, e Contoz trova la quarta pagina e riprende: «sicuramente sono entrato in Consiglio regionale nella peggiore delle Legislature della storia valdostana - prosegue - ed in un periodo in cui i soldi non ci sono più, ed accontentare i valdostani, che erano ben abituati, diventa sempre piu difficile. Nell'ultimo mese inoltre sono successi diversi avvenimenti che mi hanno fatto riflettere a lungo se candidarmi alle prossime elezioni fosse giusto o no. La Corte dei conti che indaga ventuno consiglieri per aver votato una delibera che probabilmente avrei votato anch'io...», ma la pagina succesiva del discorso non corrisponde e quindi il consigliere si ferma definitivamente.
«Eh Madonna, ma che sfiga che ho» si sente chiaramente dal microfono, «scusate un attimo, ma mi sono perso, posso parlare dopo o no?» chiede allora Contoz, mentre le risate dei colleghi sono talmente evidenti che la vicina di banco, la consigliera unionista Marilena Péaquin, si alza per evitare di essere inquadrata mentre ride.
«Ma Dio caro, l'ho visto qui...» continua Contoz, mentre Farcoz gli chiede «collega se vuole interrompere, poi se ci sono altri interventi poi riprende la parola».
«Posso interrompere? Mi fate un piacere» risponde Contoz, «se ci sono altri interventi, altrimenti io lo devo mettere in votazione» ricorda Farcoz, «no, aspetti un attimo, me l'ero preparato poi me lo sono perso» chiede quindi Contoz ed il presidente del Consiglio Valle conclude il momento di imbarazzo annunciando che «ne approfittiamo per sospendere il Consiglio non per l'intervento del collega ma perché abbiamo dei problemi alla consolle e non potremmo continuare con la votazione. Sospendiamo tre minuti».
«Grazie, molto gentile» ribatte quindi Paolo Contoz, tra le risate degli altri consiglieri.

Lo scontro con Antonio Fosson sulla presunta bestemmia. La pausa durerà otto minuti: «ci scusiamo per il disguido tecnico perché la consolle non era funzionante» ribadisce Farcoz alla ripresa dei lavori, ma l'intervento di Contoz non riprende e si va quindi al voto sull'accettazione delle dimissioni di Marco Viérin.
La situazione rimane congelata per circa mezz'ora, quando Antonio Fosson, capogruppo di "Stella Alpina - Area Civica - Pour Notre Vallée", con una mozione d'ordine, fa notare al vice presidente, Vincenzo Grosjean, che ha momentaneamente sostituito Farcoz, che «ci giungono da diverse parti delle osservazioni che il collega Contoz, tra un foglio e l'altro, ha bestemmiato alcune volte. Noi prendiamo chiaramente le distanze da questo e ci appelliamo a lei, signor presidente, perché risenta le registrazione in cui appare evidente quello che le ho detto».
«On fera les verifications» risponde in francese Grosjean, mentre Paolo Contoz ribatte direttamente a Fosson: «guardi che io non ho mai bestemmiato nelle mia vita e non vengo a bestemmiare sicuramente qui - dichiara in aula - ascoltate pure, non sono il tipo, è l'ultima cosa che farei, magari ho detto un "vaff..." (vocabolo ripetuto per la terza volta ed ormai sdoganato, ma che ha fatto partire un'altra serie di risate, n.d.r.), quello ci sta, ma era tra me stesso, non ce l'avevo con nessuno. Io non ho mai fatto una cosa del genere, figuriamoci se lo faccio in Consiglio regionale, ma stiamo scherzando, se vogliamo provocare possiamo farlo, ma detto da lei Tonino, questa è una cosa. Ma veramente, non l'ho mai fatto e non lo faccio sicuramente qui, ma ci mancherebbe, ma mi farebbe piacere se dopo posso concludere...».
«No no no no, collegue Contoz...» lo ferma quindi Vincenzo Grosjean.

Il secondo "ultimo" intervento. Le annunciate "verifications" non portano a nessuna azione e Paolo Contoz, dopo aver annunciato la sua astensione un emendamento che chiedeva la riduzione dei fondi ai Gruppi consiliari, non parlerà fino al pomeriggio inoltrato, quando farà la sua dichiarazione sulla variazione di bilancio, approvata dall'aula con votazione segreta, con diciannove voti contrari ed un astenuto: «intervengo anch'io sul bilancio visto che, come dice Padovani, forse è l'ultima volta che interveniamo - ricomincia - è un anno che sono in Consiglio e purtroppo mi sono trovato in questa situazione nella quale il contenzioso che è stato aperto con lo Stato italiano, che dura da un pezzo, non è stato ancora risolto per svariati motivi. La questione, tanto dibattuta mi pare semplice, c'è un bilancio che è stato votato dalla maggioranza, a cui lo Stato italiano ha chiesto 99 milioni, che non erano previsti al momento della votazione, quindi per avere un pareggio del bilancio, come impone la legge, bisogna assolutamente fare una variazione di bilancio. Una variazione che sicuramente è dolorosa, e che viene a sottrarre le risorse in questo o in quell'Assessorato, e di questo, giustamente, si potrebbe parlare per ore ed ore, se è meglio togliere di qua o di là. La cosa certa è che questa variazione è da farsi perché altrimenti ci sarà uno sbilancio che non è permesso dallo Stato italiano e che comporterebbe diverse sanzioni alla Regione Valle d'Aoste ed inoltre bloccherebbe i lavori di Governo regionale».

L'attacco ad Elso Gerandin. «Non voglio entrare nello specifico se è meglio togliere da una parte o dall'altra, ci sono i colleghi della minoranza che su questo sono degli esperti, su tutti Gerandin - continua Contoz, concentrando la seconda parte del suo intervento verso il collega di Mouv' - personalmente sono contento che il collega Guichardaz abbia reintrodotto, seppur in parte, il "bon de chauffage" che accontenta una parte delle persone meno agiate, che di quello hanno proprio bisogno. Per i soldi che arrivano da "Finaosta" e dal Traforo, visto che ci sono le delibere firmate, voto convintamente a favore della variazione di bilancio che va a correggere un bilancio incompleto, a cui erano stati tolti 99 milioni chiesti dallo Stato. Voglio precisare che questa volta mi sono avvalso della collaborazione di un avvocato, che mi ha ben spiegato la questione, nonostante il terrorismo che mi è stato fatto dal mio amico Elso Gerandin, che probabilmente ce l'ha con me. Stavolta mi sono ben informato, cosa che consiglio a tutti i consiglieri della prossima Legislatura. Prima di votare andate da un legale, non ascoltate né Gerandin né i suoi amici e chiedete cosa dovete fare. Le dichiarazioni che fa sempre il signor Gerandin non aiutano sicuramente a decidere, "fai attenzione a quello che fai, altrimenti viene la Corte dei conti e vedrai cosa ti succede". A proposito, devo dire che mi piacerebbe veramente vedere il signor Gerandin assessore nella prossima Legislatura, se non sarò in aula sarò lassù a guardare, voglio godere, con qualcuno che gli dirà, come fa lui, "fai attenzione a quello voti, perché sennò ti mando la Corte dei conti a controllare". Facendo così non si aiuta la Valle d'Aosta, caro consigliere, perché così tutti i nuovi consiglieri, tipo me, e nella prossima Legislatura ce ne saranno tanti altri, avranno un po' di paura su quello che dovranno votare, a meno che l'assessore sia Gerandin, allora è tutto chiaro».

Il terzo "ultimo" intervento. Dopo la sfuriata verso Elso Gerandin, Paolo Contoz cercherà di riprendere il discorso della mattinata verso le ore 19, nella dichiarazione di voto sulla proposta di legge di Chantal Certan di Alpe che voleva rendere incompatibile il ruolo di consigliere regionale con quello di presidente della "Associazione Forte di Bard", ruolo che viene da sempre ricoperto dal presidente della Regione e che ha raccolto solo i dodici voti dei consiglieri di opposizione: «visto che probabilmente sarà l'ultima opportunità che avrò anch'io di parlare al popolo valdostano da quest'aula - ripete, per la terza volta - e come ha detto giustamente il collega Cretier, che, come me, ha fatto sei mesi di maggioranza e sei mesi di minoranza, vorrei fare due considerazioni sul piano politico di quello che è stato quest'anno qui dentro per me e quali saranno le decisioni per la prossima Legislatura. Nell'iniziare questo mio nuovo intervento, chiedo scusa per l'incidente tecnico di questo mattina che ha fatto perdere un po' di tempo a questo Consiglio e chiedo scusa se, nell'agitazione, mi sono scappate alcune parole non consone a questo Consiglio».
La fretta però gioca un brutto scherzo a Paolo Contoz, che invece di continuare il discorso da dove lo aveva interrotto, lo riprende dall'inizio: dei cinque minuti che ha a disposizione per regolamento, ben quattro saranno sprecati nella ripetizione testuale di quanto aveva già dichiarato dieci ore prima, tra la derisione dei colleghi, tanto che il presidente Farcoz dovrà chiedere espressamente «di portare rispetto al collega Contoz».

«Al bar mi dicono che noi politici siamo tutti ladri uguali». «Nell'ultimo mese inoltre sono successi diversi avvenimenti che mi hanno fatto riflettere a lungo se candidarmi alle prossime elezioni fosse giusto o no - sottolinea quindi Contoz, dopo aver ripetuto quanto già detto in mattinata - la Corte dei conti che indaga ventuno consiglieri per aver votato una delibera che probabilmente avrei votato anch'io, e che era stata fatta per salvare il "Casino de La Vallée" di Saint-Vincent dal fallimento, mi ha fatto riflettere a lungo. A questo punto, allora, ogni volta che il Consiglio delibera deve fare attenzione? E chi giudica se è giusto o no? La Corte dei conti? Per ogni votazione quindi ci vuole un avvocato che ti consigli cosa fare? E' diventato tutto troppo complicato, senza poi parlare del vento dell'antipolitica che soffia ogni giorno di piu sui politici sia sui media che sui "social". Ogni giorno che apri i giornali leggi di nuove indagini su tutto ciò che è stato fatto dalla politica negli ultimi anni e questo non aiuta di sicuro ad amare la politica, ed i risultati si sono visti nell'ultima tornata elettorale».
«Un altro fatto che mi ha fatto male è questo - racconta - io che non faccio politica per professione ed una buona parte del mio stipendio l'ho lasciato in beneficenza, quando vado al bar mi sento dire: "voi politici siete tutti ladri uguali", secondo voi cosa dovrei rispondere?».

«Ho visto le facce dei miei colleghi e mi è passata la voglia di fare politica». Sulla domanda suona il campanello che sancisce la fine dei cinque minuti concessi e Joël Farcoz lo invita, una prima volta, a concludere ma Contoz continua il discorso, accelerando la lettura: «le dimissioni del consigliere Andrea Rosset, che personalmente stimo moltissimo - spiega ancora - che stato è uno dei fondatori dell'UVP, ed il cambio di casacca dei consiglieri Cognetta e Ferrero, che per ben cinque anni uno e per quel che ha potuto lavorare l'altro, hanno detto di tutto e di più su chiunque ci fosse stato in maggioranza, quando prima di essere cacciati dal loro partito, alla faccia della coerenza, si rifugiano sotto un'altra casacca, mi fa pensare "in che mondo sono finito?". Il blocco dei conti correnti che in misura cautelare è stato fatto dalla Corte dei conti a tutti i consiglieri indagati mi ha fatto ancora pensare di più. E se fossi io al loro posto? Mi sono visto in questo ultimo mese le facce dei miei colleghi e vi assicuro che tutta la voglia che avevo di fare politica mi è passata, tutti i miei sogni, le mie idee sulla politica sono morti. Io per la mia passione della politica dovrei mettere a rischio il lavoro mio e dei miei genitori, di anni ed anni di sacrifici? Non mi sembra giusto».
«Inoltre mi ero battuto per entrare in maggioranza ed avevo contribuito alla nascita di questo "rassemblement" nel quale credevo moltissimo, ma è stato tutto cancellato dai venti dell'antipolitica - evidenzia - ho paura che nella prossima Legislatura ci sarà ancora di più da litigare perché nonostante la nuova legge elettorale non penso che nessuno riesca ad arrivare al 42 per cento ed io non so se ho la voglia e la forza di litigare per cinque lunghissimi anni. Purtroppo non vedo un futuro migliore anzi, sicuramente prenderanno piede i movimenti nazionalisti "Cinque Stelle", Lega e Forza Italia che sicuramente non hanno a cuore l'Autonomia valdostana».

«A luglio bisognerà rifinanziare il Casinò, che si farà?». Contoz parla da sette minuti e mezzo, due in più del previsto, ed è solo a metà del discorso, quando il presidente Farcoz, per la seconda volta, lo invita «davvero a concludere».
«Se non vuole faccio poi una conferenza stampa, se mi lascia finire, glielo chiedo per favore...» ribatte il consigliere unionista, «può fare tutte le conferenze stampa che vuole, prego concluda» risponde Farcoz, che non riesce a nascondere un sorriso, ed allora Contoz, rivolgendosi all'aula chiede «posso andare avanti?» e, dopo aver ottenuto un parere positivo per acclamazione, ringrazia «colleghi e presidente» e continua.
«Vedo cinque anni di continui litigi in un momento in cui i valdostani vogliono fatti e non parole - prosegue - gli agricoltori vogliono sapere se i loro soldi arrivano o no, i lavoratori del Casinò vogliono sapere se la loro azienda va bene, come è venuto a dire il signor Di Matteo in Commissione, oppure no, come sembra ai lavoratori. A luglio bisognerà rifinanziare il Casinò e chi avrà il coraggio di farlo? Se voti il finanziamento hai paura che la Corte dei conti intervenga, se non lo voti il Casinò rischia il fallimento. Che fai? Ai nuovi eletti l'ardua sentenza. Inoltre da valdostano che crede ancora nei valori e nell'Autonomia con la "A" maiuscola mi auguro che nella prossima Legislatura governino ancora le forze autonomiste perché altrimenti la parola autonomia rimarrà solamente una parola astratta...».
L'ulteriore minuto concesso non gli permette di concludere il suo discorso, mancano ancora tre pagine ma Farcoz gli annuncia che deve togliergli la parola: «peccato, perché avevo tutto un...» risponde Contoz, «dispiace anche a noi, però purtroppo il tempo in dichiarazione di voto è di cinque minuti, ed ha già sforato ampiamente, nonostante l'aula abbia consentito questi quattro minuti in più, chiedo scusa ai colleghi» ribadisce ancora il presidente del Consiglio, «d'accordo, farò avere il dicorso ai giornali» conclude Paolo Contoz.

"Lasciamo spazio ai giovani prima che sia troppo tardi". "Spero che la sberla presa alle politiche serva a rimettere insieme tutte le forze autonomiste - voleva dire Contoz in Consiglio Valle - ho detto tutte e coinvolgo questa volta anche Alpe e Mouv' e tutti coloro che credono in questo progetto, prima che la Valle d'Aosta diventi per sempre un pezzo del vicino Piemonte. Se personalmente potessi servire in un futuro, che spero sia prossimo, a fare diventare realtà questo progetto, sarò molto contento di esserci perché nonostante tutto, penso sempre che i valdostani vogliono essere governati da partiti valdostani. Forse questo primo progetto di "rassemblement" non è piaciuto alla gente perché è stato portato avanti dai big della politica valdostana".
"Allora proviamo a lasciare spazio ai giovani
- voleva proporre il consigliere regionale di Nus - perché il futuro è dei giovani, e noi ne abbiamo di veramente bravi e li abbiamo visti in campo nel comizio di chiusura delle politiche, e questo fin dalla prossima Legislatura, prima che sia troppo tardi".

"Sognavo di fare l'assessore al turismo, ma non si può lavorare serenamente". "Mi ero messo in politica per cercare di fare il bene della gente ma questo mi sembra veramente difficilissimo in questo clima - avrebbe poi aggiunto Contoz - sono convinto che sia più facile e meno pericoloso fare del bene fuori dall'ambito politico. Mi dispiace veramente moltissimo perché avrei voluto portare in Consiglio regionale diverse idee, sopratutto nel settore del turismo, che sicuramente avrebbero portato benefici alla nostra regione. Fare il consigliere regionale e magari l'assessore al turismo era un sogno che seguivo da anni e quando finalmente sono arrivato ad un passo, vedo che non ci sono le condizioni per poter lavorare serenamente. E' tutto troppo difficile: non ci sono più ideali, solo slogan, solo parole, solo minacce, non è questa la politica in cui io credevo e per la quale mi sono sempre battuto. Mio padre diceva sempre che nella vita contano i fatti e non le parole, nella vita da imprenditore è più facile, in politica e sopratutto in questo momento è veramente difficile".

"Per fare politica volevo spogliarmi di tutti i beni e lasciare tutto a moglie e figli". "Governare in questo clima, senza soldi con le minacce della minoranza, con i mega controlli della Corte dei conti è veramente impossibile - voleva denunciare pubblicamente il consigliere unionista - avevo anche pensato di spogliarmi di tutto il mio patrimonio e lasciarlo a moglie e figli, ma vi pare giusto? E' una questione di principio, e poi quando l'avessi fatto, mi troverei a scontrarmi con una maggioranza che non c'è più, con il mio capogruppo (l'ex presidente della Regione Augusto Rollandin, n.d.r.) che lascia passare solamente quello che decide lui, con una minoranza che va avanti a "116" ed esposti alla Corte dei conti, con una Corte dei conti di cui senti il fiato sul collo ogni volta che devi votare. L'unica soluzione sarebbe stare in minoranza e sparare a zero su tutto, ma non fa parte del mio carattere. Per me è veramente impossibile lavorare in queste condizioni, tradirei la fiducia dei valdostani che da me si aspettano fatti concreti. Io sono un imprenditore imprestato alla politica e quindi torno a fare l'imprenditore, questa non è la politica che ho sempre sognato. Chiedo scusa a tutti coloro che credevano in me come politico vero e mi avrebbero sostenuto a portare avanti le mie idee nella campagna elettorale e questa volta sarebbero stati veramente tanti, ma governare con questo clima per me è impossibile. Per questi ed altri motivi saluto tutti i consiglieri regionali, gli impiegati e dirigenti e tutti coloro che ho avuto modo di conoscere, ringrazio tutti i colleghi dell'Union Valdôtaine che, devo dire, hanno avuto con me un buon rapporto nonostante tutti i loro problemi e con i quali mi sono trovato bene".

"Se non cambia lo scenario non mi presento alle elezioni". "Augurando un buon lavoro ai prossimi eletti nel Consiglio regionale della Valle d'Aosta - voleva poi concludere Paolo Contoz - dichiaro che io se, non cambieranno gli scenari attuali, non mi presenterò alle prossime elezioni regionali ma che rimarrò nell'Union Valdôtaine perché rimane l'unico movimento in cui io credo personalmente in questo momento, nonostante tutto, anche se penso abbia bisogno, dopo le elezioni regionali, di fare un "repulisti" e di ripartire dalle sezioni e dai giovani per ricostruire una nuova Union Valdôtaine. Se avrete bisogno di me ci sarò ad aiutarvi. Come ha detto il collega Andrea Rosset, "non scappo", ma rimango in attesa di momenti migliori, non getto la spugna, abbandono il ring del Consiglio regionale perché in questo momento il gioco è troppo complicato e confuso ed io voglio rimanere pulito e vederci chiaro".

«Votare in quest'aula non è come premere il tasto di un telecomando». Le valutazioni di Contoz non sono però cadute nel vuoto, con Elso Gerandin che gli ha risposto direttamente in Aula: «ne approfitto per chiedere scusa al collega Contoz, perché in questi mesi ho capito di essere stato un po' il suo incubo, sia nell'animo che nello spirito - sottolinea anche lui nelle dichiarazioni di voto della proposta di legge di Alpe, stando però nei cinque minuti concessi - chiedo scusa, sinceramente non pensavo, mi scuso se lei si è sentito in parte toccato e turbato, se gli ho turbato il suo quieto sonno, se per caso gli ho tolto qualche ora di sonno. Comunque io sono sempre dell'idea che in quest'aula si viene per provare a fare anche politica e quando si fa politica e non si viene solo per schiacciare un pulsante come un telecomando perché qualcuno ordina. In quest'aula si viene e si esprimono le proprie poche conoscenze o competenze che uno ha, quello che io, umilmente, ho fatto in questi anni, è documentarmi: io mi leggevo le finanziarie, poi magari non capivo tutto, ci mancherebbe. Il suo legale è sicuramente più bravo, più informato, più preparato, peccato, si è solo informato un po' tardi, se magari ne prendevate uno per tutto il gruppo e per tutta la maggioranza, magari avreste evitato qualche piccolo problema».
«Vede collega Contoz, io le dico semplicemente, che in questo periodo, in quest'aula, ho sempre espresso un mio parere
- ribadisce Gerandin - poi nessuno era obbligato a seguire quello che dicevo io. Voglio solo ricordare a quest'aula che io che per tre anni ho detto che i bilanci del Casinò, con le imposte anticipate, non erano attendibili, ed a differenza di tanti altri, io lo dicevo in quest'aula, magari sbagliando. Mi dispiace, io l'ho fatto in buona fede, le chiedo di nuovo scusa, perché io non ho voluto mai fare terrorismo, ho semplicemente voluto dire quello che penso poi ognuno si prende la propria responsabilità di quello che dice e vota. Non c'è nulla di male, non mi sono offeso per quello che lei mi ha detto, mi dispiace solo che lei usa la parola "terrorismo", perché ho semplicemente espresso un mio parere, dopodiché lei era nella convinzione, come tutti gli altri, di valutare se era un parere che poteva essere inattendibile e decideva secondo coscienza. Questa è la parte importante di questo Consiglio».

«Se tornerò in Consiglio Valle, avrò un consulente legale». «Accetto le scuse - risponde quindi Paolo Contoz nel suo vero ultimo intervento - ha capito che forse ha un po' esagerato. Pensavo che se lei fa così con i prossimi che arrivano, magari i "Cinque Stelle" che hanno tutti vent'anni, li massacra ancora prima di farli arrivare a votare. Che poi comunque mi sono servite, perché se mai dovessi ritornare in questo Consiglio, a mie spese, prenderò un avvocato che ogni volta che devo schiacciare il bottone, anche se sono informato, mi consiglierà».

ultimo aggiornamento: 
Sabato 31 Marzo '18, h.17.30