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La "Monterosa" e l'Usl non danno le informazioni ai consiglieri regionali che le hanno richieste: dal Consiglio Valle un richiamo a rispettare i "116"

comunicato stampa

La presidente del Consiglio Valle aprendo i lavori dell'Assemblea convocata per mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre per discutere un ordine del giorno composto di 64 punti ha informato l'aula che nel pomeriggio di martedì 1° ottobre l'Ufficio di Presidenza ha deliberato l'ammissibilità della petizione popolare per il mantenimento nel tempo dei servizi sanitari erogati dall'USL della Valle d'Aosta presso il Consultorio di Variney nel comune di Gignod, presentata il 24 settembre scorso e sottoscritta da 1.123 cittadini: «la petizione - ha detto la Presidente - è stata trasmessa per l'istruttoria del caso, al presidente della Regione, all'assessore alla sanità, salute e politiche sociali e assegnata alla quinta Commissione consiliare "Servizi sociali"».

La Rini si è poi soffermata sulle richieste di accesso agli atti da parte dei consiglieri Roberto Cognetta ed Andrea Manfrin: «il 23 settembre - ha specificato - il consigliere Cognetta ha chiesto l'intervento di questa Presidenza in relazione al diniego espresso dall'Assessorato alle finanze, attività produttive e artigianato in merito alle richieste di accesso ai verbali del Collegio sindacale e del Consiglio di amministrazione della società "Monterosa SpA". Dalla documentazione prodotta dal consigliere, si evince che le richieste di accesso non risultano essere state inviate alle Società interessate. In considerazione di quanto esposto, ho pertanto richiesto all'assessore di voler fornire ogni chiarimento utile. Il 26 settembre, il consigliere Manfrin ha parimenti chiesto l'intervento di questa Presidenza in relazione al diniego opposto dall'Azienda Usl in merito all'istanza di accesso del 6 agosto, supportato da motivazioni legate alla privacy. Ho pertanto trasmesso la nota del consigliere soprindicata e la relativa documentazione all'assessore alla sanità, salute e politiche sociali con preghiera di fornire ogni chiarimento utile. Invito tutti a rispettare l'articolo 116 del regolamento interno del Consiglio, ricordando i doveri, oltre che i limiti della Presidenza nel farlo rispettare».

Sono quindi intervenuti i consiglieri Cognetta e Manfrin, che hanno ringraziato la presidente Rini per essersi attivata su questa tematica. Roberto Cognetta ha chiesto: «perché è successo questo? Visto che ci sono delle regole democratiche, chi governa dovrebbe rispettarle, così come dovrebbe tutelare i diritti della minoranza. La maggioranza non può fare ciò che vuole, altrimenti la nostra democrazia si trasforma in dittatura della maggioranza. In Valle d'Aosta stiamo vivendo una crisi della democrazia, alimentata anche da questi atteggiamenti. Aspetto una risposta ai miei "116"».
Andrea Manfrin ha parlato di «gravità inaudita, perché viene minato lo strumento che sta alla base della nostra attività ispettiva. Si è prodotta una lesione del nostro diritto di accesso e mi auguro che questo messaggio arrivi forte e chiaro a chi ha rifiutato di fornire i dati. Questo rifiuto non fa che alimentare la mia curiosità rispetto a quanto richiesto. Se non riceveremo i dati sollecitati, ci saranno delle conseguenze per i responsabili».

Replicando ai consiglieri, l'assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha garantito «il rispetto delle richieste di accesso agli atti, perché non abbiamo nulla da nascondere. Negli ultimi mesi l'Assessorato è stato oggetto di 41 richieste ai sensi dell'articolo 116: gli Uffici sono oberati e può essere che si siano verificati dei ritardi».
L'assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha ribadito «che non si tratta di non voler fornire i dati: i "116" sono una quotidianità e rispondiamo a decine di richieste di accesso agli atti. Vorrei evidenziare che in tutti i settori esistono delle regole, che non sono mai a senso unico e che vanno rispettate: la responsabilità nel dare dati e il diritto a riceverli. Come segnalato dal Dipartimento legislativo in un parere, il consigliere non ha diritto di accedere alla versione integrale dei verbali delle adunanze del CdA e del Collegio sindacale della Società, che sono sottratte anche al diritto di informazione dei soci; possono al più rendersi ostensibili gli estratti o le prime pagine dei verbali che consentirebbero, comunque, al consigliere di accedere agli argomenti all'ordine del giorno e, quindi, di ottenere informazioni utili all'espletamento del mandato rappresentativo. In una logica di buon senso, la nostra idea sarebbe quella di andare, previo confronto con gli uffici dell'Avvocatura, in questa direzione al fine di andare incontro alle richieste».

Il presidente della Regione, Antonio Fosson, ha concluso dicendo che «da parte del Governo non c'è nessuna volontà di nascondere alcunché. Siamo in un momento di grande riorganizzazione del personale, ma non c'è nessuna questione di principio di voler negare l'accesso agli atti da parte dei consiglieri».