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Le Commissioni del Consiglio Valle danno la piena disponibilità alla "Casino de la Vallée" degli immobili "no core" per un tentativo di vendita

redazione 12vda.it
L'hotel 'Du Parc' a Saint-Vincent

E' passato con la maggioranza dei voti della seconda e della quarta Commissione permanente del Consiglio Valle l'atto amministrativo che autorizza la società "Casino de la Vallée SpA" a disporre della piena proprietà degli immobili "no core" che, nell'ambito della procedura di concordato preventivo del "Piano di ristrutturazione" della partecipata regionale, verranno con tutta probabilità messi in vendita per ottenere fondi da utilizzare per risanare il bilancio, in passivo per circa 46 milioni di euro.
Il disciplinare per la gestione della Casa da Gioco di Saint-Vincent prevede infatti che è il Consiglio Valle ad approvare, su proposta della Giunta regionale, la cessione di beni immobili e Filippo Rolando, amministratore unico del Casinò, in tre note inviate il 3, 4 e 23 gennaio scorsi, ha comunicato l'elenco dei beni immobili "non strategici" che la società intende dismettere, "per quanto concretamente possibile", per un valore teorico stimato di circa sette milioni di euro.

L'elenco dei beni "no core". Si venderà quindi un'ampia porzione della "Casa del Sole", in via Marconi, proprio di fronte all'ingresso della Casa da gioco, che una volta ospitava la mensa aziendale del Casinò e quindi diversi uffici, archivi e depositi, comprendente una cantina, un ristorante ed un ufficio al piano terreno, un alloggio al primo piano, due alloggi al secondo piano, un ufficio al secondo e terzo piano ed un alloggio al quarto piano. Nell'elenco compare anche l'hotel "Du Parc" sopra il Grand hôtel "Billia", in via Oberdan, struttura alberghiera inagibile, mai conclusa né aperta e poi murata per evitare accessi abusivi, alta sei piani, con un deposito e due autorimesse al piano terra, così come il vicino campo da tennis, che veniva concesso in comodato gratuito alle associazioni sportive del paese.
L'elenco dei beni immobili da dismettere prevede anche il fabbricato "Cucciolo 1", in viale Piemonte, anch'esso inagibile, alto tre piani e con un sotterraneo, analogo al vicino "Cucciolo 2", utilizzato in passato per alcuni uffici della "Casino de la Vallée". Saranno messi in vendita anche "Villa Marega", sempre in viale Piemonte, davanti al "Billia", antica villa signorile di due piani e con un sotterraneo, ed anche il vicino ex hotel "Bon Souvenir", di tre piani e con un sotterraneo.
Poco più in basso, in frazione Renard, sono considerati "no core", la "ex centralina", la "ex scuderia", la "cabina aspirazione" e due magazzini oltre a vari terreni per una superficie complessiva di 34.854 metri quadrati. 

«Speriamo che si venda dopo il concordato». Nelle due Commissioni del Consiglio Valle si è votato a scrutinio segreto: nella seconda sono stati tre voti a favore ed un'astensione, con i consiglieri Stefano Aggravi della Lega e Roberto Cognetta di Mouv' che non hanno partecipato, così come nella quarta sono stati tre i voti a favore e due le astensioni: «nella riunione, dopo aver sentito il dirigente dell'Avvocatura regionale della Presidenza della Regione e l'amministratore unico della "Casinò de la Vallée", le due Commissioni sono state messe nelle condizioni di poter esprimere un parere nel merito - hanno dichiarato, in una nota congiunta, i due presidenti, rispettivamente Pierluigi Marquis della Stella Alpina ed Alessandro Nogara dell'Union Valdôtaine Progressiste - un parere dovuto su di un atto che darà la possibilità all'amministratore unico di poter disporre, nell'ambito della proposta di concordato e del "Piano di ristrutturazione" della società, della piena proprietà di immobili considerati non strategici ai fini di una loro eventuale dismissione. Beni che, secondo l'amministratore unico generano costi fissi gravanti sul bilancio societario e che sono, quindi, in contrasto con la doverosa attività di contenimento delle spese. Tuttavia ci si augura che l'atto licenziato e che verrà valutato nel prossimo Consiglio, possa essere propedeutico all'approvazione del concordato e che l'eventuale vendita possa essere un'opzione da esercitare "post procedura" al fine di valorizzare al meglio i beni immobiliari».

«Non voglio far chiudere il Casinò». «Io faccio parte della seconda Commissione - ha precisato Roberto Cognetta, spiegando le motivazioni per la mancata partecipazione al voto - e, qualora fossi rimasto ed avessi espresso il mio voto, che sarebbe stato contrario o di astensione, l'atto non sarebbe stato approvato e non sarebbe approdato in discussione nel prossimo Consiglio. Ho preso questa decisione con senso di responsabilità, in modo da far proseguire l'iter di questo importante provvedimento. Più volte mi è stato detto di voler far chiudere la Casa da gioco: è un'affermazione falsa ed il mio comportamento di oggi in Commissione lo dimostra. A prescindere dalle mie convinzioni sul rilancio della Casa da gioco, è mia intenzione che l'Aula discuta della dismissione di questi immobili e si confronti nuovamente sulla situazione e sul futuro del Casinò di Saint-Vincent».

«Si sono buttati soldi pubblici senza un briciolo di lungimiranza». Prima di votare l'atto amministrativo, i consiglieri regionali, nel pomeriggio di giovedì 28 febbraio, hanno effettuato un sopralluogo nelle strutture considerate "no core": «visionare gli immobili, alcuni abbandonati da trent'anni, altri chiusi da un decennio mi ha fatto un certo effetto, sembrava di essere in un film - ha commentato, su "Facebook", la consigliera Manuela Nasso del "Movimento Cinque Stelle" - all'epoca delle vacche grasse si sono buttati soldi, soldi e soldi pubblici senza un briciolo di lungimiranza e dettagliata programmazione, tanto i soldi c'erano. Pensiamo anche ai rifugi-scempi-casermoni che abbiamo in Valle finanziati dalla Regione con palate di denaro. Anche quando le cose vanno bene bisogna essere un po' "formichine" perché del doman non v'è certezza, lo direbbe qualsiasi nonna».

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